Immigrazione: Renzi chiede collaborazione alle Regioni. Zaia e Maroni restano irremovibili

Renzi ha incontrato oggi una delegazioni composta dai Presidenti delle Regioni e da amministratori locali per trovare un'intesa sul problema immigrazione

476665246.jpg

È durato circa un'ora e mezza l'incontro a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi ed i rappresentanti di Regioni e Comuni. Il Premier ha ribadito il suo pensiero, già espresso più volte nelle scorse settimane: "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati". Renzi ha invitato governatori ed amministratori a farsi carico del problema collaborando attivamente, anche per indurre l'Europa a fare la sua parte in questo momento di emergenza: "Ci vuole condivisione in Europa. E più l'Italia si mostra compatta, meglio è... siamo un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema immigrazione deve essere condivisa e congiunta... Per la prima volta l'Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità".

Uscendo da Palazzo Chigi il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha definito inutile questo incontro con i rappresentanti del Governo:

"Nessuna novità, proposta, soluzione ai problemi o alle sollecitazioni che ho fatto sui campi profughi. Mi pare una riunione assolutamente inutile, continua il caos. Renzi ci ha riconvocato fra 15 giorni. Tornerò, ma spero che non sia come oggi. Chiedo risposte concrete. Parliamo di chiacchiere. Chiedo risposte concrete a problemi concreti. La risposta del governo è stata che ne riparleremo. Mi pare assolutamente deludente. Ho chiesto di sapere il luogo dove si fa la verifica di chi è richiedente asilo e chi migrante. Non c'è possibilità di distinguerli. Non si può fare un rimpatrio. E' incredibile. Assolutamente incredibile".

Anche Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha ribadito il suo punto di vista all'uscita del palazzo del governo, arrivando a sostenere che i Prefetti dovrebbero ribellarsi rifiutandosi di adempiere alle richieste che arrivano da Roma:

"Dall'incontro non è emerso nulla di nuovo, non sono venute fuori grandi novità: ci aspettavamo relazioni internazionali forti ma non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Noi continuiamo a dire no a nuovi arrivi... I prefetti devono ribellarsi, rispettare le istanze dei territori, rappresentare, nel mio caso, i veneti fino in fondo e non rispondere più al telefono al governo".

Critico anche Giovanni Toti, neo Presidente della Liguria:

"E' positivo che questa riunione sia stata convocata, ma non possiamo definirla soddisfacente. Renzi ha detto che ci relazionerà dopo il Consiglio europeo. Il tema, dal nostro punto di vista, resta quello dell'esecutività dei rimpatri e la questione dei flussi: c'è molto da fare"

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Immigrazione, Renzi al Senato: "Non siamo il Paese dei balocchi"

24 Giugno 2015

Questa mattina il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto al Senato nel corso di un’informativa sul Consiglio europeo di giovedì e venerdì; nell'agenda europea, per l'incontro europeo che inizia domani, c'è tanta carne al fuoco ma il tema più caldo resta lo stesso da mesi: l'immigrazione.

La ricetta renziana per affrontare "l'emergenza immigrazione", che secondo molti emergenza non è ma si tratta di esodo (e quindi di un fenomeno umano ben più definitivo), è sempre la stessa: coralità e comunione d'intenti in campo europeo. Ma, come spesso dimostra il premier fiorentino, nella tasca interna della giacca si trova sempre il piano B e, in questo caso, è un pugno in faccia al piano A:

"L’Italia non è il paese dei balocchi: noi siamo un grande paese che è nelle condizioni persino di permettersi di fare da solo. È l’Europa che non può permettersi di fare da sola, di avere una politica estera affidata ai singoli Stati."

Il Renzi in salta putiniana, che mette alla berlina l'indecisione europea in materia di immigrazione (un tema che potrebbe benissimo anche tirare fuori la Germania con i profughi ucraini ma che il premier italiano sembra appositamente dimenticare), da un lato apre all'Europa, lodando le priorità in agenda (immigrazione su tutti) ma mostrando i muscoli ai partner europei: "Se è emergenza si cercano le soluzioni tutti insieme" o ci penseremo da soli.

Il problema, anche in questo caso, è meramente lessicale ma non solo. Ieri il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato un articolo firmato proprio da Matteo Renzi il cui titolo è emblematico della visione renziana del tema immigrazione: "L'emergenza non è italiana ma europea" scrive il premier sul quotidiano inglese.

Nel testo Renzi parla della "storia dell'umanità" costantemente caratterizzata dai "flussi migratori" (secondo paragrafo, nel quale quindi già contraddice il titolo) ma parlando di "paura" che questo scatena nell'opinione pubblica europea. Renzi, da buon fiorentino, definisce "angeli del mare" (ricordando gli "angeli del fango" dell'alluvione di Firenze) i soccorritori italiani (e non solo) che ogni giorno operano nel Mediterraneo per aiutare i migranti disperati a non morire affogati. Renzi però descrive come "inconcepibile" l'attuale modello di accoglienza europeo, che scarica sul primo paese ospitante l'intero onere dell'accoglienza (ripetiamo, vale anche per i profughi ucraini accolti unicamente in Germania e Polonia) e parla, per la prima volta con forza, di rimpatriare "chi non ha diritto a restare in Europa", definita comunque terra di libertà e diritti.

Insomma, l'agenda europea di domani e dopodomani mette l'Ue di fronte ad un bivio, scrive Renzi sul Guardian (e ripete oggi in Senato): o si da il via ad una concreta azione corale o "rischiamo di perdere l'idea nobile alla base del progetto europeo". E forse qualcuno ne sarebbe anche felice.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO