Movimento 5 Stelle: il ritiro di Beppe Grillo?

Il fondatore del M5S è sempre più defilato. E le ultime uscite, risultate in altrettante gaffe, stanno convincendo le nuove stelle del partito di come Beppe Grillo sia ormai un peso.

Che fine ha fatto Beppe Grillo? Non che negli ultimi tempi non si sia visto o non abbia fatto parlare di sé, sia chiaro; ma è anche chiaro come la figura del fondatore del Movimento 5 Stelle sia molto meno visibile di qualche mese fa, tanto da aver compiuto un solo comizio durante la recente tornata di elezioni amministrative, invece di dare vita a uno Tsunami Tour in chiave amministrativa come già fatto precedentemente. Ma c'è di più: non solo quel comizio è stato ampiamente criticato per il modo in cui ha messo in ombra la candidata presidente del M5S in Liguria, ma pare che sia stato anche parecchio difficile convincere Beppe Grillo a tenerlo.

Poca voglia da parte del fondatore M5S di continuare a impegnarsi a 8 anni dal primo V-Day? Maggior sicurezza nel fatto che le nuove "stelle" del movimento sono in grado di andare avanti da sole? Difficile a darsi, anche se, nel corso degli anni, i segnali di stanchezza da parte di Grillo non sono mancati. Certo, se così fosse avrebbe potuto benissimo prendere la palla al balzo e ritirarsi dopo le Europee, dopo la bruciante sconfitta subita - tanto più che lui stesso aveva promesso che lo avrebbe fatto. Quel risultato così largamente sotto le attese - e in una tornata di elezioni in cui ha dato tutto se stesso - non è comunque passato senza lasciare strascichi.

Quale che sia la ragione del suo defilarsi sempre più, quello che è probabile è che dalle parti del gruppo parlamentare del M5S si provi un certo sollievo. Tanto più che, nelle scorse settimane, ogni volta che Grillo si è ripreso la scena ha fatto più danni che altro: l'uscita contro Veronesi e le mammografie durante la marcia di Assisi ha scoperto ancora una volta il fianco del movimento nei confronti di chi lo accusa (e non del tutto a torto) di essere un covo di complottisti (per di più oscurando il tema della giornata, ovvero il reddito minimo garantito); il tweet sui "topi, spazzatura e clandestini" di Roma è stato un boomerang talmente grossolano da convincere lo stesso Grillo (o chi lo ha scritto per lui) a fare un passo indietro e modificarlo.

Insomma, Beppe Grillo è ancora capace di catalizzare l'attenzione mediatica (anche se sono ben lontani i tempi in cui ogni cosa che dicesse o facesse veniva vissuta in una sorta di isteria collettiva), ma in modi che sono controproducenti nei confronti del nuovo volto del Movimento 5 Stelle. Un nuovo volto fatto di personaggi che sono in grado di confrontarsi nei talk show con i politici più rodati, di portare avanti battaglie concrete invece che sogni senza senso (che fine ha fatto la campagna per il ritorno alla lira?) e di conquistare consensi (i sondaggi politici continuano a dare il M5S in crescita) anche senza la presenza costante di Grillo & Casaleggio. O forse, al contrario, proprio per questo.

Beppe Grillo

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