Usa 2016, Bobby Jindal: Il governatore della Louisiana si candida alla Casa Bianca

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Con la candidatura di Bobby Jindal alle primarie, diventano 13 i candidati repubblicani alle primarie per le presidenziali Usa 2016. L'annuncio del governatore della Louisiana è arrivato mercoledì, e, vista la sua scarsa popolarità nei sondaggi, ha tentato subito di guadagnarsi l'attenzione con un linguaggio schietto e diretto.

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Come riportato dalle agenzie, il politico di origini indiane, ha subito polemizzato con il suo principale rivale per la nomination, Jeb Bush. Quest'ultimo qualche giorno aveva detto che un candidato repubblicano doveva dimostrare coraggio, prendendosi il rischio di perdere le primarie per vincere poi le elezioni generali. Sul tema, Jindal lo ha subito stuzzicato: "Avete sentito Jeb Bush? dice che dobbiamo essere in grado di perdere il primarie e di vincere le elezioni generali. Stiamo per aiutarlo a farlo" .

Provando a differenziarsi dai competitors del G.O.P., Jindal ha aggiunto: "Ne abbiamo abbastanza di chiacchieroni, è tempo per un uomo d'azione". Insomma, il suo obiettivo è quello di accreditarsi come l'uomo anti-establishment, che non ha nulla a che vedere con "i politici egoisti".


Laureatosi giovanissimo in biologia nel 1991, Jindal (classe 1971), si è convertito al cattolicesimo. Della sua fede religiosa ha sempre fatto una bandiera, ed è una delle carte che ha scelto di giocare anche nella corsa alla Casa Bianca. Ai suoi supporters ha detto senza troppi giri di parole: "So che alcuni credono che parlo troppo di mia fede. Ma non sarà messo a tacere al fine di soddisfare le loro aspettative ispirate al politically correct".

L'esponente del partito dell'elefantino ha preparato la sua discesa in campo passando l'ultimo anno a lanciare proposte sui tempi più disparati, ma pare che non abbiano riscosso una grande udienza a livello nazionale. In economia, è contrario all'intervento dello Stato, e per questa ragione ha polemizzato con Obama. Non è insensibile ai temi ambientali, ma è contrario alle criminalizzazioni dei grandi cartelli petroliferi. Sulla sanità, inoltre, ha posizioni differenti rispetto a quelle dei conservatori: è favorevole ad un ampliamento della copertura federale per chi ha redditi più bassi e come Governatore ha elargito fondi pubblici per cliniche ed ospedali non-profit.

Infine, segnaliamo che è un convinto antiabortista, sostenitore della famiglia tradizionale e apertamente ostile ai matrimoni omosessuali.

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