Paolo Guzzanti lascia il Pdl e passa al Partito Liberale: un divorzio annunciato


Ti scrivo per annunciarti che oggi, 2 febbraio 2009, rassegno le mie dimissioni dal gruppo Pdl della Camera per iscrivermi al gruppo misto. Contemporaneamente mi dimetto dal partito e ti annuncio la mia iscrizione al Partito Liberale Italiano in cui intendo candidarmi per responsabilità politiche al prossimo congresso di Roma.

Inizia così la lettera con cui il senatore Paolo Guzzanti sancisce il divorzio politico da Silvio Berlusconi, dopo mesi di incomprensioni, dissapori e gelosie causate dalle passeggiate mano nella mano con Vladimir Putin e W. Bush. Stanco di ricevere così poca considerazione, il Guzzanti furioso ha scritto al leader del Pdl: Poiché le mie richieste di colloquio sono state da te rigettate come anche i miei messaggi scritti, ricorro alla formula della lettera aperta per spiegare a te e ai colleghi i motivi delle mie scelte, adempiendo così a un dovere di lealtà politica e personale.

Nella missiva Guzzanti elenca le tante divergenze con il leader maximo che lo hanno portato alla sofferta decisione: prima il sostengo entusiasta a Vladimir Puti, poi lo svilimento del Parlamento oggi ridotto al rango di cane da slitta del governo, costretto a correre sotto i colpi di frusta dei voti di fiducia, a cui va aggiunta la totale assenza, malgrado operazioni di facciata come i ridicoli gazebo, di una sia pur larvata forma di democrazia interna in Forza Italia.

Silvio Berlusconi viene dipinto come un un monarca assoluto assediato da una corte osannante poi portata in Parlamento o al governo con criteri che provocano in qualche caso imbarazzo e rossore, che nel corso di quasi 15 anni di impegno politico, non ha fatto nulla per dare a questo Paese la tanto attesa rivoluzione liberale che le grandi democrazie hanno avuto e che all’Italia è stata negata.

Un altro componete della Guzzanti che detesta il premier...

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