Sondaggi politici, 26 giugno 2015: il Partito Democratico frena la caduta

Nei sondaggi politici continua la crescita di M5S, mentre la Lega Nord si ferma.

sondaggi politici giugno 2015

Per la prima volta dopo settimane e settimane il Partito Democratico frena la sua caduta libera nei sondaggi politici Ixè trasmessi ad Agorà. È ancora presto per sapere se si tratta di un episodio isolato o se invece il Pd può riprendere a marciare verso l'alto (facendo tirare un enorme sospiro di sollievo al governo Renzi, che ha appena approvato la criticissima riforma della scuola), per il momento, però, si tratta sicuramente di un segnale che regala qualche giorno di tregua a un partito che sembra costantemente sotto assedio, tra scandali, manifestazione e addii. Chi invece gode sempre di buona salute è il Movimento 5 Stelle, che cresce ancora - anche se meno delle scorse settimane - e si allontana dalla Lega Nord, che sta rallentando la sua avanzata.

Per il Partito Democratico le buone notizie riguardano semplicemente una tenuta numerica che rappresenta comunque una novità rispetto a quanto visto recentemente: il partito guidato da Matteo Renzi rimane stabile appena sotto il 34%. Se l'emorragia di voti fosse davvero finita, si tratterebbe comunque di un ottimo risultato dal quale ripartire, soprattutto vista la distanza dal secondo partito, il Movimento 5 Stelle.

Movimento 5 Stelle che continua a crescere ma che rallenta l'avanzata impetuosa vista recentemente: questa settimana arriva al 22,1% crescendo nemmeno di mezzo punto percentuale. Si tratta comunque di risultati significativi, visto soprattutto che il M5S si sta rapidamente avvicinando a quel 25% che, fino a oggi, rappresenta il suo massimo storico. Molto però dipende da come si muoverà il partito su alcuni temi cruciali, come il reddito minimo garantito.

Infine, la Lega Nord, che per la prima volta dopo molto tempo non solo si ferma, ma addirittura perde qualche decimale. Tre decimali, per la precisione, che fanno scendere il partito guidato da Matteo Salvini al 15,6%. Risultato comunque eccezionale, anche se le posizioni sempre più estreme tenute dal Carroccio rischiano di essere un grosso limite all'avanzata del partito, probabilmente non percepito come, realisticamente, di governo. Stabile invece Forza Italia, appena sotto l'asticella del 10%.

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