M5S: passo indietro dei deputati, Loquenzi confermata

Ilaria Loquenzi è stata sollevata dall'incarico, nonostante l'appoggio di Casaleggio e del direttorio

ballaro diretta 12 05 2015 casaleggio

1 luglio 2015, ore 15:36 - Ieri sera l'assemblea dei deputati M5s ha confermato Ilaria Loquenzi come capo dello staff comunicazione del M5s alla Camera. Il passo del gambero dell'assemblea dei deputati pentastellati è giunto dopo il "niet" di Gianroberto Casaleggio, che da Milano aveva accolto molto piccatamente "la cacciata" della sua pupilla.

Di fatto in base al regolamento interno Cinque Stelle il voto (non all'odg) dell'assemblea era semplicemente un pro-forma, la ratifica della decisione già presa e imposta da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: prima dell'inizio della riunione infatti sembra che in assemblea sia stata letta una lettera proprio dei due fondatori del MoVimento.

26 giugno 2015, ore 12:29 - Nuova maretta nel Movimento 5 Stelle dopo che l'assemblea dei deputati ha decretato il licenziamento di Ilaria Loquenzi dal ruolo di responsabile della comunicazione del gruppo alla Camera. Alla riunione hanno partecipato solo 26 deputati, con una trentina di assenti, e la votazione si è risolta in un plebiscito contro Loquenzi, invisa al gruppo dei deputati perché ritenuta "priva di qualunque autorevolezza", e anche dei titoli per ricoprire l'incarico.

Come noto, i vertici del M5S, ovvero Grillo ma soprattutto Gianroberto Casaleggio, dall'inizio della legislatura hanno deciso di affiancare ai deputati un "responsabile della comunicazione" che gestisse soprattutto i rapporti dei parlamentari pentastellati con la stampa, in modo da evitare uscite improvvide o fuori dai ranghi. Una sorta di "baby sitter" che non sempre è andato a genio agli interessati: al Senato, prima di arrivare alla nomina dell'ex Grande Fratello Rocco Casalino, si è passati per il siluramento del blogger Claudio Messora.

E, secondo quanto riportato da La Stampa, la decisione dell'assemblea ha fatto infuriare Casaleggio, che poche settimane fa aveva pubblicamente riconfermato sul blog, in un post a doppia firma con Beppe Grillo, gli incarichi a Casalino e Loquenzi. La scelta dei deputati è stata vista come una sorta di insubordinazione, e in effetti da parte di molti deputati c'è la voglia di togliersi di dosso la pesante ombra del "guru", che giorni fa avrebbe minacciato i pentastellati di "lasciarli al loro destino" se avessero licenziato la Loquenzi.

Oggetto delle ire di Casaleggio, oltre ai deputati, anche il direttorio, in particolare nella persona del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, a cui Casaleggio aveva affidato l'incarico di trattare con i deputati. Di Maio si è trovato tra l'incudine e il martello, e Casaleggio si sarebbe detto "deluso" e avrebbe accusato il direttorio di "incapacità".

La decisione dell'assemblea potrebbe quindi avere delle conseguenze (altre espulsioni?), e nel mirino del guru ci sarebbero in particolare l'attuale capogruppo Francesca Businarolo, il vicecapogruppo Giorgio Sorial, l'ex capogruppo Fabiana Dadone e un gruppetto di 'deputati liguri' considerati vicini a Massimo Artini, fuoriuscito dal Movimento 5 stelle, colpevoli di aver votato contro la Loquenzi. Ma potrebbe farne le spese ed essere esautorato dal ruolo di presidente dei deputati anche Federico D'Incà, che pure ha votato a favore della responsabile.

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