No Tav, scontri al corteo

In Valsusa una nuova manifestazione per rinnovare l’opposizione alla Tav Torino-Lione

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28 giugno 2015, ore 15:30 - E' cominciata in tarda mattinata la manifestazione in marcia di protesta contro la costruzione della Tav in Val di Susa, un appuntamento molto sentito sia dai valsusini che da molti movimenti di protesta che da anni si battono contro la grande opera, considerata inutile ai fini economici e di mobilità del Paese e dannosa sotto il profilo ambientale e sociale per gli abitanti della Valle. Il corteo No Tav è composto da circa 1200 persone (5000 secondo gli organizzatori) ed è partito stamattina da Exilles, violando l'ordinanza del Prefetto di Torino e le prescrizioni del Questore, e quindi decidendo di imboccare la strada provinciale 233 che conduce al limite dell'area protetta in Val Clarea, dove sorge il cantiere dell'alta velocità.

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa in questi minuti una sessantina di persone, tutte vestite di nero, si sarebbe portata in testa al corteo raggiungendo lo sbarramento della polizia e lanciando contro gli agenti pietre e petardi. Altre persone dello stesso gruppo avrebbero cercato di agganciare con delle corde le reti che delimitano l'area del cantiere, tirando e provando quindi ad abbatterle: la polizia ha lanciato, come risposta all'azione, alcuni lacrimogeni e ha utilizzato l'idrante. Dopo alcuni minuti di tensione, la situazione pare essere tornata alla normalità.

No Tav, marcia di protesta domenica 28 giugno

La Valsusa torna sulle strade per una nuova manifestazione No Tav in programma domani, domenica 28 giugno, a Chiomonte. Il nodo cruciale della protesta è quello di sempre: il tunnel della Torino-Lione, la Tav “inutile e dannosa” alla quale i valsusini si oppongono strenuamente da oltre un quarto di secolo.

Il ritrovo è fissato per le ore 10 al forte di Exilles. In queste ore le forze dell’ordine stanno raggiungendo la parte centrale della Valsusa per rinforzare il cordone di sicurezza intorno al cantiere di Chiomonte.

La tesi dei manifestanti è quella di sempre: perché sacrificare i servizi sociali essenziali come scuola e sanità per un’opera costosissima e anacronistica per il tipo di economia prevista per quando la Torino-Lione dovesse essere pronta?

L’avvicinamento dei No Tav alla manifestazione di domani è scandito da un confronto fra il costo dell’opera e quello che con lo stesso investimento si potrebbe fare per il Welfare:

Con un solo metro di Tav si potrebbero comprare 3 ambulanze nuove, con 100 metri di Tav si potrebbero mettere in sicurezza decine di scuole, con meno di un chilometro di Tav il reparto maternità di Susa non solo non chiuderebbe ma potrebbe essere potenziato l’intero ospedale.

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A conferma di quanto sia anti-economica la Tav ci sono due documenti pubblicati in maggio: Alpinfo 2013 dell’Ufficio Federale dei Trasporti della Confederazione Svizzera e Observation et analyse des flux de transports de marchandises transalpins: Rapport annuel 2013. Il confronto fra questi dati e quelli dell’analisi costi/benefici prodotta nel 2011 dall’Osservatorio Virano evidenzia un’ampia forbice fra aspettative e realtà: nel 2004 le tonnellate trasportate erano 6,5 milioni, l’Osservatorio Virano prevedeva che nel 2023 sarebbero state 13,3 milioni di tonnellate, ma nel 2013 sono state solamente 3,2 milioni di tonnellate, meno della metà rispetto a 9 anni prima.

Via | NoTav.info

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