L'Unità torna in edicola, Renzi: "Che racconti l'Italia bella"

Nuovo formato e tiratura a 250mila copie. Il quotidiano fondato da Gramsci tenta il rilancio.

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L'Unità torna in edicola, con un nuovo formato e, si direbbe, anche un nuovo spirito. Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci viene rifondato da Matteo Renzi. Per quanto l'accostamento possa sembrare quasi blasfemo, sembra che sia stato proprio il segretario del Pd - che ha il 20% delle quote della proprietà attraverso la Fondazione Eyu - ad aver impresso la nuova direzione: "Ho chiesto che l'Unità sia uno spazio di libertà, di confronto, di discussione. Che ci aiuti a raccontare l'Italia bella, quella che non si arrende, quella dei tantissimi circoli che fanno iniziative di livello, quella del volontariato e dell'associazionismo. L'Unità che vuol bene all'Italia".

E infatti pare che l'approccio sarà di stampo ottimistico. Come già si capisce dall'argomento di copertina di domani, spiegato dal direttore Erasmo D'Angelis: "Si parla sempre di Mafia Capitale, noi invece ribaltiamo il concetto con 'Roma Antimafia Capitale', raccontando la Roma del volontariato, la Roma perbene che vuole fare pulizia. Lo farà uno scrittore che sta pagando di persona la lotta alle mafie, Danilo Chirico". In generale, si privilegeranno le analisi e gli approfondimenti più delle news strette.

Il quotidiano avrà 24 pagine, costerà 1,40 euro uscirà in 250mila copie in una veste grafica che privilegerà le immagini. Di tutto questo si occuperà una redazione di 29 giornalisti e 4 poligrafici. Nella speranza che le cose vadano bene e che si possa allargare l'organico recuperando altri dei giornalisti non ancora reinseriti in organico.

Per quanto riguarda la proprietà, al di là del 20% della fondazione legata al Pd, l'80% delle azioni faranno capo alla nuova società parte della Piesse di Massimo Pessina e Guido Stefanelli. L'ex patron Guido Veneziani (alle prese con un'indagine per bancarotta fraudolenta legata alla stamperia di Roto Alba) scende sotto l'1% ed esce così dal consiglio d'amministrazione. Ennesima scommessa di rilancio per un quotidiano di carta, dopo i vari flop e difficoltà che si sono susseguiti negli ultimi anni (Pubblico, Pagina 99, La Croce, Il Garantista). Ma qui, almeno, si può contare su un nome storico, chissà se basterà a fare la differenza.

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