Sondaggi politici, 3 luglio 2015: Lega Nord e Movimento 5 Stelle si fermano

Smette di scendere anche il Partito Democratico. Nei sondaggi politici si ferma tutto, in attesa del prossimo scossone.

sondaggi politici 3 luglio 2015

I sondaggi politici segnalano maretta. Forse anche perché tutte le attenzioni sono al momento concentrate sul referendum in Grecia e bisognerà attendere i risultati perché le cose si muovano un po'. Inutile negarlo: una vittoria del 'sì' con sconfitta di Tsipras rafforzerebbe il fronte europeista (e quindi, in primis, il Partito Democratico); al contrario una vittoria del 'no' scatenerebbe chi chiede l'uscita dall'euro o almeno che si tenga un referendum uguale a quello greco. A uscirne vincitori, insomma, sarebbero Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

Ma in attesa che quei risultati arrivino, i sondaggi Ixè trasmessi ad Agorà mostrano una situazione praticamente invariata rispetto alla settimana scorsa. Il Partito Democratico mostra di avere ormai interrotto la sua discesa, arrivando al 33,7%, solo due decimali in meno rispetto a settimana scorsa. A dimostrazione di come il Pd abbia interrotto una discesa che durava da tempo, c'è anche il fatto che da ormai tre settimane la fiducia nel governo Renzi è stabile al 27%. Non certo un livello elevatissimo, ma quanto meno non più in calo.

Secondo partito è il Movimento 5 Stelle. Che anche questa settimana cresce ma "solo" di mezzo punto, arrivando al 22,6%. Mezzo punto in una settimana non è poco in termini assoluti, ma rispetto alla crescita cui abbiamo recentemente assistito è un deciso rallentamento. Nessun segnale negativo comunque: quanto più si sale, tanto più è difficile mantenere dei livelli di crescita così forti. Ne sa qualcosa anche la Lega Nord, che dopo aver raggiunto livelli fino a poco fa impensabili è ormai da tempo che si arrestata su quello che è probabilmente il suo livello massimo. Questa settimana perde qualche decimale e arriva al 15,3%.

Stabile anche Forza Italia, che guadagna qualcosina e arriva al 10,1%. Primo tra i partiti più piccoli è Sel, che rimane stabile appena sopra il 4% e che comunque mostra, una volta di più, di non aver saputo approfittare delle difficoltà del Partito Democratico. E non si tratta di un gran segnale in vista della possibile nascita di un nuovo soggetto di sinistra.

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