Ncd, indagati: I quattro casi più scottanti per Alfano

Angelino Alfano dimissioni

Angelino Alfano si trova a gestire un momento non facile. Il Nuovo Centrodestra (Ncd) non riesce a ricomporre i dissensi interni e i "frondisti", guidati da Nunzia De Girolamo, sono sempre sul punto di dire addio al partito e di mettere in crisi la maggioranza. Ma a problemi di carattere squisitamente politico se ne aggiungono altri, che si intrecciano con il piano giudiziario.

Un terzo di Ncd ha problemi con la giustizia. Le accuse che toccano, o hanno toccato, senatori e deputati sono le più svariate: dalla turbativa d'asta, all'abuso d'ufficio al concorso esterno in associazione mafiosa. Qualcuno ha ottenuto l'archiviazione, qualcun altro l'assoluzione, ma ce ne sono ancora molti che hanno procedimenti aperti. Tra questi, i casi più rilevanti sono quelli di quattro senatori, che destano la preoccupazione del ministro degli Interni e che provocano imbarazzo al premier, Matteo Renzi.

La vicenda di Antonio Azzollini è il primo scoglio da superare per Alfano. Proprio ieri è slittata alla sera di martedì 7 luglio la decisione sulla richiesta d'arresto ai domiciliari del senatore di Ncd, presidente della commissione Bilancio. La richiesta di custodia cautelare è stata formulata dai pm di Trani, nell'ambito dell'inchiesta sul crac della casa di cura pugliese Divina Provvidenza di Bisceglie.

Dario Stefàno (Sel), presidente della Giunta per le autorizzazioni, ha spiegato che la proroga ha avuto due motivazioni: l'ennesimo voto a Montecitorio per l'elezione dei giudici della Consulta e l'incipiente decisione del tribunale del riesame sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Decisione che è arrivata poco dopo il rinvio della Giunta: i giudici di Bari hanno respinto l'istanza dei legali di Azzollini.

Stefàno, inoltre, ha fatto capire che il pronunciamento del tribunale del riesame non avrebbe comunque portato a un cambiamento di scenario: "il tribunale esamina elementi di natura procedurale ma da un punto di vista contenutistico incide poco sul lavoro della Giunta, che non cerca un riscontro processuale ma identifica se c'è o non c'è fumus persecutionis". Sul piano politico, però, i giudici di Bari hanno mesoo alle strette i rappresentanti del Pd, che fino ad ora hanno preso tempo sul caso.

Alfano, per parte sua, si era già espresso sul caso Azzollini: "siamo consapevoli che una persona si può processare senza arrestarla e al tempo stesso aggiungo che bisogna studiare bene le carte". Una difesa, quella del Presidente di Ncd, forse dovuta. Ma allo stesso tempo fragile, di chi sa che potrà impuntarsi fino ad un certo punto sulla questione, visto che rischia di indebolire l'accordo di governo che lui stesso ha detto di voler far durare fino al 2018.

Sempre in Giunta, è arrivata la richiesta di arresto per Giovanni Bilardi. Quest'ultimo è accusato dalla procura di Reggio Calabria di falso e peculato per le spese pazze in Regione Calabria, la cosiddetta Rimborsopoli.

L'audizione di Bilardi in Giunta dovrebbe avere luogo sempre martedì 7 luglio. Evidenziamo che il senatore, quando era consigliere regionale per la lista "Scopelliti Presidente", era già stato indagato per falso, truffa e peculato.

C'è poi Giuseppe Castiglione, sottosegretario siciliano all'Agricoltura, indagato dai pm di Catania per il Cara di Mineo e coinvolto nell'inchiesta di Mafia capitale.

La scorsa settimana è stato salvato dalla maggioranza alla Camera, che ha respinto tre mozioni di sfiducia di Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà e Lega Nord. Su Castiglione, Alfano ha detto: "Garantisco personalmente. Lo conosco da vent'anni". Il Presidente di Ncd ha fatto praticamente fare un passo a Renzi, che in prima battuta era orientato a comportarsi come sul caso Lupi. Tuttavia, la vicenda potrebbe non chiudersi così facilmente.

Infine, c'è il caso del senatore Pietro Aiello. La Dda di Catanzaro ha chiesto in rito abbreviato la condanna a 3 anni di reclusione per corruzione elettorale. Anche lui è finito nell'indagine di Rimborsopoli ed è già indagato per voto di scambio. Secondo l'accusa sarebbe stato eletto consigliere regionale con l'appoggio di una cosca.

Questi quattro nomi segnalano un problema più ampio per Alfano. Nelle regioni del mezzogiorno c'è il numero più consistente di indagati, arrestati, imputati e condannati di Ncd. Ed è proprio al sud che il partito centrista prende più voti. Anche per questo motivo, per Angelino è complicato pensare ad "un'operazione trasparenza".

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