Ancora tensioni Finlandia-Russia: Helsinki nega il visto a presidente Duma

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Le tensioni e le polemiche tra Finlandia e Russia non accennano a placarsi. Ieri, in occasione dell'Assemblea Parlamentare dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economica) a Helsinki, il governo del paese scandinavo ha negato i visti agli esponenti della delegazione russa, che non hanno così potuto prendere parte alla riunione.

A dare la notizia è stato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov. Quest'ultimo si è così espresso sul tema: "La Finlandia ha violato non solo i suoi obblighi internazionali, ha anche violato la decisione dell'Unione europea, che ha imposto sanzioni unilaterali contro alcuni politici russi, pur dicendo che il regime di sanzioni non si applica quando si tratta di partecipazione alle attività delle organizzazioni internazionali".

Il nuovo governo finlandese, guidato dal liberale Juha Sipilä, ma che accoglie al suo interno il Partito dei Veri Finlandesi, di fede nazionalista ed euroscettica, ha deciso di negare il visto a 6 dei 15 membri della delegazione di Mosca. Tra questi c'era il capo della Duma (Camera), Sergei Narishkinera, già inserito in una black list da Bruxelles perché ha espresso pubblicamente appoggio allo schieramento di forze russe in Ucraina, al trattato di riunificazione tra la Russia e la Crimea e alla legge costituzionale federale correlata.

Per il Cremlino, l'atteggiamento di Helsinki è "scandaloso", e Dmitry Peskov ha detto che si è agito nella più totale irregolarità. Il portavoce di Vladimir Putin ha ribadito che a Narishkinera è vietato l'ingresso nell'Unione Europea (decisione del marzo del 2014), ma tale interdizione non è cogente quando si tratta di summit di enti internazionali.

L'episodio di ieri si inserisce in un contesto di crescente conflittualità. A tale riguardo, ricordiamo che nel maggio scorso Helsinki ha a inviato una lettera a 900.000 riservisti (inclusi i cittadini residenti all'estero), nella quale li si sollecitava a tenersi pronti "in caso di guerra". La missiva è stata inviata in seguito ad un atteggiamento di forte aggressività tenuto di Mosca: il sorvolo di aerei militari sulla Carelia e l'individuazione di un sottomarino russo in acque finlandesi.

Evidenziamo che la strategia di provocazione di Putin, ad aprile scorso, ha indotto i ministri della Difesa di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia a stilare un comunicato congiunto, in cui si annunciava una collaborazione contro possibili atti di aggressione da parte della Russia. Inoltre, la minacce di invasione di Putin negli stati del nord Europa, ha convinto gli Usa a inviare armi pesanti nei paesi baltici: Estonia, Lituania e Lettonia. Paesi, questi, praticamente privi di un esercito, e dunque incapaci a difendersi.

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