Un referendum sull'euro anche in Italia? Il fronte Salvini-Grillo-Meloni

Una prevedibile conseguenza del voto in Grecia. Ma le situazioni non sono paragonabili.

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In mezzo a tante incognite, era la conseguenza più facilmente prevedibile: il secco 'no' che la Grecia ha dato nel referendum all'ultimatum del 25 giugno della Troika ha scatenato gli euro-scettici o no-euro italiani, che adesso invocano un referendum sull'euro "anche" in Italia. Peccato che quello che si è tenuto in Grecia non sia stato un referendum sull'euro, ma sulla ricetta economica a base di austerità imposta dalla Troika come condizione per continuare a finanziare Atene. Tra le conseguenze del 'no' potrebbe anche esserci l'uscita della Grecia dalla moneta unica, ma quella sarebbe, appunto, una conseguenza di un voto che era chiamato a decidere su altri temi.

Nella politica italiana, però, non si va tanto per il sottile. E quindi nonostante il nostro paese, almeno ufficialmente, non stia subendo nessuna ricetta imposta dalla Troika, non stia ricevendo aiuti extra e goda, nei limiti imposti dall'adesione all'Unione Europea, della piena sovranità, il fronte italiano del "no euro" scalda i muscoli per arrivare a chiedere anche da noi un referendum sulla moneta unica.

Il tema, si sa, è da tanto tempo parte del programma del Movimento 5 Stelle, che ha raccolto e consegnato le firme. Le ragioni, Beppe Grillo le ha ribadite ieri sera: "Nessuno ci ha chiesto se volevamo entrare nell'euro. Noi vogliamo chiedere ai cittadini se ci vogliono restare". Al Movimento 5 Stelle si uniscono però gli altri due politici italiani "no euro" per definizione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il primo segnala che "a prescindere dal risultato, l'Europa deve cambiare trattati e moneta. La vittoria del no è uno schiaffone agli europirla che ci hanno portato alla fame".

Giorgia Meloni usa parole diverse ma con lo stesso concetto: "Il voto greco dice basta all'Ue degli strozzini, dei creditori, degli egoismi nazionali di pochi che piegano la sovranità di molti. Riprendiamoci la nostra sovranità e diciamo no agli interessi di pochi capi di Stato".

In linea di massima, non c'è niente di male nel fare un referendum (che ovviamente avrebbe solo ed esclusivamente valore consultivo) per sapere l'opinione degli italiani. L'errore, semmai, sta nel far credere che gli italiani possano decidere di uscire dall'euro per via referendaria e far credere, anche, che i greci abbiamo appena preso questa decisione.

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