BRICS 9 luglio 2015: Al via il vertice di Ufa in Russia

Al via il vertice dei Brics in Russia con lo sguardo rivolto a Bruxelles

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Al via oggi il vertice dei paesi delle cinque economie emergenti più avanzate, meglio conosciute con l'acronimo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa). Il summit quest'anno ha luogo in Russia, ad Ufa (capitale del Bashkortostan, regione degli Urali ricca di idrocarburi). Ricordiamo che contestualmente nella cittadina russa si sta svolgendo la riunione dello Sco, l’Organizzazione per la cooperazione dei paesi dell’Asia Centrale (di cui fanno parte Cina, Russia, Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan, mentre Afghanistan, Iran, Mongolia, India e Pakistan).

Dopo la giornata di ieri, nella quale si sono svolti incontri bilaterali e una cena informale con il Presidente Vladimir Putin, oggi i rappresentanti delle cinque nazioni incominceranno ad affrontare insieme i temi chiave di questo vertice. E sicuramente grande spazio di confronto avranno la nuova Banca per lo Sviluppo, che sogna di competere con il Fondo Monetario Internazionale, la creazione di un Fondo salva-Stati e il lancio di nuovi piano di cooperazione industriale, tecnologica e finanziaria.

La giornata si aprirà con l'incontro dei Presidenti delle cinque nazioni e gli esponenti del Consiglio del business BRICS, dove saranno presentati progetti sul tema degli investimenti. A seguire, ci sarà una colazione di lavoro sempre tra i Presidenti. Ivi, come chiarito dal consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, si affronteranno anche i problemi internazionali più caldi. Si discuterà, in primo luogo, di Grecia, con gli occhi puntati a Bruxelles. Ci sono infatti rumors sempre più insistenti sul fatto che Putin non voglia impegnarsi solo nella costruzione di un oleodotto di gas naturale nel paese europeo maggiormente colpito dall'austerity: la tentazione potrebbe essere quella di offrire una sorta di "piano di salvataggio alternativo" ad Atene.

Per parte sua, il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha smentito nelle ultime ore che la Banca per lo sviluppo si impegnerà in prestiti alla Grecia: “Prima di tutto si tratta di una banca per le infrastrutture e lo sviluppo. E la Grecia ora ha bisogno di più di un prestito di aggiustamento strutturale. I primi passi della banca saranno focalizzati sulle infrastrutture nei suoi paesi fondatori. Se deve considerare prestiti di aggiustamento, credo che questo sarà fatto dopo un certo periodo di tempo, necessario per la Banca a svilupparsi e a iniziare a svolgere le funzioni di base”. Tuttavia, a Washington sembrano non crederci molto, ed è per questo motivo che Barack Obama continua a fare pressioni su Angela Merkel per una risoluzione delle crisi in corso. La Grexit, nell'ottica statunitense, potrebbe produrre una vasta instabilità nell'Eurozona, che così finirebbe per indebolirsi ulteriormente e rendersi così "porosa" ad investimenti di Russia e Cina.

Altro tema in discussione sarà quello della crisi ucraina. Dopo il mancato rispetto degli accordi di Minsk, e il conseguente prolungamento delle sanzioni a Mosca, Putin è a caccia di sostegno. L'obiettivo della Russia è di rinsaldare soprattutto i rapporti con Brasile e Cina per far fronte alle carenze del mercato interno.

Non si potrà non fare cenno anche al crollo della borsa in Cina. La minaccia che possa scoppiare una bolla speculativa, con tutte gli effetti sociali che comporterebbe, spaventa molto il Xi Jinping . Quest'ultimo, proprio ieri, ha presentato una dichiarazione sibillina in merito: "Capiamo perfettamente le difficoltà che ci tocca affrontare sia sul piano dell’economia che su quello della politica internazionale. Ma unendo le nostre forze, noi potremo sicuramente superare le sfide e risolvere tutti i problemi che abbiamo di fronte"

Inevitabilmente si parlerà, poi, del negoziato di Vienna sul nucleare tra Iran e 5+1, che rischia di saltare. Pechino e Mosca proveranno a mettere insieme un ultimo tentativo di mediazione entro oggi, per evitare che la questione non venga fatta progressivamente naufragare dal Congresso americano e dal Parlamento di Teheran, che continuano a fare pressioni molto forti sui rispettivi governi.

Inoltre, si discuterà di Medio Oriente più in generale, di come muoversi rispetto allo scontro tra sciiti e sunniti e rispetto all'Isis . Qui Putin proverà a tenere insieme i suoi interessi. Da un lato terrà conto di una certa vicinanza a Teheran, ma dall'altro anche ai suoi nuovi interessi nell'ambito dell'area del Golfo. A tale riguardo segnaliamo che è di ieri la notizia di un possibile consistente investimento dell'Arabia Saudita, ormai in rotta con Washngotn, in Russia.

Altri progetti in esame saranno quelli inerenti all'armonizzazione dell'Unione economica eurasiatica (Uee) e della nuova Via della Seta, promossa da Pechino, e di rapporti tra il Banco del Sur (ente formato da Brasile, Argentina, Bolivia, Ecuador, Paraguay e Uruguy) e gli istituti degli altri paesi partecipanti.

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