UK: La scure del governo Cameron sul welfare

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Oxi to Osborne!”. Mentre centinaia di attivisti, prendendo spunto dal voto anti-austerity in Grecia, protestavano fuori dalla House of Parliament, la scure del governo inglese si abbatteva sul Welfare. Ieri, il Cancelliere dello scacchiere (il nostro ministro delle Finanze), George Osborne, presso la Camera dei Comuni, ha presentato un piano di tagli per ben 12 miliardi di sterline.

La manovra del governo monocolore, presieduto da David Cameron, come da programma elettorale, stabilisce di tagliare ulteriormente le tasse sulle imprese, dal 20 al 18%; riduce a 15 anni il regime fiscale per i non dom (gli stranieri non domiciliati), ma allo stesso tempo porta a un milione di sterline il limite minimo per il pagamento delle tasse di successione.

Sulle banche, poi, opera una doppia manovra: abbatte la tassazione sui bilanci degli istituti di credito e al contempo introduce una corporation tax dell'8% sugli utili. Infine, alza a 11.000 sterline l'anno il limite per l'esenzione fiscale totale, taglia i benefit per le famiglie e annuncia l'aumento delle spese militari del 2% del Pil, per meglio supportare l'impegno in Medio Oriente.

I conservatori continuano a sostenere che lo stato sociale così com'è "è moralmente insostenibile", parola del segretario del Tesoro, David Gauke. Ma contestualmente, nel paese dei contratti a zero ore, gli effetti dei tagli si faranno sentire non poco su sanità e trasporti. E l'incidenza dell'aumento del minimo salariale, predisposto dal governo, da 6,50 sterline all'ora a 7,20 dell'anno prossimo, potrebbe non compensare la riduzione di investimenti sul welfare.

Di tutt'altro avviso è la leader ad interim del Labour, Harriet Harman, che ha detto che a soffrire delle nuove politiche saranno soprattutto i giovani, gli studenti, le famiglie. Gli annunci di Osborne non hanno convinto nemmeno i Libedm, sicuri che si tradurranno in "più austerità", con esiti depressivi.

Osborne, per parte sua, ha confermato che la direzione è quella giusta, ricordando i dati positivi dell'economia inglese, già assodati con la presentazione dell'ultima legge di budget del marzo 2015. Nonostante la crescita, però, la Gran Bretagna deve far fronte ad un elevatissimo deficit di bilancio (che si si attesta al 5%). Per questo motivo, i tagli vengono presentati come necessari.

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