L'urlo di Msf contro il Ddl 733: "Siamo medici e infermieri, non siamo spie"

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"Siamo medici e infermiere, non siamo spie". Il titolo della lettera di Lettera aperta di Raffaella Ravinetto, Presidente di Medici Senza Frontiere Italia, rappresenta meglio di mille altri discorsi il clima che si respira in Italia negli ultimi mesi, o forse anni.

Abbiamo parlato di razzismo istituzionale, e di questo si tratta. Perchè se Maroni si può far forte nelle sue parole da sceriffo il lunedì, ci sono un senegalese preso a fucilate e un indiano bruciato vivo nel weekend.

Si obbietterà, come han scritto tutti i media, che non sono episodi di razzismo, che sono bravate di ragazzi annoiati, che è demagogia. Guarda caso però in Italia è sempre più presente questa componente di violenza e sopraffazione che si scatena sui più deboli, gli indifesi, i "diversi".

Parlare di razzismo istituzionale ha un senso preciso: di chi intravede un'indulgenza di stato verso questi umori xenofobi, che arriva a volte a compiacerli per trarne vantaggi elettorali. Che senso hanno le parole di Maroni "l'aggressione di Nettuno è dovuta alla mancanza di valori, che è peggio della causa motivante razzista"?.

Questa la preoccupazione di Medici Senza Frontiere e il motivo della ribellione di tanti medici e infermieri:

"Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa “marginalizzazione sanitaria” di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva".

Qualcuno ha risposto questo interrogativo? I politici, mentre si riempiono la bocca di parole vuote, fomentano un'ideologia becera e sprezzante per la dignità dei migranti, che hanno più di un motivo per avere paura: gli accordi con Gheddafi, il clima di tensione e cattiveria, la crisi economica di cui loro saranno le prime vittime.

L'idea di un'Italia diversa, meno egoista e più accogliente, resta legata alla società civile. Di cui fa parte MSF, che lavora in Italia dal 2003 per fornire accesso alle cure e assistenza medica agli immigrati e in collaborazione con le ASL locali ha gestito 35 ambulatori per stranieri irregolari curando 18mila pazienti. Per oggi la rete contro il pacchetto sicurezza ha convocato un sit-in di protesta a Campo de' Fiori a Roma alle ore 16.

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