Berlusconi cerca Renzi: "Disponibile a larghe intese e in caso di crisi Governo di emergenza nazionale"

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Silvio Berlusconi pensa di riaprire alle larghe intese. A scriverlo è oggi il quotidiano Repubblica, che riporta alcuni virgolettati del leader di Forza Italia.

Secondo il quotidiano romano, Berlusconi e il suo partito sarebbero pronti a farsi carico di "un'assunzione di responsabilità", anche in relazione agli effetti che potrebbe avere la Grexit. Probabilità, però, che si va allontanando nelle ultime ore. Inoltre, l'ex premier si dice disponibile ad andare oltre un Nazareno Bis. Se, infatti, la situazione economica dovesse precipitare o ci fosse un attacco dell'Isis contro Roma, allora: "con responsabilità, ancora una volta, potremmo dare il nostro contributo. Anche entrando in un governo di emergenza nazionale, se necessario".

Tuttavia, l'intento dell'ex Cav. non sembra tanto rivolto a salvare il paese, quanto piuttosto Forza Italia. Dopo l'addio di Fitto al partito, che presto darà il via alla scissione definitiva alla Camera con i suoi 14 deputati in uscita, e le continue minacce dell'area che fa capo a Denis Verdini di appoggiare autonomamente il governo sulle riforme, Berlusconi ha necessità di trovare una soluzione in fretta.

A testimonianza di ciò, si starebbero svolgendo numerosi incontri tra il capogruppo forzista al Senato Paolo Romani e il suo omologo dem. Luigi Zanda. I due pare che trattino da tempo delle modifiche alle Riforme e all'Italicum, al fine di ricucire lo strappo che si consumò con l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. E a Matteo Renzi, che a Palazzo Madama non ha più numeri solidi e che rischia di perdere anche i "ribelli" di Ncd, pare che la cosa non dispiaccia affatto.

Così Berlusconi prova a resuscitare il Patto del Nazareno, mettendo qualche paletto: "A settembre potremmo accettare di sedere al tavolo della riforma costituzionale solo a una condizione se Matteo accettasse di rivedere l'Italicum, introducendo il premio alla coalizione anziché alla lista o quanto meno la possibilità di apparentamento tra il primo e il secondo turno". Ipotesi, questa, che gli permetterebbe di rimettere in insieme i cocci del vecchio Polo della Libertà più Lega Nord.

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