Uk, Cameron aumenta le spese militari: Più droni e lotta all'Isis in Siria

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Regno Unito e Stati Uniti sempre più vicini nella guerra contro lo Stato Islamico. Mentre Barack Obama tratta per installare basi per droni in Nord Africa, incassa anche il sostegno militare del premier britannico, David Cameron, in Medio Oriente.

Oggi, l'inquilino di Downing Street ha annunciato più investimenti in forze speciali, aerei spia e droni, che lui stesso ha indicato come strumenti imprescindibili per battere l'Isis. Cameron ha sollecitato, in una riunione ad hoc dei vertici delle forze armate, un incremento delle spese militari nei prossimi anni fino al 2% del Pil, come richiesto dalla Nato. La misura sarà sostenibile grazie alla nuova manovra economica, che mercoledì il Cancelliere dello scacchiere, George Osborne, ha presentato nelle sue linee generali alla Camera dei Comuni. Il piano prevede tagli da 12 miliardi di sterline.

Come evidenziato dal The Guardian, la Royal Air Force, l'aeronautica militare inglese, in Siria e In Iraq fornisce solo assistenza. Ma l'obiettivo dell'aumento delle spese militari, secondo il giornale londinese, è quello di andare oltre; ovvero di aiutare gli alleati americani nei bombardamenti, in primo luogo in Siria.

Il governo conservatore per portare a termine questo risultato dovrà però ricevere il via libera del Parlamento, che votò contro ad un coinvolgimento militare nel 2013. Per questa ragione, Cameron cerca il più vasto sostegno possibile: chiederà al leader provvisorio laburista, Harriet Harman, di partecipare a una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale per informarla dettagliatamente sui suoi piani.

Secondo gli osservatori, i Tories vorrebbero inviare in Siria anche un centinaio di militari appartenenti allo Special Air Service (Sas) e allo Special Boat Service (Sbs), da affiancare agli operatori dei Navy Seals e della Delta Force in operazioni all’interno delle linee nemiche, ovvero nelle zone controllate dai jihadisti.

Cameron pensa che il momento sia ottimale per un intervento, non solo per colpire l'Isis, ma anche per destituire il regime di Bashar al-Assad. A suo avviso, infatti, il governo di Damasco non avrebbe più un appoggio forte da parte della Russia di Vladimir Putin.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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