Usa 2016: Donald Trump in testa nei sondaggi

Il miliardario gode di un momento d'oro nei sondaggi, e comincia a crederci

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Prima o poi, sostengono gli analisti, la bolla esploderà in un modo o nell'altro, ma per il momento Donald Trump si gode il momento d'oro in cui è il candidato con la maggior crescita registrata dai sondaggi. Mentre Jeb Bush si mantiene tutto sommato stabili sui numeri raccolti all'indomani della candidatura, e gli altri contendenti repubblicani si accontentano di numeri a cifra singola o poco più, il vulcanico multimiliardario è addirittura primo stando della Suffolk University.

Per la prima volta, Trum supera Bush, di ben 3 punti, 17 a 14. La media dei sondaggi nazionali lo vede invece al secondo posto, con il 10,8% a circa 6 punti di distanza da Jeb Bush, però il trend è in crescita. Di sicuro, per adesso, è un fenomeno che si autoalimenta, perché il successo di Trump lo rende sempre più presente sui giornali e in televisione, contribuendo così alla sua fama. Nelle ultime interviste, il miliardario ha anche abbassato i toni e cercato – per quanto può – un profilo più "da statista", segno che sta cominciando a credere alla possibilità di vincere le primarie.

Chi non ci crede è invece il partito Repubblicano, che di malavoglia lo ammette nella propria schiera di candidati ma lo accusa apertamente di sfruttare e rovinare il brand del GOP. Trump però non se ne cura e sostiene che, se vincerà le primarie, il partito dovrà per forza appoggiarlo.

Si diceva che il bluff di Trump sarebbe stato scoperto nel momento in cui fosse stato costretto e diffondere i suoi dati finanziari, un passo richiesto per formalizzare la candidatura. Contro tutte le previsioni, Trump invece ha annunciato di aver già preparato la documentazione e di volerla presentare in tempo per partecipare al primo dibattito tra i candidati repubblicani, previsto per agosto. E c'è chi già prevede che, in caso di sconfitta alle primarie, il miliardario sceglierà di candidarsi comunque alle presidenziali come indipendente. Una possibilità che i repubblicani definiscono "nucleare" per il partito.

Intanto Trump, messa da parte l'aria moderata indossata per alcune interviste, è tornato quello di sempre dando del "pagliaccio" all'ex consigliere di George W. Bush, Karl Rove, e dicendo su Twitter che prenderà "a calci in c#lo" il trafficante di droga El Chapo, evaso dalle carceri messicane.


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