La bambina che ha pianto davanti ad Angela Merkel potrà restare in Germania (VIDEO)

La bambina palestinese scoppiata a piangere davanti ad Angela Merkel ha ricevuto le rassicurazioni che cercava: potrà restare a vivere in Germania grazie ad una nuova legge

Reem Sahwil, la bambina palestinese scoppiata in lacrime davanti ad Angela Merkel, potrà restare in Germania. Non si tratta di un'eccezione riservata alla protagonista di questa vicenda, bensì la conseguenza diretta di una legge approvata dal parlamento tedesco grazie ai voti della grande coalizione retta proprio dalla Merkel. Si tratta di una legge che entrerà in vigore entro la fine dell'estate, pensata proprio per i rifugiati che risiedono sul territorio tedesco da almeno 4 anni, ai quali non è stata accolta la domanda di asilo politico.

A spiegare tutto è stato il Ministro delle Politiche migratorie Aydan Özoğuz, parlamentare del SPD di origine turca e di religione islamica. La Özoğuz ha spiegato che la nuova legge è stata redatta ed approvata proprio per evitare che giovani adolescenti, ormai integrati nella società tedesca, vengano sradicati dalla loro nuova vita: "Non conosco naturalmente la situazione personale della ragazza, ma parla perfettamente tedesco e vive qui già da tempo. Proprio per persone come lei abbiamo appena modificato la legge, per dare qui da noi una prospettiva ai giovani che si sono integrati".

Anche Roland Methling, Sindaco di Rostock, città nella quale la ragazzina risiede, ci ha tenuto a tranquillizzare Reem e quanti vivono nella sua stessa situazione: “Questa famiglia, e vale anche per gli altri casi simili, non riceverà dalla città anseatica di Rostock alcun avviso di espulsione”.

Questa vicenda rende l'idea del perché la Merkel sia stata soprannominata "Cancelliera di ferro" o "donna di ferro". È infatti inverosimile immaginare che proprio lei non fosse a conoscenza di una legge - peraltro recente - varata dal Parlamento. Avrebbe potuto, prima di rispondere, chiedere alla ragazzina da quanto tempo vivesse in Germania e quindi rassicurarla, spiegando che l'intenzione del Governo tedesco è quella di tutelare quanti si sono già ambientati nella società. Avrebbe potuto farlo, ma non l'ha fatto.

Avrebbe potuto risparmiare un'umiliazione pubblica ad una 14enne, ma ha scelto di comportarsi diversamente. Dal suo punto di vista era più importante ribadire che l'accoglienza non è riservata a tutti e quindi l'ha fatto, anche a costo di ferire i sentimenti di un'adolescente spaventata e preoccupata, che suo malgrado ha vissuto in tenera età gli orrori della guerra.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

Angela Merkel fa piangere una bambina (VIDEO)

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I tedeschi non hanno certo la fama di essere persone sensibili ed empatiche. E questo vale anche per Angela Merkel, che col passare degli anni si è costruita la fama di "cancelliera di ferro". E forse è anche per questo che in Germania la sua popolarità è costantemente alle stelle e viene rieletta in continuazione senza colpo ferire.

Probabilmente, però, a tale teutonica durezza non era abituata la bambina libanese con cui la Merkel si è confrontata durante il tipico dibattito "politico-bambini" andato in onda su una tv tedesca. La bimba, che vive e studia in Germania, ma proviene da un campo profughi libanese ed è palestinese, le chiede: "Vivo in Germania da qualche tempo, vengo da un campo di rifugiati nel Libano. Vorrei fare l'università qui ma non so se potrò rimanere. Sono molto preoccupata per il mio futuro, vorrei poter essere serena come gli altri intorno a me".

Da ammirare il coraggio della ragazzina, molto molto giovane, di tirare fuori argomenti così delicati. Un po' meno comprensibile la risposta di Angela Merkel, forse dimentica di non avere davanti uno Tsipras qualunque da massacrare ma una bimba che proviene da una situazione difficilissima, si lascia andare a un discorso tanto razionale quanto glaciale: "Sei una ragazzina simpatica, ma la politica a volte è dura: ci sono altre migliaia di persone nei campi profughi, se decidessimo di accoglierle tutti, poi non saremmo più in grado di sostenere la situazione. Ti prometto però che delibereremo presto su questo tema. Sicuramente, però, sicuramente alcuni rifugiati dovranno tornare indietro".

Ecco qua. La ragazzina, che aveva iniziato il discorso con il sorriso sulle labbra, si sente dire che forse sarà rispedita in un campo profughi, con tanti saluti ai suoi sogni di fare l'università. Il colpo è duro, e scoppia a piangere. Angela Merkel, cercando di rimediare al volo alla situazione, le si avvicina e prende ad accarezzarla una spalla: "Sei stata bravissima".

Peccato che l'emozione della bimba non era dovuta all'aver parlato con la cancelliera davanti alla tv, ma alle risposte ricevute, come le fa attentamente notare il conduttore. La Merkel prova a recuperare: "Lo so che è una situazione difficile proprio per questo voglio farle una carezza ed assicurarle che è stata bravissima a rappresentare la situazione sua e di tanti altri".

Ora, diamo un consiglio spassionato ad Angela Merkel. La prossima volta che incontra Matteo Renzi gli chieda come comportarsi negli incontri coi bambini. Alle domande così delicate - come insegna in primis Berlusconi - si reagisce appuntandosi nome e cognome, assicurandosi che alla bambina in questione vada tutto per il verso giusto e dopo premurandosi di farlo sapere alla stampa. Quale sarà il destino di tutti gli altri, poco importa. "It's the television, stupid!".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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