Il Movimento 5 Stelle denuncia la norma "ammazzablog"

Ma è proprio così? È normale che una "sede" di un partito ospiti pubblicità pagata a click?

Per il Movimento 5 Stelle sta per sorgere una nuova norma ammazza blog. Una norma, un comma apparso nella proposta di legge Boccadutri che, stando a quanto scritto da Danilo Toninelli sul blog di Beppe Grillo, è "un bell'emendamento che vieta la pubblicità nei blog riconducibili ai movimenti politici", con l'obiettivo di "fare fuori il M5S".

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Cosa recita l'emendamento in questione? "È vietata la visualizzazione, attraverso la rete internet, di informazioni, immagini e video, effettuata a scopo di lucro, nei siti dei partiti e dei movimenti politici, nonché nei siti, blog, o comunque denominati, riconducibili a un partito o movimento politico".

In poche parole, se questa norma passasse Beppe Grillo non potrebbe più infarcire di pubblicità il suo blog. Il problema, quindi, non sussiste per tutti i blog che non sono riconducibili in maniera diretta a un movimento politico. Se avete un blog di informazione o di qualunque altra cosa nulla vi vieta, ovviamente, di fare tutta la pubblicità che volete.

Il punto è un altro: è corretto che un sito, un blog che è addirittura considerata la sede del partito (com'è il caso del blog di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle) ospiti della pubblicità? Soprattutto della pubblicità che è pagata a click e che quindi, naturalmente, spinge quello stesso blog a massimizzare le visualizzazioni? Non c'è il rischio che si crei un conflitto d'interessi 2.0?

Questa non sembra essere una norma ammazza blog, ma una semplice norma di buon senso: vedere pubblicità su un sito che è la sede di un partito ha troppe controindicazioni, meglio liberarsi anche semplicemente dei sospetti vietando che si faccia pubblicità, tanto più se pagata a clic.

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