Matteo Renzi all'assemblea PD: dal Patto del Nazareno alle unioni civili

Nel suo discorso all'Assemblea del Partito Democratico, occasionalmente all'Expo di Milano, il premier spazia nella sua visione di un Paese futuro: "Mi piaceva il Nazareno ma risceglierei Mattarella". E torna sull'abolizione della tassa sulla prima casa

All'assemblea nazionale del Partito Democratico, straordinariamente ed occasionalmente tenutasi negli spazi espositivi della fiera Expo 2015 di Milano, il fiore all'occhiello renziano, il segretario del partito e primo ministro Matteo Renzi ha delineato quelli che saranno i suoi progetti per il futuro del governo.

Una progettualità che, viste le promesse "tipiche" da campagna elettorale (come l'abolizione della tassa sulla prima casa, un cavallo di battaglia della politica nostrana dall'ormai lontano 2006), sembra più che altro la preparazione alla prossima campagna elettorale: Renzi stesso l'ha definita una "rivoluzione copernicana" delle tasse che porterà (previe riforme) nel 2016 all'abolizione della tassa sulla prima casa, dell'Imu agricola e sugli imbullonati. Nel 2017, promette Renzi, ci sarà invece un intervento Ires e Irap e nel 2018 interventi sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni.

"Per 5 anni avremo un impegno di riduzione delle tasse che non ha paragoni nella storia repubblicana di questo paese. Una rivoluzione copernicana, senza aumentare il debito" sostiene il premier, garantendo il mantenimento del rapporto deficit-Pil sotto il 3% richiesto e nessun aumento del debito pubblico, che però in realtà sta già aumentando (come sostengono dati ufficiali e non).

Il tema delle tasse, caro in particolare ad un elettorato tipicamente borghese e alto-borghese, viene poi rimpinguato e collegato direttamente (perchè "la cultura è di sinistra") ad un più ampio tema che riguarda le libertà e i diritti civili: "Ora nel Pd non ci sarà nessun cambiamento genetico sui valori, sulla cultura politica, sugli ideali, ma sulle tasse sì. Saremo i primi che le riducono davvero e perciò saremo considerati credibili" ha affermato Renzi, collegando successivamente questo tema, con una battuta con Ivan Scalfarotto in sciopero della fame, al tema delle unioni civili.

Nel tritacarne programmatico renziano c'è ampio spazio per "20 miliardi di euro per investimenti nelle infrastrutture che non stiamo spendendo: da qui al 31 dicembre 2016 andranno spesi fino all'ultimo centesimo", come anche per i tempi delle riforme (quella della PA entro il 7 agosto avrà lettura definitiva in Senato, per le riforme costituzionali invece se ne riparlerà in settembre) e le concertazioni con il mondo del lavoro.

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Non disdegna nemmeno una stoccata alla concorrenza, in particolare a Matteo Salvini che (almeno nei toni) sembra cominciare ad impensierire il premier-segretario: "Qualcuno dice 'Salvini è per sempre', come fosse un diamante (e come noto sui diamanti ha qualche expertise la Lega). Ma guardiamo il guardaroba di Salvini. Noi siamo tenacemente e convintamente siamo dalla parte dell'Italia sempre. Non accettiamo che qualcuno sfoderi una maglia che dice che la Padania non è Italia". Un credito politico decisamente sostanzioso, che Salvini raccoglie a piene mani approfittandone immediatamente per rilanciare nuove aspre affermazioni nei confronti dello stesso governo.

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