Ungheria: Orban procede alla costruzione del muro anti-immigrati

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In Ungheria, l'esercito ha iniziato la realizzazione del muro al confine con la Serbia, che sarà lungo 175 chilometri e alto 4 metri. A meno di due settimane dall'approvazione del Parlamento della legge anti-immigrazione, in cui decisivi sono stati i voti della maggioranza ma anche quelli dei neo-nazisti dell Jobbik, il premier Viktor Orban non ha perso tempo. A Mόrahalom, cittadina del sud dell’Ungheria, sono già entrati in azione i primi bulldozer.

Mentre gli occhi degli Stati Ue erano tutti puntati sulla crisi greca, Orban non ha avuto molte difficoltà ad attuare il suo disegno. Disegno che dà un altro duro colpo ad una visione comune europea sull'immigrazione, magari connessa anche ad una nuova impostazione economica. Così nell'Europa dell'austerità, dove nativi e stranieri sono messi gli uni contro gli altri, prevalgono gli egoismi e i nazionalismi, come nel caso dell'Ungheria.

In ogni caso, dobbiamo segnalare che l'opinione pubblica magiara non ha accettato in maniera unanime la decisione sul muro. I più critici la interpretano come un ineluttabile slittamento verso l'isolamento del paese. Migliaia di persone hanno già protestato davanti al Parlamento ungherese, per esprimere la propria contrarietà sulla norma. Ovviamente, il malumore sulla barriera anti-immigrati non è tanto generato da motivazioni "umanitarie", ma dagli alti costi e dalle conseguenze che potrebbe avere nelle relazioni internazionali. I fautori della linea governativa evidenziano invece che il numero di ingressi illegali ha subito un incremento esagerato negli ultimi anni. Nel 2015, sarebbero entrati in Ungheria circa 60mila migranti non in regola.

Orban, che è stato eletto nel 2010 e nel 2014 alla guida del paese, ha progressivamente assunto toni sempre più estremisti. Tuttavia, questo modo di fare comporta i suoi rischi. In Ungheria, si respira un clima di tensione crescente nei confronti degli immigrati (incentivato da Fdesz, il partito di Governo) che da un lato potrebbe essere difficile da gestire in futuro e dall'altro ha fatto aumentare i consensi dell'estrema destra.

I rapporti di Orban con l'Unione Europea non sono rosei. Bruxelles lo ha già richiamato per il suo atteggiamento sull'immigrazione e non ha gradito le sue posizioni sull'Ucraina. A tale riguardo, ricordiamo che il leader magiaro ha preso le difese di Vladimir Putin e con Mosca ha siglato nuovi accordi economici, che se non aggirano le sanzioni poco ci manca.

La Ue, in risposta a certe intemperanze, ha fatto in modo che l’Euratom (Agenzia Europea per l’Energia Nucleare) bloccasse a marzo un accordo che prevedeva la concessione da parte della Russia di un prestito di 11 miliardi all'Ungheria, finalizzato all’allargamento della centrale di Paks. Questa mossa ribadisce quanto l'Europa tema il consolidarsi delle relazioni tra Mosca e Budapest.

A gettare ulteriori ombre su Orban c'è anche la scarsa libertà di informazione, come denunciato da Human Rights Watch, una certa corruzione diffusa nel paese e alcuni progetti liberticidi, come quello di reintrodurre la pena di morte.

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