Caso Crocetta, indagati i giornalisti dell'Espresso Messina e Zoppi

Debora Serracchiani, Lorenzo Guirini e Davide Faraone stanno valutando il dossier Sicilia.

Lunedì 27 luglio 2015 - Nuovi sviluppi nel caso dell'intercettazione di una telefonata tra il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino il quale avrebbe detto: "Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre". I giornalisti dell'Espresso che l'hanno pubblicata, Piero Messina e Maurizio Zoppi, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di "pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l'ordine pubblico". Su Messina pende anche l'accusa di calunnia per avere indicato una presunta fonte dalla quale però sarebbe stato smentito. I due giornalisti sono stati interrogati, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Crocetta: "Basta col gossip"


25 luglio 2015, ore 14:03

- Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il governatore siciliano Rosario Crocetta cerca di mettere un punto definitivo al terremoto politico e mediatico attorno a lui ed alla sua giunta, dopo l'emersione di presunte intercettazioni che non metterebbero in buona luce il politico, ed ex magistrato, siciliano.

In una nota Crocetta respinge ogni ipotesi di dimissioni ed anzi rafforza la sua posizione alla guida della Sicilia:

"Adesso che la verità è venuta fuori, basta con i gossip - i siciliani non ne possono più - parliamo delle cose concrete da fare, partendo dalle cose fatte, dalle difficoltà che abbiamo e dalle cose necessarie per dare slancio all'economia siciliana e aiutare i poveri. Continuare a discutere di nulla, sarebbe il peggiore delitto nei confronti del popolo siciliano. Nei prossimi giorni, dopo averne parlato con le forze di coalizione, illustrerò i punti in una sorta di manifesto democratico e riformista, un piano di azioni concrete basate sostanzialmente su tre elementi: le riforme da fare in Sicilia, inclusa la programmazione europea; il rapporto con lo Stato e l'Europa; la necessitá di quel riconoscimento degli articoli 36 e 37 dello Statuto, in materia di entrate fiscali, che dal 1946 in poi lo Stato non ha mai riconosciuto e che potrebbe far divenire l'Isola una delle regioni più ricche d'Europa.
Chi vuole deviare il dibattito su pettegolezzi inesistenti, non mi avrà sodale compagno.
Voglio parlare solo della Sicilia e dei problemi del popolo siciliano, perché è venuto il momento di agire e non delle inutili chiacchiere"

18:11 - Nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio, il legale di Rosario Crocetta, Matteo Tutino, ha annunciato un'azione legale contro l'editore L'Espresso:

"Faremo un'azione civile risarcitoria chiedendo a L'Espresso 10 milioni di danni [...] L'omessa vigilanza e l'omessa verifica sulla veridicità di questa intercettazione ha letteralmente distrutto e massacrato l'immagine personale, politica e professionale di Rosario Crocetta. L'Espresso si è difeso dicendo che l'intercettazione è secretata. Ma la secretazione è un decreto del pm, lo stesso che più volte ha smentito l'esistenza dell'intercettazione sia ambientale che telefonica".

Dal canto suo il settimanale spiega di essere pronto a "dimostrare la verità", un'occasione per "fare chiarezza su quanto accaduto".

Martedì 21 luglio 2015, 10.51 - Il Corriere della Sera, riportando una dichiarazione del governatore siciliano Rosario Crocetta, da la notizia che la legislatura in Sicilia potrebbe durare ancora molto, molto poco.

E' stato proprio il governatore ad affermarlo, dandosi un mese di tempo per le riforme "necessarie" alla Sicilia prima di lasciare spazio alle nuove elezioni regionali.

"Dirò che non posso dimettermi su una motivazione inesistente, su una telefonata e su una frase smentite dalla Procura. Dirò che non sono disponibile a subire all’infinito il martirio, deciso a continuare a combattere il malaffare. Ma che, fatte alcune cose importanti per la Sicilia, per questa terra che rischierebbe la fine della Grecia, possiamo valutare con Parlamento e maggioranza, dentro il centrosinistra, un percorso per una chiusura anticipata della legislatura. [...] Tempi brevi. Per poveri, province, acqua pubblica, bilancio e sblocca-Sicilia potrebbe bastare un mese."

Lunedì 20 luglio 2015 - Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, è intervenuta sul caso Crocetta e ha detto:

"Intercettazione o non intercettazione, dopo le parole di Manfredi Borsellino la situazione in Sicilia è insostenibile. Quanto ha detto Manfredi, raccontando la solitudine e il calvario della sorella Lucia, le difficoltà, le ostilità e le offese subite solo per adempiere al suo dovere di assessore alla Sanità, quasi un corso e ricorso della vicenda del padre Paolo, mi hanno scosso"

Il segretario del partito, nonché Premier, Matteo Renzi avrebbe già optato per una exit strategy e vuole spingere Crocetta alle dimissioni, ma il problema è come convincerlo.
Se si andrà al voto il rischio concreto è che la Sicilia passi al MoVimento 5 Stelle, che ora nei sondaggi avrebbe il doppio delle preferenze del Pd.

Proprio Serracchiani, insieme con l'altro vice segretario Lorenzo Guerini e con il sottosegretario Davide Faraone, si occuperà del dossier Sicilia, Entro pochi giorni dovranno essere effettuate tutte le valutazioni per capire quali sono le intenzioni di Crocettta.

Serracchiani ha detto che il Pd non può permettersi una agonia politica, perciò entro questa settimana verrà presa una decisione.

Intanto in Sicilia, il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli ha presentato le sue dimissioni e ha invitato il suoi colleghi e anche i deputati degli altri partiti a fare lo stesso:

"Sfido i 24 deputati regionali del Pd siciliano a presentare le proprie dimissioni come ho fatto io ieri, lo dico pure ai Grillini che sono 14, così come ai parlamentari di Udc e Ncd"

Ferrandelli ha presentato il suo movimento che si chiama "I coraggiosi" e ha aggiunto:

"Noi ci candidiamo a essere gli anti gattopardi della Sicilia e ci rivolgiamo a quei 2,6 milioni di siciliani che non vanno più al voto. Basta con le parole, è arrivato il momento di agire. Ho appoggiato questa esperienza di governo per un anno e mezzo - dice ai giornalisti - ma da tempo il governo è morto. Capisco che qualcuno vuole ancora restare per intascare un po' di soldi e fare affari"

Ora a Ferrandelli dovrebbe subentrare il primo dei non eletti nel collegio palermitano: Davide Faraone è stato eletto alla Camera ed è sottosegretario all'Istruzione, Francesco Riggio, il secondo dei non eletti, è stato coinvolto nello scandalo della Formazione siciliana perché era presidente dell'ente di formazione Ciapi, è stato arrestato ed è sotto processo per associazione a delinquere.

Ecco il video della conferenza stampa di Fabrizio Ferrandelli

Caso Crocetta: "Non mi dimetto"


Domenica 19 luglio 2015

In questi giorni sono stato malissimo. Non volevo uscire di casa, non volevo incontrare nessuno, avevo paura anche a farmi vedere. Ho pensato di ammazzarmi. Anzi, in alcuni momenti ho pensato solo al modo in cui ammazzarmi.

A parlare è il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che ai microfoni di SkyTG24 ha ribadito la propria intenzione di non dimettersi dopo le polemiche che lo ha travolto pochi giorni fa, quando L’Espresso ha dato conto di una frase su Lucia Borsellino pronunciata dal medico Matteo Tutino durante una conversazione telefonica con lo stesso Crocetta.

La Procura ha smentito, così come lo ha fatto l’avvocato di Tutino, in carcere dal 29 giugno scorso con l’accusa di falso, abuso d'ufficio, truffa e peculato. L’Espresso, però, ha confermato quanto scritto in una nota diffusa dopo le prime polemiche. La richiesta di dimissioni di Crocetta è arrivata da più parti e se in un primo momento si era parlato di autosospensione, ora c’è stato un dietro front:

Però ho deciso che non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti. Qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio. E trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la Procura.

E, a proposito della richiesta di dimissioni arrivate dalle fila del PD, partito di Crocetta, il Presidente della Regione Sicilia ha precisato:

Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana.

Crocetta, sempre ai microfoni di SkyTG24, ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere una commissione di inchiesta proprio per far luce su questa vicenda.

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