Elezioni Catalogna 2015, risultati: per gli indipendentisti maggioranza di seggi ma non di voti

Elezioni 2015 in Catalogna: lo speciale risultati di Blogo

28 settembre - Definitivi i risultati delle elezioni 2015 in Catalogna (99,67% scrutinato):

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 39,57% di voti, 62 seggi.
CUP (indipendentisti): 8,21% di voti, 10 seggi.
Ciudadanos: 17,91% di voti, 25 seggi.
PSC (socialisti): 12,72% di voti, 16 seggi.
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 8,93% di voti, 11 seggi.
PP (popolari): 8,50% di voti, 11 seggi.
Uniò: 2,51% di voti, 0 seggi.

Le due liste indipendentiste, alleandosi, continueranno a governare in Catalogna. Eppure per Mas non è una vittoria: solo il 48% degli elettori catalani ha votato per i partiti a favore dell'indipendenza. Non è stato il plebiscito che i secessionisti preannunciavano. Al di là delle dichiarazioni trionfalistiche, l'indipendenza sembra molto più lontana dopo il voto di oggi.
Junts pel Sí nel 2012 aveva ottenuto 71 seggi (quelli di CiU più Erc), mentre stavolta i seggi conquistati sono solo 62. Ottimo risultato per l'altro partito indipendentista, gli anticapitalisti di Cup che passano da 3 a 10 seggi, diventando più di una stampella per Mas.

Ciudadanos passa da 9 a 25 seggi, diventa primo partito all'opposizione e il suo leader Albert Rivera si lancia in modo deciso verso le elezioni generali di dicembre.

PSC, il partito socialista, trova un discreto risultato smentendo i sondaggi della vigilia. I socialisti passano dai 20 seggi del 2012 ai 16 di queste elezioni: un calo più limitato del previsto.

Male Podemos: lo stesso Pablo Iglesias ha parlato di risultato molto deludente. La lista Catalunya Sí que es Pot che comprende Podemos e Verdi conquista 11 seggi, due in meno della coalizione di sinistra che si presentò nel 2012.

Molto male anche il Partido Popular: il partito al governo in Spagna finisce all'ultimo posto nelle elezioni catalane (sopra la soglia del 3%), passando da 19 ad 11 seggi.

Molto alta l'affluenza: ha votato il 77,4% degli aventi diritto, contro il 69,56% delle elezioni 2012.

23.15 - Si festeggia al quartier generale di Ciudadanos, che diventa il secondo partito di Catalogna (e primo all'opposizione), passando da 9 a 25 seggi. La capolista Inés Arrimadas: "Grazie ai catalani per essere andati in massa a votare. Mas diceva che la maggioranza dei catalani sono con lui, ma la verità è che la maggioranza dei catalani è contro di lui. Mas deve dimettersi". Arrimadas ha chiesto nuove elezioni in Catalogna.

23.05 - "Il risultato lascia la Catalogna e la Spagna in una situazione difficile, da cui è difficile uscire". Parla Pablo Iglesias, leader di Podemos, e si lancia già verso le elezioni generali: "Per noi è un risultato molto deludente, siamo consapevoli delle difficoltà. Ora lavoreremo per vincere le elezioni generali".

23.00 - Manca poco per avere i risultati definitivi delle Elezioni 2015 in Catalogna. Scrutinio al 96%:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 16
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 11

22.51 - Pedro Sanchez, leader del Psoe: "Chi ha vinto in seggi non ha vinto in voti. Non è stato il plebiscito che volevano. La maggioranza dei catalani non vuole l'indipendenza. Ma abbiamo una Catalogna spaccata". Le dichiarazioni di García Albiol del Partido Popular: "Non sono i risultati che speravamo, non siamo soddisfatti". Lluís Rabell, di Podemos, ha ringraziato tutti e ha parlato di "grosse difficoltà".

22.47 - Si avvia al termine lo scrutinio, ecco la situazione al 93,4%:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 16
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 11

22.42 - Junts pel Sí, con un calcolo tutto proprio, prova a spiegare in un tweet le dichiarazioni di Mas sulla vittoria in termini di voti: "47,5% di Sí all'indipendenza, 39,5% di No, il 12% non ha preso posizione".

22.33 - 88% dei voti scrutinati, piccole variazioni nei seggi:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 16
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 11

22.25 - Ecco anche la percentuale di voti partito per partito, con lo scrutinio all'83%:

Junts pel Sí (indipendentisti): 39,36%
CUP (indipendentisti): 8,12%
Ciudadanos: 17,94%
PSC (socialisti): 13,00%
PP (popolari): 8,46%
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 9,00%
Uniò: 2,44%

22.20 - Scrutinato l'80% dei voti:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 63
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 16
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

22.16 - Artur Mas si rivolge alla gente di Barcellona dicendo "abbiamo vinto" in quattro lingue: catalano, spagnolo, inglese e francese. "Non si sono mai vissute elezioni così, con oltre il 76% di partecipazione: chiaro che è un plebiscito".

22.08 - Iniziano le dichiarazioni dei protagonisti. "Abbiamo vinto per seggi e voti, andremo avanti con il nostro progetto di indipendenza", così Oriol Junqueras di Junts pel Sí.

22.08 - Lo scrutinio arriva al 70%, i numeri sembrano ormai consolidati:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 17
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

22.03 - Vincitori e vinti, con lo scrutinio al 67%: benissimo Ciudadanos, abbastanza bene i socialisti, male i popolari e al di sotto delle aspettative Podemos. Discorso diverso per gli indipendentisti che potranno continuare a governare ma senza un consenso così ampio da legittimare le ambizioni di secessione. È di certo un successo per la Cup che triplica il proprio spazio nel parlamento catalano. Male Junts pel Sí che passerebbe da 71 a 62 seggi.

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 17
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

22.00 - Si profila maggioranza di seggi ma non di voti per le due liste indipendentiste. Ecco la situazione quando lo scrutinio è al 63%.

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 17
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

21.56 - Al momento le formazioni indipendendiste perderebbero 2 seggi rispetto alle scorse elezioni. Si profila la maggioranza assoluta di seggi per Junts pel Sí più Cup, ma con la percentuale assoluta di voti al di sotto del 50%.

21.52 - 52% delle schede scrutinate:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 25
PSC (socialisti): 17
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

21.45 - Quasi il 40% delle schede scrutinate, ecco la ripartizione dei seggi al momento:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 63
CUP (indipendentisti): 10
Ciudadanos: 24
PSC (socialisti): 17
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

21.40 - 32% scrutinato, ecco i risultati al momento in voti assoluti. Gli indipendentisti sono sotto al 50% dei voti.

Junts pel Sí (indipendentisti): 39,8%
CUP (indipendentisti): 7,8%
Ciudadanos: 17,6%
PSC (socialisti): 13,5%
PP (popolari): 8,3%
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 8,7%

21.35 - 28% scrutinato:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 64
CUP (indipendentisti): 9
Ciudadanos: 23
PSC (socialisti): 18
PP (popolari): 11
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10

21.20 - Con lo scrutinio delle schede al 20%, ecco i risultati parziali:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 64
CUP (indipendentisti): 9
Ciudadanos: 23
PSC (socialisti): 18
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 10
PP (popolari): 11
Unió:

20.54 - Per ciò che riguarda il numero assoluto di voti, gli exit poll danno alla probabile coalizione di Junts pel Sí e Cup il 49,8%. Dunque i partiti non indipendentisti sommano il 50,2% dei voti.

20.50 - Riepiloghiamo i dati degli exit poll, 50 minuti dopo la chiusura delle urne: gli indipendentisti di Junts pel Sí avrebbero tra i 62 e i 65 seggi, mentre sono 68 quelli necessari per avere la maggioranza assoluta. L'altro partito indipendentista, Cup, con 9-11 seggi. Ciudadanos a 18-20 seggi, i socialisti 16-18, Podemos 11-13, i popolari 10-12.

I due partiti indipendentisti, coalizzandosi, otterrebbero la maggioranza assoluta ma con numeri probabilmente più bassi delle aspettative.

20.42 - Parla il responsabile della campagna elettorale del Partido Popular, solo quinto partito secondo gli exit poll: "È ancora presto, inutile commentare gli exit poll attuali. Aspettiamo, ci saranno sorprese".

20.40 - Iniziano ad arrivare anche i primi dati reali dello scrutinio, troppo pochi per avere proiezioni affidabili.

20.25 - Ecco un nuovo exit poll, diffuso da Europa Press:

Maggioranza assoluta seggi: 68
Junts pel Sí (indipendentisti): 62-65
CUP (indipendentisti): 9-11
Ciudadanos: 18-20
PSC (socialisti): 16-18
Catalunya Sí que es Pot (Podemos e verdi): 11-13
PP (popolari): 10-12
Unió: 2-3

20.15 - Ricordiamo che attualmente nel parlamento catalano gli indipendentisti possono contare su 74 seggi. Gli exit poll di questa sera prevedono per loro dai 74 ai 79 seggi.

20.10 - Gli exit poll sono più o meno sulla stessa linea dei sondaggi degli ultimi giorni: indipendentisti con la maggioranza assoluta solo in coalizione. Socialisti meglio di Podemos. Ciudadanos seconda forza.

20.01 - Primi exit poll pubblicati da Tv3, ecco i seggi previsti (maggioranza assoluta: 68):

Junts pel Sí (indipendentisti) 63-66; Ciudadanos 19-21; PSC (socialisti) 14-16; CSQEP (Podemos e verdi) 12-14; CUP (indipendentisti) 11-13; PP (popolari) 9-11; Unió 0-3.

20.00 - Urne chiuse in Catalogna. A breve i primi risultati.

19.50 - Mancano dieci minuti alla chiusura delle urne. Subito dopo sarà tempo di exit polls, mentre i primi dati reali arriveranno attorno alle 21. Si prevede che già alle 22.30 si potrà avere il risultato finale di queste elezioni 2015 in Catalogna.

18.10 - Alle 18, a due ore dalla chiusura dei seggi, si è presentato a votare il 63,14% degli aventi diritto, un aumento di quasi sette punti rispetto alla precedente elezione.

15.30 - Alle 13.00 l’affluenza alle urne è stata del 35,12%, quasi cinque punti in più rispetto alle elezioni del 2012, quando alla stessa ora si era recato a votare il 29,4% degli aventi diritti, e quasi dieci punti in più rispetto al 2010, quando la percentuale si fermò al 24,17%.

12.50 - Mentre le operazioni di voto proseguono in tutta la Catalogna, Artur Mas, l'attuale capo del governo regionale catalano, ha tenuto un breve discorso al suo arrivo al seggio:

Abbiamo superato tutti gli ostacoli e oggi le persone possono votare. La democrazia ha vinto in Catalogna, in Spagna, in Europa e nel Mondo. Oggi ci sarà un plebiscito sul futuro della Catalogna. […] Se vince il sì l’atteggiamento delle istituzioni catalane sarà quello di sedersi e parlare col governo spagnolo e con la Commissione Europa.

27 settembre 2015 - Seggi aperti oggi in Catalogna, con oltre 5 milioni di elettori chiamati al voto per rinnovare la giunta regionale.

Le operazioni di voto sono iniziate alle 8 di oggi e proseguiranno fino alle 19.

Elezioni Catalogna 2015, il voto di domenica. Battaglia di bandiere a Barcellona

25 settembre 2015 - Elezioni Catalogna 2015 - Tra due giorni, domenica 27 settembre 2015, si vota in Catalogna per rinnovare la giunta regionale. Queste elezioni significano molto di più, e non solo perché precedono di soli tre mesi le generali in Spagna. Artur Mas, l'attuale capo del governo regionale catalano, ha cercato di trasformare la campagna elettorale e il voto stesso in una sorta di scelta pro o contro la secessione.

Questa settimana è stata caraterizzata da una battaglia di bandiere a Barcellona, durante la festa della Mercè: Alfred Bosch, esponente di Junts pel Sí, ha appeso al balcone del comune la Estelada, cioè la bandiera indipendentista della Catalogna. Dopo pochi secondi Alberto Fernández Díaz, dei Popolari, ha "risposto" sventolando una bandiera spagnola. Le bandiere sono state entrambe rimosse dopo pochi attimi, mentre nelle ore successive Bosch ha chiesto scusa per "un gesto poco opportuno" che ha infiammato ancor di più la campagna elettorale.

Gli ultimi sondaggi indicano che Junts pel Sí e Cup, i due partiti indipendentisti, dovrebbero sommare i propri voti per raggiungere la maggioranza assoluta. Il governo spagnolo continua a mantenere la stessa posizione: eventuali dichiarazioni di indipendenza (che Mas promette entro 18 mesi dopo l'eventuale vittoria) sono incostituzionali. In generale ogni mossa dei secessionisti sarà contrastata, da parte del governo Rajoy, nei tribunali spagnoli.

Proprio Rajoy e il suo Partido Popular, molto indietro nei sondaggi (ma in Catalogna è storica la debolezza di popolari e socialisti, a favore dei partiti locali), tentano l'ultima carta elettorale con un video in cui lo stesso presidente del governo e diversi ministri si rivolgono in catalano agli elettori, chiedendo una Spagna unita.

C'è attesa per il risultato di Ciudadanos, la forza di centrodestra "anti-casta" guidata da Albert Rivera: i sondaggi danno "la Podemos di destra" al secondo posto.

Polisblog, il magazine politico di Blogo, seguirà in diretta la giornata del 27-S, con tutti i risultati e le dichiarazioni in tempo reale.

Elezioni Catalogna 2015, gli ultimi sondaggi



19 settembre 2015 -

Manca poco più di una settimana alla elezioni in Catalogna, si susseguono i sondaggi. L'ultimo è quello pubblicato oggi da El Pais, realizzato da Metroscopia.
Junts pel Sí, la lista indipendentista dell'attuale governatore Artur Mas in alleanza con Oriol Junqueras, raggiungerebbe 66-67 seggi, uno in meno dei 68 necessari per ottenere la maggioranza assoluta. Gli indipendentisti però si assicurerebbero facilmente tale maggioranza grazie alla CUP (Candidatura d'Unitat Popular), forza anticapitalista e secessionista. CUP, in forte ascesa, conquisterebbe 10-11 seggi.
Dunque le due forze in campo che vogliono la secessione otterrebbero tra i 76 e i 78 seggi, ben al di sopra dei 68 necessari per avere la maggioranza assoluta.
Secondo il sondaggio, Ciudadanos sarebbe il secondo partito con 19 seggi, i socialisti ne avrebbero 14, Catalunya sí que es Pot (cioè Podemos più Verdi) 14 e il Partito Popolare 10.
È di ieri l'allarme delle banche spagnole, che con le associazioni Confederazione Casse di Risparmio (Ceca) e Associazione della Banca (Aeb) hanno minacciato di lasciare la Catalogna se si prefigurasse la secessione.

Elezioni Catalogna 2015, i sondaggi dell'8 settembre


8 settembre 2015 -

Si avvicinano le elezioni in Catalogna del 27 settembre 2015 e la situazione appare ancora molto incerta. Si tratta, come abbiamo scritto, di un voto che l'attuale presidente Artur Mas sta trasformando in un referendum sull'indipendenza: gli ultimi sondaggi attestano il suo vantaggio ma con numeri non così alti da giustificare il progetto secessionista.
Il sondaggio di settembre de El Mundo vede davanti Junts pel Sí, la lista indipendentista di Mas e Junqueras che unisce CiU e ERC, con il 39,4%. Seconda forza (col 12,7%) Ciudadanos, il partito di Albert Rivera che quest'anno ha debuttato anche nella scena nazionale. In terza posizione Cat si que es pot, ovvero la lista che unisce Podemos e i Verdi catalani, al 12,4%. PSC, il partito socialista, è all'11,1% mentre i Popolari sono al 9,8%. Gli altri independentisti dello scacchiere, cioè gli anticapitalisti di CUP - Candidatura d'Unitat Popular, sono al 6,7%.
Tradotto in seggi, il sondaggio rivela che Junts pel Sí otterrebbe tra i 62 e i 65 scranni contro i 68 necessari per governare. Da questo punto di vista Mas può però stare tranquillo perché si dà per scontato l'appoggio del CUP che porterebbe l'attuale governatore dai 70 ai 74 seggi.
Questi numeri rappresenterebbero - se confermati dal voto - una mezza sconfitta per Artur Mas: le forze indipendentiste sommano un numero che va al di sotto del 50%; CiU e ERC andrebbero dal 44,4% del 2012 al 39,4%; non solo: a specifica domanda, il 46% dei catalani si dice contrario alla secessione contro il 44% a favore.
Dal canto suo Artur Mas ha già dichiarato che si considererà vincitore semplicemente se il voto consegnerà al parlamento catalano 68 deputati indipendentisti: una soglia che appare piuttosto bassa per avallare i sogni di secessione, anche tenendo presente il ruolo fondamentale di CUP che però non ha mai amato troppo Mas.

Elezioni Catalogna 2015: Mas e Junqueras, lista unica per l'indipendenza (c'è anche Guardiola)


20 luglio 2015

È già iniziata a tutti gli effetti la campagna che porterà alle Elezioni 2015 in Catalogna, uno dei due importanti appuntamenti politici in programma nel finale di anno in Spagna, assieme alle Elezioni generali che si celebreranno a novembre o dicembre. In entrambi i casi sarà interessante seguire con attenzione il voto, con un significato che supera i confini spagnoli e arriverà a ridefinire - in ogni caso - alcune dinamiche dell'Unione Europea.
Le elezioni che rinnoveranno il parlamento di Catalogna si celebreranno domenica 27 settembre 2015. Si tratta di un appuntamento anticipato di quattordici mesi rispetto al previsto. L'annuncio della data è arrivato il 14 gennaio di quest'anno da parte dell'attuale presidente, Artur Mas.

Ancora una volta è l'indipendenza della Catalogna l'argomento su cui ruota l'intera campagna elettorale. Dopo il referendum solo simbolico del 9 novembre scorso (con l'80% dei votanti che ha detto sì all'indipendenza), Artur Mas torna alla carica e vuole rendere il 27-S la data in cui i cittadini catalani possano realmente decidere se staccarsi o meno dalla Spagna.
La strategia di Mas è chiara ed è diventata ufficiale dal 14 luglio, con l'annuncio di un patto elettorale tra Convergència (o CDC, Convergencia Democrática de Cataluña, partito di cui Mas è presidente) ed ERC (Esquerra Republicana de Catalunya, cui leader è Oriol Junqueras): le due principali forze indipendentiste si presenteranno il 27 settembre con una lista unica, che si propone di raggruppare anche i partiti minori a favore dell'indipendenza. La lista unitaria avrà come punto principale del suo programma la volontà di rendere la Catalogna indipendente. Non farà parte dell'accordo il partito CUP (Candidatura d'Unitat Popular), che rappresenta il volto più radicale dell'indipendentismo di sinistra.
"Non salire sul treno dell'indipendenza - ha detto Mas - ci farà finire su una strada morta, e questo non interessa a nessuno". Il piano della lista in caso di vittoria è quella di dichiarare la secessione entro sei-otto mesi dopo il voto. Il capolista di Convergència-ERC sarà un politico non direttamente collegato ai due partiti: è Raül Romeva, eletto europdeputato nel 2004 con la lista dei Verdi Catalani, che El Mundo definisce "il Varoufakis spagnolo". Anche il numero due e il numero tre della lista per l'indipendenza saranno personaggi scelti al di fuori dei partiti, mentre Mas e Junqueras saranno in quarta e quinta posizione.
Grande forza mediatica per il nome dell'ultima persona che sarà nella lista indipendentista: si tratta infatti di Pep Guardiola, l'attuale allenatore del Bayern Monaco. Il tecnico catalano, che si è sempre detto a favore del processo di indipendenza, fa un passo in avanti e - chiarendo di non avere alcuna ambizione di sedersi al parlamento catalano - sarà comunque uno dei candidati e dunque importantissimo supporter di Mas.
Polisblog, il magazine politico di Blogo, seguirà giorno dopo giorno tutte le fasi che porteranno al 27-S. Nei prossimi aggiornamenti, uno sguardo agli altri partiti che si presentano alle elezioni, tra cui la coalizione Catalunya Sí que es Pot, che riunisce Podemos, ICV e EUiA.

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