Migranti, olio di ricino e fucili: bufera su due amministratori locali

Nuove polemiche di fuoco sulla distribuzione dei migranti sul suolo nazionale, bufera su un esponente Fdi e uno della Lega

E' bufera su Fabrizio Florestano, coordinatore comunale di Fratelli d'Italia a Ferrara, e su Sandro Zaffiri, vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche della Lega: nelle ultime ore i due, in differenti dichiarazioni che nulla c'entrano l'una con l'altra (se non per l'argomento scelto), si trovano al centro di aspre polemiche per alcune frasi decisamente infelici in materia di gestione dei migranti nel territorio nazionale.

Florestano è finito al centro delle polemiche, particolarmente arroventate sui quotidiani locali del ferrarese, per un post su Facebook (una risposta ad un suo amico) per il quale è stato sospeso dal suo stesso partito:

"Certo, io ne prendo 100 alla volta: tempo di sparare per farli cadere in una buca e me ne date altri 100. In una giornata ne faccio fuori quanti ne sbarcano"

scriveva il politico di destra componente del direttivo di Fratelli d'Italia. La sospensione, in realtà, è stata un'autosospensione (lo ha spiegato su La Nuova Ferrara lo stesso Florestano) perchè "non mi riconosco più nella linea morbida del mio partito sulla questione immigrazione": addirittura Paolo Spath, capogruppo Fdi in consiglio comunale, ha chiesto le scuse "immediate e in mondovisione" (qualunque cosa voglia dire). Su La Nuova Ferrara Florestano si è così giustificato:

"Una battuta pubblicata come risposta su Facebook al post di un mio amico potesse avere tutto questo risalto e che per quelle parole potessi essere sputtanato su tutti i giornali. Era una battuta e come tale deve essere intesa. Qualcuno a sinistra ha deciso di strumentalizzarla per motivi politici senza considerare che la sua parte politica fa battute pesanti piene di odio e violenza nei confronti dei militanti di destra".

A fargli compagnia sul palcoscenico delle sterili polemiche estive (sterili perchè di certe sciocchezze basterebbe non parlarne) c'è Sandro Zaffiri, vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche della Lega. Il leghista marchigiano, galeotto anche in questo caso fu Facebook, ha postato sulla sua pagina questo post:

"Gabrielli un porco di un comunista al servizio del Pd attento che ti abbiamo segnato sul nostro elenco. Arriveremo. Olio di ricino te ne darei tanto"

L'attacco è al prefetto di Roma Franco Gabrielli, "colpevole" secondo il politico dello spostamento di un gruppo di immigrati a Casale San Nicola, nella periferia di Roma.


Le parole di Zaffiri hanno sollevato polemiche durissime a destra e sinistra, dal sindaco di Roma Marino fino agli esponenti nazionali di Forza Italie e Nuovo CentroDestra (a riprova di quanto la destra che fu "moderata" sia oggi pulviscolarmente divisa). Non pago Zaffiri è tornato sul punto ridimensionando:

"Chiedo scusa per le parole, ma chi mi ha votato vuole sentirsi dire la verità [...] Noi siamo stati attaccati con le bombe carta, e c'erano famiglie con bambini. E c'erano anche gli assessori della giunta uscente".

Una giustificazione che, al netto delle "bombe carta", è anche più singolare del post sulla sua pagina Facebook.

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