Finlandia: governo pronto a schierare l'esercito al confine con la Russia

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Secondo la rivista di studi militari DefenseNews, la Finlandia intende schierare forze di reazione rapida nei quattro distretti militari al confine con la Russia. Queste nuove divisioni dovrebbero includere rappresentanti delle forze speciali, soldati, riservisti, ufficiali di carriera e nuove reclute.

L'indiscrezione sarebbe confermata dalle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri finlandese, Jussi Niinisto. Quest'ultimo pensa che le nuove forze da impiegare contro la minaccia rappresentata dall'espansionismo di Valdimir Putin debbano avere "una capacità di reazione difensiva rapida". Ed ha aggiunto: "questa è la sfida che l'esercito ha davanti".

Dunque, il nuovo governo di Helsinki, liberista e nazionalista, guidato dall'imprenditore Juha Sipilä, si sta muovendo con una certa celerità in materia di sicurezza. Il Ministero della Difesa, infatti, sta valutando proposte per aumentare le spese militari, sia nell'ambito degli armamenti sia in quello di aggiornamento delle truppe.

A testimonianza delle crescenti tensioni tra il Cremlino e Helsinki, ricordiamo che a maggio la Finlandia ha inviato una lettera a 900.000 riservisti (inclusi i cittadini residenti all'estero), esortandoli a tenersi pronti "in caso di una guerra". Tale decisione è il frutto di una escalation di provocazioni militari da parte di Putin: sospetti sorvoli aerei in Carelia e l'individuazione di un sottomarino nelle acque finlandesi, che la marina dello Stato baltico ha identificato come russo. Così, in risposta a tali azioni, ad aprile, i ministri della Difesa di Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia hanno stilato un comunicato congiunto in cui si annunciava una cooperazione contro possibili atti di aggressione da parte di Mosca.

I rapporti tra Finlandia e Russia si sono così deteriorati che, il 4 luglio passato, in occasione dell'Assemblea Parlamentare dell'Ocse a Helsinki, il governo del paese scandinavo ha negato i visti ad alcuni esponenti della delegazione russa, che non hanno potuto prendere parte alla riunione. Tra i "non graditi" in terra finlandese anche il capo della Duma (Camera), Sergei Narishkinera.

Ritornando alla questione delle schieramento delle truppe al confine, evidenziamo che Ilkka Kanerva, presidente della commissione parlamentare Difesa, ha detto che bisogna creare nuovi strumenti normativi in grado di giustificare il progetto del governo: "È necessaria una nuova legislazione per consentire alle forze armate di reclutare riservisti in modo trasparente ed efficiente". La creazione di nuovi dispositivi giuridici, ha spiegato il politico finlandese, è necessaria perché "con il sistema attuale, i contratti dei riservisti non prevedono tempi di servizio esatti e non specificano in quanto tempo possono essere mobilitati e armati".

La nuova strategia di difesa non prevede solo una più decisa cooperazione con gli Stati baltici, ma anche con la Nato (la Finlandia non ne fa parte). Una delle più recenti operazioni di collaborazione con il patto atlantico è stata l'esercitazione navale Baltops 2015, svoltasi a pochi chilometri dal territorio russo lo scorso giugno.

In quell'occasione, in una zona vicino alla città di Kaliningrad, sono state impiegate quaranta navi da guerra e 5.000 soldati. Ovviamente, a Mosca l'operazione è stata bollata come una provocazione.

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