La Turchia bombarda lo Stato Islamico e i curdi del Pkk

Jet turchi sui cieli siriani bombardano postazioni dello Stato Islamico. Blitz in tutto il Paese: arrestati jihadisti e membri del PKK

26 luglio - Due soldati turchi sono stati uccisi dall'esplosione di un’autobomba a Diyarbakir, sud-est del Paese. L’azione non è stata rivendicata ma il governo non ha dubbi che la responsabilità sia dei ribelli curdi, che già il 22 luglio scorso avevano ucciso due poliziotti.

Nel frattempo il premier Davutoglu ha fatto sapere che la Turchia ha arrestato 590 tra militanti dell'Isis e del Pkk.

La Turchia bombarda il PKK

12:53 - Zagros Hiwa, uno dei portavoce del partito curdo del PKK in Iraq, ha detto chiaramente che i bombardamenti turchi su di loro sono una "violazione del cessate il fuoco" da parte della Turchia, sottolineando che l'attacco della notte scorsa probabilmente segnerà la fine degli accordi di pace del 2013 tra il partito di sinistra radicale etnico curdo e il governo di Ankara.

Secondo quanto riferisce laRepubblica la tregua era stata annunciata nel marzo 2013 dal carcere dallo storico leader del gruppo separatista curdo Abdullah Ocalan, dopo che nel 2012 l'allora premier Recep Tayyip Erdogan aveva avviato negoziati di pace per mettere fine a un conflitto che si trascina da 31 anni ed è costato 40.000 morti.

25 luglio 2015, ore 9:49 - Per la seconda notte consecutiva l'aviazione turca ha bombardato alcune basi dei jihadisti dello Stato Islamico in territorio siriano, al confine con la Turchia; il Daesh non è tuttavia l'unico obiettivo dei raid turchi e, in generale, della stretta di Ankara in materia di terrorismo: per la prima volta dal 2013 infatti, e cioè dalla firma della tregua tra il governo ed i ribelli curdi, sono state bombardate anche alcune postazioni del PKK nel nord dell'Iraq.

Le tensioni di Ankara con i curdi sono salite nei giorni scorsi dopo l'attentato suicida dell'Isis lunedi' a Suruc, nel sud-est della Turchia: i ribelli curdi, ed i guerriglieri di etnia curda che si sono spesi tantissimo per la liberazione di Kobane, al confine tra Siria e Turchia, lamentano da mesi che il governo turco non faccia abbastanza per combattere i jihadisti dello Stato Islamico, arrivando addirittura ad accusare di "complicità" il governo di Erdogan (islamico) con i terroristi. Di fatto la Turchia ha cominciato ad attaccare le posizioni dell'Isis dopo l'attentato suicida di Suruc e un'imboscata sempre dello Stato Islamico nella quale e' stato ucciso un soldato turco.

Per tutta risposta Ankara ha risposto, in questi giorni, con una stretta durissima sui ribelli del PKK: secondo quanto riferito da al-Arabiya infatti, in contemporanea ai raid lanciati dagli F-16 contro militanti in Siria, più di 290 persone sono state arrestate in Turchia in un blitz anti-terrorismo contro l'Isis e i curdi: questi blitz sono avvenuti in diverse province turche, tra cui Istanbul, Ankara, Konya e Manisa.

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