Russia: Perché Putin apre a una coalizione anti-Isis a guida Onu?

gettyimages-482031694.jpg

Dopo aver giocato un ruolo da protagonista nel negoziato sul nucleare iraniano, ruolo riconosciuto anche dagli Stati Uniti, la Russia si dice disponibile ad entrare in una coalizione internazionale contro lo Stato Islamico sotto l'egida delle Nazioni Unite. A confermarlo, in un'intervista al quotidiano Kommersant, è il viceministro degli esteri ed ex capo del servizio di contro spionaggio, Oleg Siromolotov.

Ecco cosa ha detto in breve Siromolotov al giornale moscovita:

"Forse una delle nuove e positive conseguenze della minaccia dell'Isis sarà alla fine una ritrovata unità nel fronteggiare questo pericolo, sulla base del diritto internazionale e con il ruolo guida del consiglio di sicurezza dell'Onu, che servirà a formare una vera coalizione internazionale unitaria che si opponga al terrorismo [...] Senza dubbio la Russia è destinata a giocare un ruolo di primo piano in questa coalizione"

Tale presa di posizione, innanzitutto, ha sicuramente a che vedere con il ruolo che Mosca si sta ritagliando nel mondo arabo. L'Arabia Saudita, con cui Vladimir Putin continua ad incrementare il suo giro di affari al fine di superare le difficoltà causate dalle sanzioni, non sarebbe contraria ad un coinvolgimento della Russia in una coalizione contro l'Isis. Riad, che in un primo momento non ha ostacolato la formazione delle milizie jihadiste per tentare di destituire il regime di Bashar al-Assad in Siria, ora ha cambiato strategia.

Re Salman, infatti, ha compreso che il Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi sta diventando un fattore di eccessiva destabilizzazione, tanto da spingere gli Stati Uniti ad appoggiarsi alle forze sciite iraniane in Iraq. Ed è in questo contesto che la scorsa settimana la monarchia del Golfo ha arrestato 431 presunti affiliati allo Stato Islamico.

Attenzione, però, quando si parla di Isis si corre il rischio di essere generici. E' probabile che Siromolotov si riferisca ad una vasta alleanza in grado di frenare l'avanzata del fondamentalismo anche Libia, dove lo Stato Islamico non è direttamente presente. Qui molte milizie, che fino a qualche tempo fa erano vicine ideologicamente ad Al-Qaida, hanno poi scelto di sostenere il Califfato. Mosca, nel 2011, non diede appoggio alle operazioni contro Gheddafi, ma ora ha interesse ad essere della partita per aumentare le sue possibilità di cooperazione con Stati Uniti ed Unione Europea.

Inoltre, sottolineiamo che Putin non ha intenzione di lasciare la collaborazione con Il Cairo unicamente all'occidente. A tale riguardo ricordiamo che il Cremlino ha già avviato lo scorso anno degli importanti accordi commerciali con il Prsidente Abdel Fattah al Sisi. E quest'ultimo, per parte sua, potrebbe sicuramente fare leva sulla Russia per ottenere una funzione di primo piano dell'Egitto nella Libia post-transizione.

Ci sono poi da considerare due altri fattore circa la volontà di Putin di dar vita alla coalizione. Il primo riguarda il rischio rappresentato dalla nascita di Wilayat Qawqaz, il governatorato del Nord Caucaso legato allo Stato Islamico. Il secondo, invece, è riconducibile all'aumento del proselitismo da parte dei terroristi islamisti in Russia.

Il fatto che l'Isis abbia messo per la prima volta un piede in Russia preoccupa non poco il Cremlino. La nuova provincia del Califfato vorrebbe includere la Cecenia, il Daghestan, l’Inguscezia e altre regioni a maggioranza islamica. Per il momento Wilayat Qawqaz è in concorrenza con l’Emirato islamico del Caucaso, rimasto legata ad Al-Qaida, ma non è detto che non intensifichi la sua influenza. Ciò potrebbe avvenire grazie anche al forte attivismo in rete degli adepti del Califfato, ad esempio attraverso Furat Media. Questo, secondo quanto riportato da eastonline, è un marchio sotto il quale vengono caricati nella rete prodotti specifici per i destinatari in lingua russa.

Come recentemente evidenziato da Sergej Lavrov, il problema del proselitismo si fa sempre più consistente. Il ministro degli esteri ha spiegato che circa 2mila cittadini russi al momento combattono sotto le insegne dell'Isis..

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO