Ucraina: Usa decidono nuove sanzioni per la Russia. Ma Putin non molla

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Proprio nel giorno in cui Vladimir Putin ha annunciato una visita in Crimea a fine agosto, la terza dopo l'annessione del marzo 2014, il Dipartimento del Tesoro americano fa scattare nuove sanzioni per la Russia. L'ambasciata degli Stati Uniti a Mosca rende noto che le misure non vanno lette come una escalation delle tensioni, ma piuttosto come un "fatto di routine" nel rafforzamento della politica attuale di Washington. Spiegazione, questa, che convince poco.

In seguito al riconoscimento tributato da Barack Obama al Cremlino sul ruolo giocato nel negoziato sul nucleare iraniano, in molti si erano illusi che qualcosa stesse cambiando. Invece la Casa Bianca non ha intenzione di allentare la morsa, a costo di generare malumori tra i partner europei. Le nuove sanzioni riguardano otto soggetti (tra personalità ed enti a loro collegati).

Tra questi ci sono Gennady Timchenko, uno dei fondatori dell’azienda Gunvor, specializzata nella contrattazione di gas e petrolio, Roman Rotenberg, membro del consiglio esecutivo Kontinental Hockey League e figlio del magnate Boris, quattro funzionari dell'ex governo ucraino, presieduto da Viktor Yanukovych, strutture legate ad una delle maggiori banche della Russia, Vnesheconombank, e sussidiarie del gigante petrolifero russo Rosneft.

Tuttavia, segnaliamo che nonostante il danno provocato dall'embargo alla Russia, Putin si sta muovendo in modo accorto per contenere il danno. Ciò è visibile, come vi abbiamo raccontato su Polisblog la scorsa settimana, dal modo in cui Rosneft riesce a finziarsi indirettamente, stipulando intese con la British Petroleum, Eni, Shell, E.ON. Inoltre, la Russia ha intessuto una serie di accordi bilaterali, dall'America Latina all'Asia, che le permettono, almeno per il momento, di assorbire il colpo delle sanzioni.

La decisione delle autorità americane arriva anche a ridosso dei nuovi accordi per risolvere il conflitto in Ucraina. I rappresentanti di Kiev Mosca, Repubblica popolare di Lugansk e Donetsk Federazione del Popolo, si sono infatti impegnati a ritirare dalla linea di contatto le armi pesanti. Questa intesa dovrebbe essere perfezionata il prossimo 3 agosto.

Intanto, Putin dimostra di non avere alcuna intenzione di mostrarsi debole davanti alla comunità internazionale e all'opinione pubblica. Non solo ha dato il via ad una nuova dottrina navale anti-Nato, dopo l'inserimento della Russia nella "black list" del Pentagono, ma ha anche confermato che i prodotti agroalimentari provenienti dall'Occidente, arrivati dopo le restrizioni sull'import ratificate dal Cremolino lo scorso anno, saranno regolarmente distrutti a partire dal 6 agosto.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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