Iran: L'ex Presidente Ahmadinejad torna in politica?

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Mahmoud Ahmadinejad, ex Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, potrebbe tornare presto in campo. La settimana passata, nel corso di una riunione con i suoi sostenitori, ha annunciato che è arrivato il momento di "ridefinire gli ideali rivoluzionari" (in riferimento ai valori teocratici che si sono affermarti con la rivoluzione del 1979, guidata dallo Ayatollah Ruhollah Khomeini). E, come riporta Associated Press, ha aggiunto: "Se Dio vuole, la vittoria e un futuro molto brillante ci attendono. In ogni caso, ci saranno ostacoli satanici sul nostro cammino [...] Non bisogna dimenticare che gli Stati Uniti sono il nostro nemico".

Così dopo essersi chiuso nel silenzio, a partire dalla fine del suo secondo mandato presidenziale (2013), Ahmadinejad ha deciso di riprendersi la scena, attaccando il nemico storico. I più maliziosi sospettano che il politico ultra-conservatore e populista abbia operato questa scelta per limitare i danni dell’inchiesta per corruzione che ha colpito il suo ex vice-presidente e che potrebbe travolgere anche lui. La spiegazione però rischia di essere riduttiva .

L'amministrazione Obama, sebbene manchi la ratifica definitiva del Congresso Usa, ha chiuso l'accordo sul nucleare con Teheran. Tale obiettivo è stato perseguito con grande decisione dal Presidente dell'Iran, il moderato Hassan Rohani. Quest'ultimo ha così ottenuto la fine delle sanzioni e ha offerto al suo paese la possibilità di un rinnovato protagonismo economico in Medio Oriente. Tuttavia, il fatto che si sia scesi a "patti con il diavolo" non piace affatto all'opposizione e a un pezzo importante di società civile iraniana.

Per questo motivo, è molto probabile che Ahmadinejad voglia catalizzare attorno alla sua figura il consenso di tutti quelli che si sentono traditi dall'attuale governo, e la sua sua scelta potrebbe essere ben vista anche dallo Ayatollah Ali Khamenei. La Guida Suprema dell'Iran, infatti, ha bisogno di un contrappeso ai riformatori moderati, anche perché il rischio è che si creino fenomeni di resistenza extra parlamentare, che finirebbero per disgregare l'unità nazionale.

L'ex Presidente, in ottimi rapporti con il Presidente siriano sciita Bashar al-Assad, fautore di una politica rigorosamente anti-occidentale e anti-israeliana, per molti è il personaggio giusto per creare un'alternativa competitiva a Rohani. E già alle prossime legislative di febbraio potrebbe mettere i bastoni tra le ruote all'esecutivo in carica. A tale riguardo, lo stesso Ahmadinejad, che all'inzio dell'anno ha aperto un blog di politica, ha invitato i suoi sostenitori "a iniziare a lavorare energicamente nelle province".

Ahmadinejad rimane popolare tra i ceti meno abbienti e rurali, visto i sussidi elargiti durante il suo mandato. Tra i ceti medi urbani, però, non riscuote di grande consenso. Come spiega il noto giornalista iraniano, Mehrdad Khadir: "Non ha alcun sostegno tra la classe media nelle grandi e nelle piccole città, ma i suoi slogan possono fare presa sugli iraniani più poveri e meno istruiti, anche se non sono necessariamente suoi simpatizzanti” (Via euronews).

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