Cisgiordania: Dopo la morte di Ali le mosse di Abu Mazen e Netanyahu

RUSSIA-PALESTINE-ISRAEL-DIPLOMACY

Dopo l'attentato di alcuni coloni nel villaggio di Kfar Douma (Nablus), nel quale ha perso la vita il neonato Ali Dawabsha, l'Autorità Nazionale Palestinese prova a reagire. Insieme alla Giordania, sarebbe pronta ad inviare al Consiglio di Sicurezza nelle Nazioni Unite una risoluzione che pretenda la protezione internazionale dei civili. Inoltre, secondo quanto riportato da Nena News, il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad al-Malki, si è recato questa mattina in Svizzera per fare richiesta al Consiglio dei diritti umani Onu di perfezionare la Quarta Convenzione di Ginevra, che dispone la messa in sicurezza di chi non prende parte direttamente ai conflitti (civili e militari che hanno deposto le armi).

Tali mosse seguono quella del Presidente Abu Mazen. Quest'ultimo, nella giornata di venerdì, ha annunciato che avrebbe presentato richiesta alla Corte penale internazionale di aprire un'inchiesta su quanto avvenuto a Kfar Douma. Ma l'intento del leader del governo di Ramallah è molto più ampio, ovvero quello di fare luce sulla difficile situazione che sono costretti a subire i palestinesi nei Territori Occupati.

La battaglia di Abu Mazen sarà certamente confortata dai numeri ufficiali delle Nazioni Unite. Secondo il Coordinamento degli Affari umanitari, infatti, si contano 120 attacchi di coloni nei confronti di civili in Cisgiordania e a Gerusalemme dall'inzio di quest'anno. C'è poi da tenere in considerazione, come ribadito da Michele Giorgio su Il Manifesto, che solo l’1,9% delle denunce dei palestinesi contro gli occupanti si è tramutato in condanne (dati dell'organizzazione umanitaria Yesh Din).

Intanto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, mettendo in campo misure straordinarie, prova a salvare la sua immagine a livello internazionale, ma dubitiamo che ci sarà un cambiamento radicale nella sua politica. Già nel suo precedente mandato aveva fatto larghissime concessione ai coloni e oggi il suo governo si regge con i voti decisivi di Focolare Ebraico, formazione ultra-nazionalista vicina agli interessi degli occupanti.

In ogni caso Bibi ha deciso di usare il pugno di ferro nei confronti degli assassini del piccolo Ali. Così Tel Aviv ha autorizzato gli ufficiali di sicurezza ad impiegare la detenzione amministrativa per catturare gli autori del crimine. Ricordiamo che il regime di detenzione amministrativa viene deciso da una corte militare e rende possibile la reclusione di sospetti terroristi palestinesi, senza la previa formulazione di un'accusa e l'istruzione di un processo.

I fatti di Kfar Douma, però, evidenziano l'atteggiamento ambiguo di Netanyahu. A tale riguardo, segnaliamo che la rabbia degli occupanti era esplosa dopo che la Corte Suprema aveva approvato l'abbattimento di due edifici colonici nell'insediamento di Beit El. Tel Aviv non poteva non rendere cogente una delle rarissime sentenze che impone la restituzione di una porzione di terra ai palestinesi. Ma contemporaneamente, per sedare la protesta dei nazionalisti ebraici e avallando le loro rimostranze, ha predisposto la costruzione di 300 nuove case coloniche sempre a Beit El.

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