Tav: mancano 80 milioni nelle compensazioni. Esposito se la prende con i burocrati

stefano-esposito.jpg

Quello che paventavano da tempo in tanti si puntualmente è verificato: dalle compensazioni promesse ai cittadini dell'alta Val di Susa, interessati dai lavori della Tav Torino-Lione, sono spariti un bel po' di soldi. Per la precisione 80 milioni di euro. Così, dai 112,5 milioni di euro previsti in partenza, si passa alla cifra di 32 milioni e 129 mila euro.

Ricordiamo che il progetto definitivo di LTF (ora TELT), la società addetta alla realizzazione e gestione dell'opera, prevedeva che le misure compensative, ai sensi della normativa vigente, corrispondessero al 5% dell'importo lato italia, 112,5 milioni per l'appunto. Poi il Parlamento aveva modificato la norma e l’aliquota delle opere presenti nella Legge Obiettivo era scesa 2%.

La novità legislativa era nota da tempo, ma sia il Governo Renzi sia autorevoli parlamentari avevano costantemente rassicurato sul fatto che non ci sarebbero state conseguenze sulla Tav. Da Lupi a Delrio, da Fassiono a Chiamparino, si sono tutti affannati a confermare le compensazioni presenti nel progetto LTF. Ma mercoledì 5 agosto, sulla Gazzetta Ufficiale, è stata pubblicata la delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), dal titolo Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001), dove si afferma chiaramente che, dopo il ricalcolo, la somma per i valsusini ammonta a 32,13 milioni.

Così Stefano Esposito, neo assessore ai Trasporti del comune di Roma, ma noto soprattutto per la sua battaglia Si Tav, si è infuriato e ha incominciato ad attaccare gli uffici ministeriali. Il senatore piemontese del Pd scrive dal suo blog: "Ora la mia convinzione che i veri nemici della TAV non si trovino tra le file del movimento No Tav, ma negli uffici ministeriali e nell’ottusità di taluni dirigenti e funzionari, trova dimostrazione in questa irresponsabile e grave decisione, che compromette il lavoro fatto negli ultimi anni dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, dalle istituzioni locali, Fassino e Chiamparino, dai parlamentari". Ed aggiunge: "Mi rivolgo al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio affinché intervenga immediatamente per porre rimedio a questa scellerata decisione garantendo il reintegro completo dei fondi previsti da LTF nel progetto definitivo". Certo rimane un dubbio: è possibile che il vicepresidente della Commissione Trasporti al Senato non potesse pronosticare il taglio delle compensazioni?

A tentare di placare gli animi è arrivata la dichiarazione di ieri pomeriggio di Graziano Delrio: “Vanno erogate tutte le risorse secondo quanto stabilito nel progetto pubblicato- ha detto il ministro. I fondi mancanti verranno attribuiti con le future approvazioni progettuali". Ovviamente, queste, sono parole che possono momentaneamente quietare solo il malumore dei Si Tav. Per I No Tav, l'opera rimane da bloccare, e la riduzione dei fondi è per loro solo un argomento in più.

A tale riguardo, segnaliamo che Sandro Plano, sindaco Pd di Susa, storicamente contrario alla Torino-Lione, ha così commentato la questione delle mancate compensazioni: "Le promesse si stanno rivelando per quello che sono. Beninteso che noi contestiamo l'utilità dell'opera e che non abbiamo chiesto alcuna compensazione. Preferiremmo, invece, che i soldi pubblici fossero spesi per investimenti davvero utili; la riduzione non è una sorpresa".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO