Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle inseguono la Lega Nord sull'immigrazione

Più rimpatri e meno accoglimenti: il M5S mostra il volto cattivo.

Martedì 11 agosto, ore 13:40 - Non si placano le polemiche dentro e fuori dal Movimento 5 Stelle sull'ultima esternazione sull'immigrazione pubblicata sul blog (l'house-organ del M5s) del comico genovese e firmata dal consigliere comunale torinese Vittorio Bertola.

In merito a quel post infatti si è espresso, ieri mattina, il senatore pentastellato Maurizio Buccarella, che con un post sulla sua pagina Facebook ha precisato come la posizione del Movimento in materia di immigrazione sia già stata espressa in un altro post, frutto del lavoro dei parlamentari e degli attivisti del Movimento:

"Fosse rimasto sulla pagina personale dell'autore, non sarebbe necessario neanche scriverne qui...essendo apparso sul Blog, ritengo opportuno ribadire che la "posizione" del M5S in tema di immigrazione e politiche di accoglimento e respingimento di stranieri, è quella del post qui linkato."

IL MOVIMENTO E L'IMMIGRAZIONEL'analisi e le proposte finora elaborate dai portavoce parlamentari (a Roma e Bruxelles ed...

Posted by Maurizio Buccarella on Lunedì 10 agosto 2015

I toni di Buccarella sono decisamente pacati ma la risposta che oggi compare sul blog del comico genovese sembra non esserlo altrettanto:

Il cittadino portavoce al Senato Buccarella, in un post su Facebook relativo all’intervento sull’immigrazione firmato dal cittadino portavoce al Consiglio Comunale di Torino Bertola, ha parlato di post scritto da chi "non conosce a fondo la materia" aggiungendo che "la posizione del M5S in tema di immigrazione e politiche di accoglimento e respingimento di stranieri, è quella del post qui linkato". Va ricordato al cittadino Buccarella che nel Movimento 5 Stelle non esistono gerarchie, tipiche invece dei partiti. Non c’è differenza fra un portavoce consigliere comunale e un portavoce senatore. Nel Movimento 5 Stelle esistono posizioni e discussioni, come quella in corso sull'immigrazione.

Grillo e l'M5s inseguono la Lega sull'immigrazione

Sul blog di Beppe Grillo viene ospitato un intervento di Vittorio Bertola, consigliere comunale di Torino, sul tema dell'immigrazione. Il post è stato rilanciato dappertutto come fosse scritto da Beppe Grillo, anche se si tratta di quattro "proposte" sull'immigrazione che non provengono direttamente dal capo del M5S (anche se, certo, ospitare vuol dire condividere".

Cosa dicono queste quattro proposte? In poche parole, che bisogna rimpatriare più immigrati clandestini e accettare meno richieste di asilo politico. Si tratta, politicamente parlando, di un inseguimento della Lega Nord di Matteo Salvini.

1. Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l'Italia concede in massa. Da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per "gravi motivi umanitari". Negli altri Paesi europei questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perché? Proprio per alimentare l'industria dell'accoglienza.

Al di là del fatto che sarebbe interessante capire da dove viene questa statistica "una su due", difficile anche accettare che si dica una cosa come "negli altri paesi questo tipo di permessi non esiste o viene usato in maniera molto minore". Non esiste dove? In maniera minore quanto? Gli ultimi dati sull'asilo politico in Europa li potete trovare qui. Se si ragiona in termini relativi, quindi sul numero di richiedenti asilo in rapporto alla popolazione, la Svezia appare irraggiungibile con 8,4 richiedenti ogni mille abitanti, seguita dall’Ungheria (4,3), dall’Austria (3,3), da Malta (3,2), dalla Danimarca (2,6) e dalla Germania (2,5). Il Portogallo è il Paese con il più basso tasso di richiedenti asilo: zero richieste nel 2014.

Le altre proposte suonano così:

2. Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo. Non è ammissibile che anche a quel 40-50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini, perché ci si limita a consegnargli un foglio con scritto "devi lasciare il Paese, fallo tu, ok?". Questo non è un comportamento serio, se uno deve essere espulso deve essere accompagnato alla frontiera e/o caricato su un aereo per il suo Paese di origine, a forza se necessario.

3. Istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo. Non è possibile che uno che non ha diritto all'asilo, anche palesemente, possa restare in Italia per anni semplicemente facendo ricorso contro il provvedimento di diniego dell'asilo, perdipiù a spese nostre perché essendo nullatenente gli avvocati li paghiamo noi. E' giusto dare una possibilità di ricorso per evitare abusi, ma essa segua un suo percorso d'urgenza in modo da venire evasa nel giro di un mese o due e da non dare scuse a chi non ha diritto di stare in Italia.

4. Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Qui a Torino qualche mese fa c'è stato un profugo senegalese che per settimane usciva tutte le mattine alle 5 dal suo ostello (pagato da noi) e andava a rapinare e accoltellare le donne alle stazioni della metropolitana. Dopo 8 rapine violente l'hanno preso, e ci si chiede: ma la cooperativa che gestiva l'accoglienza non si è mai accorta di niente? E' giusto che continui a ricevere fondi pubblici per progetti S.P.R.A.R.? Persino nello S.P.R.A.R. la percentuale di "uscita per integrazione" è meno di un terzo, almeno due terzi escono senza avere la minima speranza di mantenersi e di fatto vanno a vivere in ghetti nelle fabbriche abbandonate e/o diventano manovalanza per la criminalità organizzata.

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