ELN, Europa: Esercitazioni militari di Russia e Nato aumentano le possibilità di un conflitto

Reazione rabbiosa su Twitter della portavoce Nato: "Noi, a differenza della Russia, siamo trasparenti"

gettyimages-458777278.jpg

European Leadership Network (ELN), think tank inglese che si occupa di politica internazionale, ha pubblicato un report sul rapporto tra Patto Atlantico e Russia. Il contenuto del documento (dal titolo Preparandosi al peggio: le esercitazioni militari russe e della Nato aumentano le probabilità di guerra in Europa?) ha stimolato subito l'interesse delle maggiori testate europee ed italiane.

In sostanza, il rapporto, prendendo in esame le recenti manovre militari russe e occidentali su vasta scala, trae la conclusione che è incorso la simulazione di un conflitto. Per dirla in altri termini, entrambi gli schieramenti addestrano le proprie forze armate, valutando capacità, punti deboli e di forza degli avversari. E ciò avverrebbe anche se Mosca e Washington nelle dichiarazioni ufficiali continuano a dire di non essere nemiche.

Se si guarda all'esercitazione di marzo messa in campo da Mosca, la cosiddetta Snap Exercise, si prende atto che sono stati mobilitati 80mila soldati per la difesa delle zone di confine, con particolare attenzione alle isole dell’Artico, l’enclave baltico di Kaliningrad, la Crimea e il Mar Nero. Simmetricamente, la Nato, in giugno, con 15mila uomini ha dato vita ad Allied Shield: ovvero 4 esercitazioni di aria terra e mare, finalizzate alla difesa dei paesi alleati lungo il confine ad est.

Per il think tank, Russia e Nato hanno predisposto esercitazioni molto simili, entrambi hanno puntato sul riposizionamento di truppe scelte a grandi distanze e hanno sperimentato l’uso di forze di terra con il sostegno di unità aero-navali. Il Cremlino avrebbe il solo vantaggio di poter fare ricorso ad un maggiore numero di soldati di leva.

L'ipotesi di uno scontro reale, però, resta remoto, più che altro si può parlare di un progressivo ritorno ad un clima da guerra fredda. Ciò è stato palpabile nell'ultimo periodo, con il Pentagono che inserisce nel suo libro bianco la Russia come uno dei paesi con i quali è più probabile ingaggiare un conflitto e Valdimir Putin che, per tutta risposta, presenta la sua nuova dottrina navale anti-Nato.

Tuttavia, gli attriti nell'ultimo periodo non sono mancati, e non hanno riguardato solo l'Ucraina. Nel marzo passato, bombardieri russi hanno avvicinato navi della marina militare statunitense, che manovravano nel Mar Nero. Sempre nello stesso mese la Nato ha intercettato aerei e unità navali di Mossca al largo di Kaliningrad. A questi fatti si devono aggiungere i sorvoli sul Baltico e la Scandinavia da parte dell'aviazione ex sovietica e la sospetta presenza di sottomarini americani al largo delle coste baltiche.

Tali accadimenti hanno spinto Washington a inviare armi in Lettonia, Lituana ed Estonia, mentre la Finlandia, insieme a Danimarca, Norvegia e Svezia hanno stilato un comunicato congiunto, in cui si annunciava una cooperazione contro possibili atti di aggressione decisi dal Cremlino.

Sebbene l'articolo della ELN manifesti un certo equilibrio (tra gli autori del rapporto figurano esperti di sicurezza, consiglieri di comandanti del Patto Atlantico e analisti di geopolitica) la Nato lo ha comunque criticato aspramente. La portavoce dell'organizzazione, Carmen Romero, ha replicato su Twitter al think tank, attribuendo le responsabilità della ricerca del conflitto solo alla Russia (mentre l'Alleanza Atlantica contribuirebbe a mantenere più sicura l'Europa).


Ed ha aggiunto che le esercitazioni russe sono imprevedibili, mentre quelle Nato sono trasparenti


Senza voler celare le "grandi manovre di Putin", l'interpretazione della Romero appare tendenziosa. Non si può mettere in discussione, infatti, l'aumento del contingente militare degli Stati Uniti in Europa al confine con la Russia. E le operazioni al confine con la Polonia, con l'Ucraina e con i paesi baltici non paiono più trasparenti di quelle del Cremlino. In ogni caso, la risposta rabbiosa della Romero certifica che le tensioni in futuro non mancheranno e che siamo ben lontani da quel clima di pacificazione che in molti avevano preconizzato dopo la ratifica del negoziato sul nucleare iraniano.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO