Grecia, Alexis Tsipras si dimette, incarico a Meimarakis

Il Premier Alexis Tsipras ha annunciato le dimissioni, ecco che cosa ha detto al popolo greco.

Alexis Tsipras dimissioni

21 agosto 2015, ore 09:57 - Il presidente greco Prokopis Pavlopoulos ha incaricato ieri sera Evangelos Meimarakis, leader di Nuova Democrazia, principale partito di opposizione, di formare un nuovo governo, dopo che il primo ministro Alexis Tsipras ha rassegnato le sue dimissioni. La richiesta presidenziale sarebbe arrivata al leader dell'opposizione via mail poco dopo la mezzanotte ora locale, stando a quanto riferisce l'agenzia stampa ellenica Ana.

Secondo Ekathimerini il conferimento dell'incarico potrebbe spostare in avanti la data delle elezioni, per ora previste al 20 settembre prossimo.

Aggiornamento ore 19:37 - Il Premier greco Alexis Tsipras ha tenuto il suo discorso alla nazione, ecco che cosa ha detto:

"Pensate a quello che avevamo prima con il governo di destra. Adesso abbiamo davanti a noi tre anni con un accordo per il finanziamento totale. Abbiamo vinto su tanti punti se facciamo il paragone con il memorandum che aveva proposto la destra e con questa intesa potremo portare avanti delle misure che non creeranno ulteriori problemi al nostro popolo. Il settore pubblico rimarrà con la sua dinamica, negli ospedali non c'è bisogno di pagare il ticket di 5 euro e faremo nuove assunzioni. Non dobbiamo dimenticare che il surplus sarà molto, molto più basso di quello che chiedeva l'Europa. Il nuovo accordo non sarà basato sul diritto inglese, ma su quello internazionale ed europeo, così il nostro Paese è molto più protetto e infine per la prima volta in modo molto categorico abbiamo definito la diminuzione del debito greco. Abbiamo vinto da tanti punti di vista, anche se non possiamo dire che il nostro popolo ha vinto al 100%. In tanti però hanno una posizione completamente diversa, quindi mi sento politicamente di mettermi davanti a voi per giudicare quello che ho fatto fino ad ora. Sto andando dal Presidente della Repubblica per presentare le mie dimissioni. Il popolo deve prendere di nuovo il potere nelle sue mani e voi con il vostro voto dovete decidere se veramente noi siamo in grado di portare il Paese fuori dalla crisi. Voi con il vostro voto deciderete chi e come porterà il Paese su una strada di speranza, chi è in grado di parlare della diminuzione del debito e chi riuscirà a fare i cambiamenti radicali dei quali ha bisogno il nostro Paese. Sono tanti coloro che sostengono,secondo la loro ideologia, che il Paese ha bisogno di soldi, creando però ostacoli al nostro governo, criticando tutto quello che abbiamo deciso finora, sono stati sempre all'opposizione. Io sono tranquillo perché so di aver combattuto per il mio popolo. Abbiamo dovuto affrontare delle situazioni molto difficili, ma abbiamo portato il caso greco in tutto il mondo e saremo un precedente anche per gli altri Paesi. L'Europa non sarà più la stessa dopo questi sei mesi. La Grecia ha avuto un ruolo molto importante e saremo sempre al primo posto. Ieri, con una lettera inviata al Presidente del Parlamento Europeo, ho chiesto la sua partecipazione al programma greco in modo da affrontare in modo molto più democratico le nuove misure di austerità"

E questi sono i Tweet in inglese pubblicati dopo la fine del discorso:

Alexis Tsipras verso le dimissioni


I media greci ne sono convinti: Alexis Tsipras sta per rassegnare le dimissioni e indire le elezioni anticipate. L'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro le ore 19 italiane di oggi, giovedì 20 agosto 2015, almeno secondo quanto dice la tv di Stato Ert, ma anche il quotidiano online Ekathimerini ne è convinto. Quest'ultimo sembra anche abbastanza sicuro sulla data del voto anticipato: il 20 settembre, tra un mese esatto. Tra le ipotesi fatte, però, ci sarebbe anche il 13 settembre oppure qualcuno immagina che possa slittare a ottobre.

Le dimissioni di Tsipras sono una conseguenza della spaccatura che si è venuta a creare nel suo partito, o meglio ad accentuare, nel corso della votazione sul terzo piano di aiuti dai creditori del valore di 85 miliardi di euro in tre anni. Il Parlamento greco l'ha approvato con l'aiuto dell'opposizione, perché una parte di Syriza era contraria. I contrasti dunque sembrano ormai insanabili e il Premier, invece di ricorrere a un voto di fiducia, questa volta sembra preferire le dimissioni a otto mesi dalla vittoria delle elezioni.

I colloqui con i creditori e l'accordo raggiunto che da molti è visto come una privazione della sovranità per la Grecia non ha fatto che creare spaccature all'interno del partito di governo. La crisi più evidente si è avuta già dopo il referendum del 5 luglio, quando, nonostante abbia vinto l'opzione desiderata da Syriza, ossia il rifiuto alle condizioni imposte dall'Europa, il ministro dell'Economia Yanis Varoufakis si dimise ritenendo di non poter più trattare in prima persona con i creditori e dichiarando poi in un'intervista di non essere d'accordo con i piani di Tsipras.

Da quel momento la situazione all'interno del partito è peggiorata ora dopo ora e accordo dopo accordo con i creditori, fino alla rottura definitiva proprio nel giorno in cui la Grecia ha ottenuto la prima tranche degli aiuti e ha pagato 3,4 miliardi di debiti alla Banca Centrale Europea.

In Grecia adesso c'è attesa per l'eventuale discorso di Tsipras che oggi è stato in riunione a lungo con i suoi consiglieri molto probabilmente per decidere la data delle elezioni.

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