Elezioni Parlamentari Turchia 2015: Erdogan ha la maggioranza assoluta. I curdi protestano

Erdogan conquista la maggioranza assoluta alle elezioni politiche anticipate del 1° novembre in Turchia.

Lunedì 2 novembre 2015 - Il partito di Recep Tayyip Erdoğan ha ottenuto il 49,35% dei voti e avrà diritto a 316 seggi su un totale di 550. L'AKP riconquista dunque la maggioranza assoluta in seguito al voto anticipato che ha visto un'affluenza dell'87,2%, superando dunque l'83,9% delle elezioni del 7 giugno scorso. Il partito filo-curdo Hdp entra in parlamento con il 10,6% dei voti e avrà 59 seggi.

Nella tarda serata di ieri e durante la notte ci sono stati scontri tra la polizia e i curdi a Diyarbakir, mentre a Nusaybin, una città curda che si trova nel Sud della Turchia al confine con la Siria, è esplosa un'autobomba e ci sarebbero numerosi feriti in seguito all'incendio che è scoppiato dopo la deflagrazione.

Maggioranza assoluta per l'AKP di Erdogan


Domenica 1 novembre 2015

19:05 - Con il 90% delle schede scrutinate è ormai certa la vittoria di Erdogan e del suo AKP che avrebbe raccolto, stando alle proiezioni attuali, il 51,30% dei voti che gli garantirebbero 326 seggi in parlamento, che significa avere la maggioranza assoluta. Deludono invece i partiti dell'opposizione, i repubblicani si fermerebbero al 23,19%, mentre l'HDP avrebbe addirittura perso terreno superando, con il 10,39% dei voti supererebbe a stento la soglia si sbarramento. L'MHP, partito dell'ultra-destra, raccogliere invece l'11,58% dei voti.

Ahmet Davutoğlu, fedele primo ministro di Erdoğan, ha pubblicato sul suo profilo Twitter un messaggio composto da una sola parola per celebrare la netta affermazione, "Elhamdülillah...", che si traduce con "Dio sia lodato".

Purtroppo arrivano notizie di scontri tra manifestanti e polizia a Diyarbakir, città nella zona sud-orientale della Turchia, sede del quartier generale dell'HDP. Le persone sono scese in strade per protestare dopo i deludenti risultati elettorali, la polizia è intervenuta con idranti per disperdere la folla.

16:10 - Una prima proiezione, con il 22% circa delle schede scrutinate, lascia ipotizzare una larga vittoria dell'APK di Erdogan che potrebbe arrivare a prendere il 56% dei voti. Male il Partito Popolare Repubblicano (CHP) che supererebbe di poco lo sbarramento del 10%, mentre il Partito Democratico curdo (HDP) non si sarebbe smosso dal 13% ottenuto lo scorso giugno. Sono ovviamente dati che vanno presi con estrema cautela e potrebbero subire delle variazioni anche sostanziali.

16:04 - Sono chiuse le urne in tutta la Turchia. L'affluenza registrata dovrebbe essere molto alta, superiore a quella delle elezioni che si sono tenute in giugno. Facendo una proiezione in base alle prime schede scrutinate si potrebbe arrivare ad una percentuale pari all'86% degli aventi diritto al voto. Non sono ammessi gli exit poll, quindi per cominciare a poter valutare i primi risultati bisognerà aspettare qualche ora. Intanto si sono registrati momenti di tensione in alcuni seggi di Istanbul e Ankara.

1 novembre 2015 - La Turchia torna oggi al voto, a cinque mesi di distanza dall'ultima tornata che si concluse in pratica con un nulla di fatto. A giugno aveva vinto l'AKP di Erdogan, ma in numeri non erano stati sufficienti per raggiungere la maggioranza assoluta in parlamento, servono 276 seggi sui 550 disponibili, e presto erano naufragati anche i tentativi di formare una coalizione. Ovviamente era ancora più lontano l'obbiettivo di raggiungere 330 seggi, il numero necessario per modificare la costituzione e poter quindi realizzare il progetto di trasformare la Turchia in una repubblica presidenzialista. Per questo il leader dell'AKP era stato alla fine costretto a indire le nuove elezioni anticipate.

Da allora non è che lo scenario politico sia cambiato molto, ma la Turchia ha attraversato mesi molto difficili, scossi da attentati sanguinari. Il primo è quello del 20 luglio a Suruç dove avevano perso la vita 32 persone, il secondo, molto più drammatico, quello dello scorso 10 ottobre che è costato la vita a 102 persone. In entrambi i casi ad essere colpite sono state delle manifestazioni pacifiste a cui partecipavano per lo più giovani curdi. Nel frattempo il paese ha dovuto gestire la questione profughi dalla Siria ed è stato attraversato da molte tensioni interne. Sono stati oltre 200 gli attentati a sedi o militanti del Partito Democratico Curdo (HDP), la pressione sulla stampa e sui gruppi editoriali non allineati è cresciuta a dismisura.

Riuscirà Erdogan ad avere la maggioranza assoluta?

Ma in fondo il quesito è lo stesso di qualche mese fa: riuscirà Erdogan a conquistare la maggioranza assoluta? Stando ai sondaggi sembra che anche questa volte i numeri potrebbero non essere sufficienti. L'HDP nella scorsa tornata elettorale aveva conquistato un inatteso 13% dei voti, se dovesse ripetere o migliorare l'exploit allora ci si potrebbe ritrovare di nuovo in una situazione di stallo. Per Erdogan in pericoli però arrivano anche dall'interno del suo partito. Un gruppo di membri più moderati, tra cui molti nomi di spicco, sarebbero pronti a fuoriuscire dall'APK per fondare una formazione nuova e autonoma, pronta ad allearsi con l'opposizione. Questo segnerebbe quasi sicuramente la fine di Erdogan e del suo progetto.

Al voto oggi sono attesi quasi 55 milioni di cittadini, a vegliare sulla sicurezza delle elezioni ci saranno oltre 400 mila soldati, la tensione e il livello di guardia sono altissimi. Secondo alcuni membri dell'opposizione gli aventi diritto al voto sarebbero aumentati a dismisura rispetto a cinque mesi fa, la spiegazione ufficiale è che ci sono nuovi maggiorenni che possono votare. Secondo le opposizione sarebbero state assegnate molte nuove cittadinanze lampo a persone che, per questo, daranno il loro voto a Erdogan. Le opposizioni ovviamente paventano anche il pericolo brogli, a vegliare sulla regolarità delle elezioni ci saranno circa 600 mila volontari, di cui almeno un decimo vicini all'HDP.

GLi orari e la legge elettorale turca

Le elezioni avranno luogo oggi in tutto il paese, avranno diritto al voto anche 2,9 milioni di cittadini registrati all'estero. Le urne apriranno alle 7 del mattino (le 5 in Italia) nella parte est del paese e alle 8 nella parte ovest. La chiusura è invece fissata per le 16 nella parte orientale e un'ora dopo nella parte occidentale, questo per motivi di fuso orari differenti. Saranno circa 175 mila i seggi. In Turchia c'è un parlamento composto da 550 membri, chi viene eletto resta in carica per 4 anni. Il sistema è quello proporzionale, le liste vengono presentate negli 81 diversi distretti. Per entrare in parlamento è previsto il superamento di uno sbarramento del 10%, una soglia considerata troppo alta dagli analisti internazionali.

Elezioni anticipate in Turchia, al voto il 1 novembre

483653512.jpg

Il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha confermato oggi le indiscrezioni diffuse ieri da fonti del suo partito, l’Akp, secondo cui il Paese va verso elezioni anticipate: annunciando la formazione di un governo ad interim per la gestione dello stato di cui faranno parte sia parlamentari che tecnici, Erdogan ha infatti detto che le prossime elezioni si terranno il 1 novembre.

Si tratta di un vero e proprio colpo di scena che rimette in discussione molti aspetti politici della grande repubblica a cavallo tra Europa ed Asia.

La Turchia era andata al volo soltanto lo scorso 7 giugno e l'effetto del voto è stato altamente destabilizzante per la politica nazionale del Paese: nessun partito infatti è riuscito a dare vita ad un esecutivo dopo che l’Akp (al potere dal 2002) non era riuscito a conquistare la maggioranza, fermandosi a 258 deputati su 550.

Il vero e proprio exploit del partito curdo dell’Hdp di Selahattin Demirtas, che per la prima è riuscito a superare la soglia del 10% ed entrare in Parlamento con 80 deputati, ha ulteriormente complicato le cose per Erdogan. Il premier uscente, Ahmet Davutoglu, dimissionario appena tre giorni fa, sarà probabilmente incaricato di formare il nuovo governo ad interim.

Nel Paese il clima resta rovente: ieri sera, riferiva l'agenzia stampa Dogan, le forze di sicurezza hanno condotto a Istanbul e Mersin, nel sud della Turchia, un'operazione antiterrorismo contro il gruppo di estrema sinistra Dhkp-C (Partito rivoluzionario di liberazione del popolo), che due sere fa ha rivendicato l'attacco contro gli agenti di polizia davanti all'ingresso di Palazzo Dolmabahce, fermando più di 40 persone.

Secondo molti l'intenzione di Erdogan è cercare di marginalizzare in particolare il partito curdo Hdp: dopo la ripresa degli scontri e delle schermaglie con la minoranza curda e dopo l'inasprimento degli scontri tra militanti del Pkk e Polizia l'intenzione del Presidente sarebbe quella di evitare, con le nuove elezioni, che i curdi entrino nuovamente in Parlamento. L’esito del voto di giugno infatti è stata una dura sconfitta per Erdogan, il quale puntava ad ottenere la maggioranza dei due terzi necessari per modificare la costituzione e mutare da parlamentare a presidenziale la natura della Repubblica turca.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO