Egitto, 3 anni di carcere ai tre giornalisti di Al Jazeera

I tre giornalisti erano stati condannati nel giugno dello scorso anno, ma la Cassazione aveva annullato la sentenza con rinvio.

Un giudice egiziano ha condannato oggi a tre anni di carcere i tre giornalisti di Al Jazeera finiti in manette il 29 gennaio 2013, l’australiano Peter Grest, l’egiziano-canadese Mohamed Fahmi e l’egiziano Baher Mohammed, accusati di aver diffuso in favore del deposto presidente Mohamed Morsi e dei Fratelli Musulmani in occasione del colpo di stato che due anni fa portò alla sua caduta.

I tre giornalisti erano già stati condannati nel giugno dello scorso anno - sette anni per Peter Greste e Mohamed Fahmi, dieci per Baher Mohamed - ma pochi mesi dopo la Corte di Cassazione annullò quel processo con rinvio, sostenendo che non furono presentati elementi sufficienti a provare la colpevolezza dei tre giornalisti.

Pochi giorni dopo quella decisione, Peter Grest fu rilasciato su cauzione e rimandato in Australia, e anche ai due colleghi fu concesso la libertà in attesa del nuovo processo.

Oggi la nuova sentenza di colpevolezza, pronunciata dal Hassan Farid che ha deciso di non riconoscere i tre uomini come giornalisti. Non riconoscendoli come tali, il giudice li ha condannati per aver operato senza licenza per la stampa e per aver diffuso informazioni dannose per il Paese.

La sentenza è stata accolta da un boato di protesta, in presenza di due dei tre imputati. Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, accompagnati nell’aula della prigione di Tora, nel governatorato di Helwan, dai familiari e dal pool di avvocati difensori, sono stati presi in custodia dai militari subito dopo la lettura del dispositivo.

Peter Greste, condannato in sua assenza, è corso a manifestare tutto il proprio sdegno sui social network e attraverso gli organi di stampa:

L’accusa non è riuscita a presentare alcuna prova dei nostri errori ed essere condannati come terroristi senza alcuna prova è francamente oltraggioso. Dobbiamo continuare a combattere.

Immediato anche il commento dell’avvocato Amal Clooney, difensore di Mohamed Fahmi, che ha già annunciato il ricorso contro la sentenza:

E’ un oltraggio. Il verdetto di oggi manda un messaggio molto pericoloso in Egitto. Io e l’ambasciatore canadese stiamo tenendo una serie di incontri con ufficiali del governo egiziano per tentare la deportazione del signor Fahmy in Canada e la grazia completa.

Anche gli avvocati difensori degli altri due giornalisti hanno annunciato che ricorreranno in appello contro la sentenza odierna.

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