I dati sui flussi migratori nel Mediterraneo

Secondo i dati dell’UNHCR gli sbarchi in territorio greco sono stati più del doppio rispetto a quelli sulle coste italiane

Gli arrivi dei migranti, rifugiati politici e non, sulle coste italiane sono al centro delle cronache e con il passare delle settimane il tema è divenuto centrale anche nel dibattito politico, divenendo una ghiotta “occasione” per le forze di destra a corto di proposte politiche concrete.

Intorno agli sbarchi e, ora, alle marce che dall’Est Europa cercano un futuro migliore nei Paesi europei in cui l’austerity non ha ancora spazzato via quel che resta del Welfare si costruiscono le narrazioni dei partiti manifestatamente populisti, quelli che hanno bisogno di un nemico esterno per garantirsi visibilità voti e sopravvivenza.

I numeri dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) servono a fare chiarezza, a capire quali sono le rotte e qual è la reale entità di questa crisi della quale l’Europa che ora ne subisce gli effetti è stata in parte la causa scatenante.

I Paesi di provenienza

Secondo i dati attualmente in possesso dall’UNHCR gli arrivi via mare nel 2015 sono stati 366.402: quasi la metà dei profughi proviene dalla Siria (49%), il 12% dall’Afghanistan, l’8% dall’Eritrea, il 4% dalla Nigeria, il 3% dall’Iraq, mentre seguono con percentuali inferiori Somalia (3%), Sudan (2%), Gambia (2%), Bangladesh (1%) e Senegal (1%).

I Paesi di arrivo

La Grecia è il Paese che ha subito il maggiore flusso di arrivi: 244.855 persone dall’inizio dell’anno, più del doppio rispetto ai 119.500 dell’Italia, mentre sulle coste spagnole sono stati registrati 1.953 arrivi. Sono invece 94 gli arrivi registrati a Malta.

L’escalation dei mesi estivi

L’escalation degli arrivi negli ultimi tre mesi è impressionante. Se nel mese di gennaio erano giunte 5.546 persone e nel mese di febbraio 7.343, la primavera e l’estate hanno portato a un aumento esponenziale degli sbarchi: 53.987 persone in giugno, 73.261 persone in luglio, 142.563 persone in agosto. Numeri alla mano, gli arrivi del mese di agosto 2015 sono di poco inferiori ai 152.262 dell’intero triennio 2011-2013. Gli sbarchi registrati in luglio e agosto dall’UNHCR (215.824) equivalgono a quelli dell’intero 2014 (216.054) che già aveva più che triplicato il precedente record di sbarchi (70.402) risalente al 2011.

Il numero delle vittime


Anche il numero dei morti e dei dispersi resta altissimo: nel 2011 le vittime erano state 1500, nel 2014 3.500 e nei primi 8 mesi di quest’anno sono state 2.800.

I dati demografici


Il 75% dei profughi giunti sulle coste europee è rappresentato da uomini adulti, il quarto restante è quasi equamente diviso fra bambini (13%) e donne adulte (12%).

Le rotte

Due sono le principali rotte: quella italiana e quella balcanica. Dall’Italia (cha accoglie profughi provenienti Tunisia, Libia, Egitto, Turchia e Grecia) i migranti puntano a raggiungere la Francia e il Nord Europa. L’altra rotta è quella che dalla Grecia passa attraverso Macedonia e Serbia per raggiungere l’Ungheria. Proprio in queste ore, i rifugiati che per alcuni giorni si sono radunati davanti alla stazione ferroviaria di Budapest stanno raggiungendo Austria e Germania. In Spagna sono giunti prevalentemente cittadini marocchini.

Via | UNHCR

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