Podemos: l'economista Piketty diventa il consigliere economico del movimento anti-austerity

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Thomas Piketty, economista di fama internazionale e divenuto noto al grande pubblico dopo la pubblicazione del libro Il Capitale nel XXI secolo, ha scelto di sostenere Podemos. In vista delle prossime elezioni politiche spagnole di dicembre, l'intellettuale francese ha assunto il ruolo di consigliere economico del movimento nato dalla protesta degli Indignados.

Ad annunciare la collaborazione con Podemos è stato lo stesso Piketty, durante una conferenza stampa congiunta con il candidato premier Pablo Iglesias. I due hanno fatto sapere che si metteranno al lavoro per presentare "un piano integrale di lotta alla povertà". L'obiettivo è quello di mettere in campo politiche credibili per contrastare le diseguaglianze della società spagnola e per favorire la "democratizzazione" dell’Eurozona.

"C'è necessità di forze politiche nuove per cambiare la maggioranza globale in Europa", ha dichiarato l'economista, che già da gennaio intrattiene relazioni con il movimento anti-austerity iberico. Il direttore della Scuola di studi superiori in scienze sociali di Parigi, dunque, non sarebbe del pare di un'uscita dalla moneta unica (ipotesi mai avvalorata nemmeno da Podemos), ma di costruire un nuovo modello europeo a partire dall'affermazione di soggetti sociali in grado di fare fronte comune.

Quest'anno Piketty ha rifiuto la Legione d'Onore, affermando che non è compito di un governo quello decidere chi è degno di onorabilità. Inoltre, ha mollato da tempo il Presidente Francois Hollande, che aveva appoggiato alle scorse presidenziali. A determinare la rottura è stato il nuovo corso economico inaugurato dal governo Valls e dal ministro dell'Economia, Macron. La flessibilità del mercato del lavoro e il taglio alle spese sociali non sono per nulla piaciute all'economista della gauche.

Iglesias ha sempre dimostrato ammirazione per le tesi del suo nuovo consigliere. Fra queste c'è anche una tassa globale sulla ricchezza per mettere un freno delle diseguaglianze, che secondo Piketty sono destinate ad accentuarsi in rapporto ad una strutturale disparità tra il tasso di rendimento di capitale e quello di crescita economica. Ma la mossa di Podemos di coinvolgere l' "economista-star", molto probabilmente, va oltre la sintonia culturale.

Dopo la buona affermazione alle elezioni locali e regionali, determinata anche dal sostegno a movimenti cittadini radicati sul territorio, Podemos è in caduta libera nei sondaggi. Secondo le ultime rilevazioni, il Partito Popolare raggiungerebbe il 28,2% dei voti, i socialisti il 24,9%, mentre il movimento di Iglesias otterrebbe un deludente 15,7% (a gennaio aveva quasi 13 punti in più). Dunque coinvolgere Piketty serve sì a dare autorevolezza ad un futuro programma di governo, ma anche ad attirare l'attenzione dell'elettorato di sinistra.

Quest'ultimo, in parte, non ha gradito il no "urlato" ad una coalizione con Sinistra Unita e palesa una certa disillusione dopo la sconfitta di Tsipras nella trattativa a Bruxelles. Ora che in Grecia Syriza rischia di non tornare al governo, in molti temono che una Spagna a guida Podemos, sul tema della ristrutturazione del debito, potrebbe ben poco da sola in Europa.

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