L'Articolo 2 della riforma del Senato: che cos'è e cosa dice

Che cosa dice l'articolo 2 della riforma del Senato e perché fa litigare il Partito Democratico.

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Ma che cos'è questo articolo 2 della riforma del Senato e perché sta creando tutto questo caos all'interno del Partito Democratico, mettendo anche a repentaglio l'approvazione stessa di una delle riforme cardine dell'azione di governo? Si tratta di uno degli articoli decisivi, che regola la composizione e la modalità di nomina di coloro i quali faranno parte del nuovo Senato.

Cosa dice l'articolo 2? "Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. (I consigli regionali) eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti".

Messa così, è chiaro, non può che trattarsi di una elezione indiretta, di secondo grado. Gli elettori eleggono i consigli regionali e sarà poi compito dei consiglieri regionali decidere chi mandare nel nuovo (e depotenziato) Senato. Qual è il pomo della discordia? Ormai non ci sono più problemi di sorta sul fatto che il nuovo Senato avrà solo 100 componenti, tutta la bagarre si concentra su modifiche - richieste dalla minoranza Pd - che rendano il Senato elettivo.

Il problema è che l'articolo 2 è già stato approvato in doppia lettura, modificarlo significherebbe ripartire con ulteriori passaggi tra Camera e Senato, allungando notevolmente i tempi. Ma c'è di più: non si può modificare l'articolo 2, essendo già stato approvato senza emendamenti per due volte (il Senato, in questa situazione, può discutere solo emendamenti introdotti dalla Camera). Anche qui, però, c'è una controversia non da poco: alla Camera l'articolo 2 è stato approvato con una formula che recitava: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti" (cosa che, peraltro, rendeva possibile l'elezione diretta). Al Senato, invece, la formulazione è stata cambiata in quella attuale: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti". Una modifica, quindi, c'è: l'articolo 2 non è stato approvato uguale nelle due camere.

l problema è che questa modifica non è stata introdotta con un emendamento, e quindi non si potrebbe cambiare nuovamente. Se non fosse che c'è un precedente del 2005 in cui si è deciso diversamente. La questione è cavillosa ed è il presidente del Senato Grasso che si sta occupando di dirimerla (senza però voler anticipare quale sia la sua opinione).

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