Denuncia dei clandestini in ospedale e rischio di epidemie: tutto previsto?

La decisione di ieri del governo di permettere ai medici di denunciare i clandestini ha suscitato aspre polemiche un po' dappertutto e molti - da alcuni lettori di polisblog all'autorevole Medici Senza Frontiere - hanno segnalato il pericolo che ciò possa "aumentare i fattori di rischio per la salute collettiva” o, per dirlo più semplicemente, portare al diffondersi di epidemie.

Quello che è stupefacente è però che nessun commentatore - a quanto mi risulta - abbia avanzato il sospetto che questa possibilità possa essere non un effetto involontario della misura promossa da PDL e Lega Nord ma, al contrario, una conseguenza prevista, parte di un piano più ampio di gestione del consenso e repressione dell'immigrazione.

Mettiamo che, come successo qualche tempo fa a Milano, alcuni clandestini mostrino i sintomi di una grave malattia infettiva da tempo scomparsa dalle nostre parti. Ipotizziamo poi che - a differenza di quanto avvenuto in quel caso - gli immigrati decidano di non farsi curare per paura della denuncia, e che questo conduca ad un diffondersi dell'epidemia, anche tra gli italiani.

Un focolaio di lebbra (ma potrebbe trattarsi di qualsiasi altra malattia del genere) avrebbe un impatto emotivo e mediatico senza precedenti sull'opinione pubblica, dando corpo reale ad uno degli stereotipi più beceri che circondano l'immigrazione, ovvero l'idea che "gli stranieri ci portano le malattie". Una sorta di riedizione riveduta e aggiornata del mito del "forestiero untore" di qualche secolo fa.

Il paese sarebbe a quel punto in uno stato ideale per accettare ulteriori inasprimenti della linea del governo sull'immigrazione, che potrebbe oltrepassare quei limiti che finora non si è osato superare: un esempio potrebbe essere la realizzazione di quelle espulsioni collettive che - benché vietate dall'UE - erano state ventilate da molti all'epoca del caso Reggiani.

Tra questi anche l'allora leader di AN Gianfranco Fini, che da quando è Presidente della Camera gioca a fare il moderato sull'immigrazione per pure ragioni di strategia politica, ma non è nuovo a sortite di questo genere quando invece le elezioni si avvicinano.

Fantapolitica? Dietrologia? Paranoie da blogger di sinistra? Può essere, e spero francamente di sbagliarmi. Tuttavia, come ama ripetere un altro personaggio oscuro della storia della nostra tormentata repubblica: "A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca". Voi cosa ne pensate?

Foto: Wikipedia.

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