Repubblica italiana e ddl 733: la nuova civiltà dell'odio

dal blog di carotenutoE' una sensazione che si respira da giorni. Quella di vivere in un paese diverso, cambiato, decisamente più freddo, più buio. Giuseppe D'Avanzo su Repubblica la definisce la nuova civiltà dell'odio, quella che "Per un atto di ossequio politico ai desideri xenofobi della Lega, si sono dichiarati inattuali i diritti degli uomini, delle donne, dei bambini che non sono nati qui da noi, che non sono cittadini italiani"; i medici definiscono il ddl approvato ieri stolto e inattuabile prima che crudele e fascista, la Cei lo chiama disumano.

Eppure i politici italiani, forti della loro maggioranza e intransigente arroganza, vanno avanti, fanno finta di niente, quasi non c'entrassero loro con quello che sta accadendo. Tempi bui. Questi, sono i politici che gli elettori italiani hanno votato, sull'onda culturale e securitaria costruita negli ultimi vent'anni. Qui sta uno degli snodi fondamentali, per capire l'oggi. Com'è stato possibile arrivare a quello che D'Avanzo chiama il passaggio da una "democrazia liberale" ad una "democrazia autoritaria"?

Uno spunto ce lo offre il sociologo dei media Steve Macek, che ha studiato la costruzione dell'emergenza sicurezza negli Stati Uniti. Nel suo libro "Urban Nightmares" (incubi urbani), analizza come i principali network televisivi degli Stati Uniti hanno raccontato la realtà delle città. Centinaia di storie sulla violenza, il disordine, il degrado morale e l'illegalità. Attraverso un caos filtrato da commenti di "esperti" perlopiù destroidi e conservatori, i network contribuiscono secondo Macek ad appiccare il "panico morale" che distrae da ciò che veramente accade nelle metropoli.

La demonizzazione di alcuni gruppi sociali e sottoculture è uno dei modi per canalizzare la rabbia per anni di forte diseguaglianza, crescente disoccupazione, deindustrializzazione, etc. E' molto più semplice far pensare che i rumeni sono cattivi e violenti, piuttosto che spiegare come la classe politica in questi anni abbia creato delle periferie che sono veri e propri deserti abbandonati a se stessi nell'incuria e nello squallore. Hanno più responsabilità della situazione odierna i migranti o forse il sistema economico e chi da vent'anni ci governa autoperpetuandosi come "nuova politica" ? Perchè sono più di vent'anni che Berlusconi, Veltroni e soci governano.

I tagli al welfare sociale sono drammatici e aumentano insicurezza e clandestinità, eppure sembra che la popolazione italiana guardi con simpatia ai tagli che lasciano a terra i più poveri, perchè l'idea comune oggi in questo triste paese è che chi non ce la fa da solo sia un fannullone, un buono a nulla, un perdente. L'eterna passione dell'Italia per l'autoritarismo sembra avviata all'ennesima puntata, perchè se passano leggi come il ddl di ieri sulla sicurezza significa che questo paese non ha memoria.

Foto/ via Giornalismo partecipativo

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