Burkina Faso, terminato il colpo di stato: si arrende Diendéré

Si è arresto il capo dei golpisti burkinabe: una vittoria del popolo per il popolo

2 ottobre 2015 - Dopo una lunga fase di stallo, nel corso della quale ci si è trovati nuovamente sull'orlo della crisi politica, il generale golpista Gilbert Diendéré si è arresto alle forze armate burkinabe, uscendo dalla residenza del nunzio apostolico (l'ambasciatore della Santa Sede a Ouagadougou) presso la quale si era rifugiato martedì con la moglie ed altri soldati golpisti per meglio negoziare i termini della resa, e consegnandosi ai militari.

Il generale si trova ora agli arresti nella gendarmeria Paspanga ed è a disposizione della giustizia militare, che con ogni probabilità lo giudicherà in base alla legge marziale. Per quanto riguarda il tenente colonnello Mamadou Bamba, divenuto famoso in tutto il mondo perchè fu lui ad annunciare alla TV di stato la caduta del governo di transizione democratico e l'iniziativa dei golpisti per la presa del potere, è stato arrestato dopo giorni di dura resistenza, infranta dai colpi di obice dei militari (sembra addirittura senza spargimenti di sangue), arrendendosi con altri sei golpisti dell'RSP.

Intervistato da RFI poche ore prima della resa il generale Diendéré ha comunicato di volersi mettere a disposizione del tribunale militare e di essere "pronto per essere giudicato": non c'è stato nessun rimpianto per quanto fatto, ma un'unico grande interrogativo che certamente rappresenterà nel tempo un tarlo importante per il generale: "Il mio unico rammarico è proprio aver fatto il colpo di stato" ha confessato il generale di brigata alla testata francofona.

1 ottobre 2015 - Se nelle ore successive "la resa" dei golpisti alle forze armate e il decreto presidenziale che scioglieva la milizia presidenziale RSP (responsabile del golpe, con a capo il generale Gilbert Dienderè) sembrava che la situazione potesse rapidamente raffreddarsi, sopratutto nella capitale Ouagadougou, dallo stallo alla messicana si è passati rapidamente ad una nuova situazione di crisi, con i golpisti che sembrano molto poco disposti a farsi da parte.

Eppure era stato lo stesso generale Dienderè governo ad interim ha confermato che nella capitale Ouagadougou i militari hanno preso il controllo delle caserme della guardia presidenziale, che all’inizio del mese ha tentato un colpo di stato nel paese a dichiararsi disponibile alle trattative ed alla smobilitazione delle forze golpiste dell'RSP, anche se unicamente sotto la supervisione dei delegati ECOWAS riuniti in Burkina Faso proprio per trovare una soluzione pacifica alla crisi innescata dal tentativo di colpo di Stato. Ieri il governo ad interim ha confermato che nella capitale Ouagadougou i militari delle forze armate hanno preso il controllo delle caserme della guardia presidenziale, evitando però di specificare il numero dei morti.

Da giorni le forze armate stanno trattando con i vertici dei golpisti affinchè Dienderè si consegni alle autorità ordinando il deponete le armi si suoi fedelissimi: messo sotto pressione, grazie anche a violentissimi colpi di obice sul suo quartier generale, Gilbert Dienderè si sarebbe rifugiato con gli ultimi fedelissimi presso Ouaga 2000, ospite di un'enclave diplomatica straniera, nello specifico dal nunzio apostolico Piergiorgio Bertoldi, come da lui stesso confermato al Badische Zeitung. Una posizione decisamente controversa, quella del Vaticano, che mostra una sorta di spaccatura nella nunziatura burkinabè: appena una settimana fa Laurent Dabirè, vescovo di Dorì in Burkina Faso intervistato da Vita diocesana pinerolese e rilanciato da Radio Vaticana, si era espresso molto duramente nei confronti dei golpisti:

"I burkinabé sono stati umiliati, feriti profondamente da questa ribellione scoppiata per motivi ancora non chiari a nessuno, ma sono decisi a non ammettere più imbrogli e imbroglioni, né repressioni con la forza. Se Dienderè non si piegherà alla ragione ci saranno tempi duri. [...] I giovani meritano di essere aiutati perché cercano il loro futuro in loco. Se, però, perdono fiducia, l’emigrazione diventerà difficile da fermare".

In effetti i toni trionfalistici usati nelle ultime settimane proprio da Radio Vaticana, che ha raccontato "la gloria del popolo e dell'esercito burkinabe" che è riuscito a scacciare i golpisti senza colpo ferire, stonano fortemente con la tutela della nunziatura apostolica garantita agli stessi golpisti, fedelissimi di quel Blaise Compaoré che ha governato il Paese con pugno di ferro per quasi 30 anni e cacciato dal popolo burkinabe un anno fa. Ufficialmente la nunziatura starebbe trattando la resa definitiva del generale, ma la mente corre a quell'incontro tra il generale golpista Gilbert Diendéré ed il Presidente del Niger Mahamadou Issoufou: il nunzio apostolico Bertoldi infatti è responsabile delle diocesi del Burkina Faso e del Niger.

Il centro della capitale resta completamente bloccato, teatro di aspri scontri tra le forze armate e gli ultimi irriducibili golpisti, e non è ancora certo il numero delle vittime e se queste siano militari o civili.

Ufficialmente non ci sono state vittime negli scontri a fuoco di ieri, scrive RFI, e ieri il presidente del governo di transizione Michel Kafando ha lodato l'operato delle forze armate.

23 settembre 2015, ore 10:24 - Le forze armate del Burkina Faso, fedeli al governo di transizione che dovrebbe condurre il Paese a nuove elezioni, e i militari golpisti dell'RSP fedeli al generale Gilbert Dienderè hanno firmato un accordo in cinque punti per evitare ogni tipo di scontro e trovare una soluzione allo stallo venutosi a creare dopo il fallimento del golpe e l'intervento della comunità internazionale africana.

L'accordo è stato firmato dalle due parti, Abdoulaziz Korogho, capo del corpo ad interim del RSP, e quattro ufficiali inviati dallo stato maggiore dell'esercito, davanti Mogho Naba, re dei Mossis e principale autorità morale in Burkina Faso.

1- RSP accetta la delimitazione della zona di influenza al campo Naba Koom 2 e nei dintorni;
2- RSP cede alle forze armate tutti i checkpoint installati nella città di Ouagadougou;
3- Le truppe dell'esercito regolare dovranno ritirarsi di 50 km all'inizio del blocco;
4- Almeno 72 ore concesse al RSP per stabilire la propria zona d'influenza.
5- Garantire la sicurezza del personale e delle famiglie del RSP.

Questa mattina gli emissari dell'ECOWAS, che stanno mediando per una soluzione pacifica al golpe, si incontreranno con il generale golpista per una nuova fase di trattative.

19:55 - In un'intervista pubblicata da RFI sul proprio sito internet al generale Gilbert Dienderè dal quartier generale dei golpisti in Burkina Faso, la presidenza a Ouagadougou, il generale si è detto intenzionato a non cedere di un centimetro alle richieste del governo transitorio in merito allo scioglimento dell'RSP, il Reggimento di Sicurezza Presidenziale dell'esercito cui fanno capo i golpisti puchisti:

"Attendo i risultati della riunione della ECOWAS (la Cédéao, Comunità economica dei Paesi dell'Africa dell'Ovest). E' in corso un vertice speciale per discutere della crisi in Burkina Faso e di raggiungere un accordo a seguito delle discussioni che hanno luogo prima di ieri. [...] Nessuno in Burkina Faso cerca lo scontro [...] aspettiamo l'esito della riunione ECOWAS"

Il generale tuttavia non specifica che tipo di "concessioni" siano disposti a fare i golpisti per andare incontro alle richieste del governo transitorio, ripetendo di non avere alcuna intenzione "di lottare, ma ci difenderemo ugualmente" nel caso di attacco al palazzo. I 1300 soldati al suo comando però sembra che non possano essere in grado in alcun modo di fronteggiare le forze armate burkinabe, anche se il generale stesso lascia intendere di avere la disponibilità di ulteriori aiuti (che si traduce con soldati provenienti dall'estero, sembra dalla Costa D'Avorio).

La situazione di stallo resta quindi congelata, nella speranza che la nottata trascorra tranquillamente come quella di ieri, in attesa dell'esito della riunione della Comunità economica.

17:13 - La fase di stallo in Burkina Faso vive in queste ore nuovi ed interessanti capitoli: verso mezzogiorno di oggi le forze armate lealiste si sono schierate alla periferia della capitale Ouagadougou intimando ai golpisti puchisti la resa delle armi e consigliando alla cittandinanza di ritirarsi nelle abitazioni per evitare che la presenza di gente in strada possa essere il pretesto dei golpisti per nuove violenze.

Nel frattempo, poco fa il Il Presidente della transizione ad interim e Presidente del Consiglio Nazionale di transizione (Cnt) ha firmato un decreto legge con il quale ordina la dissoluzione dell'RSP (Reggimento di Sicurezza Presidenziale, cui fanno riferimento i golpisti puchisti). Una mossa importante, che di fatto mette fuorilegge chiunque indossi una divisa marchiata RSP, arrogandosi questo o quel potere. Da oggi chiunque combatterà con l'uniforme del RSP verrà considerato un disertore e traditore della Patria.

L'esercito golpista e il generale Dienderè sembrano però determinati a difendere se stessi, nonostante l'accerchiamento delle forze armate, sostenute dalla popolazione burkinabè, che ha marciato sulla capitale negli ultimi due giorni con un fiume di "uomini e donne liberi" che danno il nome al paese africano. I manifestanti urlano slogan che richiamano a Thomas Sankara.

11:36 - Gilbert Dienderè, capo della giunta militare golpista che ha tentato il colpo di Stato pochi giorni fa in Burkina Faso, con un messaggio alla televisione ha ordinato, ieri sera, il rilascio di Zida e degli altri membri del governo di transizione verso le elezioni di novembre e la democrazia.

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La déclaration du Chef de la junte, Gilbert Diendéré annonçant la remise du pouvoir à la Transition civile. Il a également annoncé la libération du premier ministre Isaac Zida (21 septembre 2015)

Posted by Radio Omégafm Officiel on Lunedì 21 settembre 2015

Questa mattina l'esercito regolare, sostenuto dalla popolazione e a sua volta sostenitore del governo transitorio, ha dato l'ultimatum ai golpisti del RSP: 10 ore per disarmarsi e lasciare i centri di potere. Nonostante le aperture infatti il capo dei golpisti Gilbert Diendéré, con alcuni fedelissimi, si sono rintanati al Palais de Kossyam e rifiutano di uscire.

La situazione di stallo che si è creata in Burkina Faso è certamente migliore di quella potenzialmente esplosiva di poche ore fa, quando i golpisti avevano imposto il coprifuoco scatenando la reazione della popolazione. Secondo molti i golpisti non hanno realmente intenzione di trattare e Diendéré starebbe lavorando non per lasciare il potere preso con la forza, bensì per dissuadere gli interlocutori internazionali delle sue buone ragioni, dipingendo il Burkina come un paese profondamente diviso, quale non è.

L'esercito regolare fedele al governo transitorio si è schierato a Ouagadougou lanciando l'ultimatum ai golpisti e chiedendo alla popolazione di ritirarsi in luoghi sicuri: secondo numerosi testimoni i militari si sarebbero schierati in atteggiamento di combattimento e sarebbero pronti ad intervenire con la forza.

22 settembre 2015, ore 09:14 - Mentre continua la marcia della gioventù burkinabè verso la capitale e mentre i militari fedeli al governo di transizione hanno chiesto la consegna incondizionata delle armi da parte dei golpisti, circa 1200 uomini, il Primo Ministro del governo di transizione del Burkina Faso Isaac Zida è stato rilasciato ed è stato in grado di lasciare il palazzo presidenziale di Ouagadougou per raggiungere la sua residenza ufficiale. Zida era bloccato dai golpisti dal 16 settembre scorso. Ieri sera il Presidente del Burkina Faso Michel Kafando si era recato nei locali dell'ambasciata francese perchè, scrive France Presse, "non si sentiva sicuro".

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Quand les sentinelles de la démocratie, le Peuple Burkinabé accompagnent sont Armée Républicaine, contre le RSP, voilà un peuple qui n'attend personne pour se libérée ! Le Peuple burkinabé est fière et digne. Les héritiers du Grand Thomas Sankara! "Tuez Sankara, des milliers de Sankara naîtront !"

Posted by L'idéologie Sankariste & Panafricaine on Lunedì 21 settembre 2015

Questa notte, riferisce RFI, non ci sarebbero stati scontri a fuoco tra le due fazioni e la Polizia, per la prima volta dall'inizio del colpo di Stato, avrebbe avuto la possibilità di pattugliare indisturbata le strade di Ouagadougou: un gesto che, spiega qualche analista, potrebbe far presagire la resa dei golpisti.

Nonostante le cose sembrano procedere nel verso giusto, verso una controrivoluzione nonviolenta da parte degli "uomini integri" del Burkina Faso, una società civile matura che vuole un paese moderno e democratico, i golpisti del RSP non sono ancora stati disarmati, come previsto dalla bozza di accordo, "senza spargimento di sangue".

21 settembre 2015, ore 16:38 - La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (CEDEAO) ha annunciato la bozza di un’intesa per superare la crisi, che prevede la partecipazione alle elezioni di candidati vicini all’ex presidente Blaise Compaoré e un’amnistia per i golpisti. La delegazione, guidata dal senegalese Macky Sall, ha posto in essere un progetto in 13 punti per arrivare a nuove elezioni entro novembre:

1. Il rilascio incondizionato dei persone detenute nelle Settembre 17 eventi
2. Ripristino delle autorità di transizione con Kafando come presidente
3. Ritiro del governo militare
4. Ripresa del processo elettorale con le elezioni entro e non oltre novembre
22. 5 Il ceni deve adottare tutte le misure necessarie per la nuova data
6. Il governo organizzerà le elezioni
7. La cnt astenersi dal legiferare su questioni diverse da quelle elezioni coperti e le conclusioni di questo accordo
8. Persone non ammissibili possono partecipare alle elezioni
9. Tutte le riforme profonde, come quelle relative alla riforma dell'esercito sarà lasciato alla discrezione del governo di transizione dopo
10. Cessazione della violenza
11. SDS garantire la sicurezza delle persone e delle merci in tutto il territorio nazionale
12. L'accettazione del perdono e l'amnistia per le conseguenze di questa crisi è stata
13. Il comitato dei mediatori "garantirà l'attuazione di queste raccomandazioni.

Martedì 22 settembre ad Abuja, in Nigeria, la bozza di accordo verrà presentata e discussa e probabilmente in quel momento Kafando e il governo transitorio potrebbe essere liberato dagli arresti. Uno dei punti fondamentali nella bozza di accordo, fortemente voluto dai militari golpisti vicini all'ex-presidente, prevede la partecipazione alle elezioni di candidati vicini all’ex presidente Blaise Compaoré e un’amnistia per i golpisti.

Secondo le notizie provenienti dal Paese, con le piazze in stallo ma sempre in fermento, la proposta prevede elezioni presidenziali e politiche entro il 22 novembre 2015, un modo piuttosto pragmatico per stemperare gli animi della gioventù burkinabe. I 13 punti sono però stati accolti in modo controverso dalla popolazione: si sono tenute manifestazioni sia a favore che contro la bozza messa a punto dalla Comunità degli stati, manifestazioni che si sono svolte davanti all’hotel di Ouagadougou dove i leader africani erano in riunione.

Di fatto questi 13 punti non soddisfano la maggior parte della popolazione burkinabe: in particolare i punti che riguardano un'amnistia per i golpisti e la possibilità per costoro di candidarsi, dopo la cacciata dello scorso anno di Compaorè. In molti infatti pensano che in questo modo si ceda alle richieste dei golpisti, legittimandone le azioni passate e presenti e ottenendo così un'accordo di comodo da loro imposto.

Nel pomeriggio di oggi inoltre tre unità dell'esercito lealista, fedele al regime transitorio rovesciato dal colpo di stato, di stanza nella provincia della Capitale hanno iniziato a farsi strada verso Ouagadougou: secondo lo stato maggiore dell'esercito burkinabè le colonne provengono da ovest (Dedougou e Bobo Dioulasso), est (Kaya e Fada N'Gourma) e nord (Ouahigouya). Nello stesso tempo i leader del colpo di stato militare ha chiesto alla RSP, fedele al governo transitorio, di deporre le armi.

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14.10 - Secondo quanto si apprende, l’hotel sarebbe stato preso d’assalto da manifestati sostenitori del colpo di Stato in Burkina Faso, arrivati nella struttura che avrebbe dovuto ospitare le discussioni coi mediatori regionali per arrivare a un patto finalizzato a ripristinare un governo civile ad interim.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver chiaramente riconosciuto alcuni dei manifestanti come militanti del partito politico Congresso per la Democrazia e il Progresso (CDP).

20 settembre 2015, ore 12:26 - Secondo le ultime notizie alcuni ambasciatori stranieri sarebbero chiusi nell'Hotel Laico di Ouagoudougou, capitale del Burkina Faso: tra loro ci sarebbero anche gli ambasciatori di Francia e Stati Uniti nel Paese, che avevano chiuso le ambasciate e ordinato l'evacuazione dei loro concittadini ancora presenti in Burkina Faso.

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AU SECOURS !! Nous sommes otages du RSP à l'hotel LAICO !! ICI A L'IMAGE, LES AMBASSADEURS REFUGIES DANS L'ASCENSEURFrance, USA ...Ils sont en train de fouiller l'hotel pour nous retrouver.

Posted by Souleymane Ouedraogo on Domenica 20 settembre 2015

19:37 - E' di almeno 10 morti e oltre 60 feriti il bilancio (provvisorio) dei morti nella capitale del Burkina Faso Ouagoudougou ma la gioventù burkinabè sembra non intenzionata a cedere alla violenza dei militari fedeli all'ex presidente Compaorè, destituito un anno fa.

I militari hanno imposto un coprifuoco ma per le strade le persone continuano ad erigere barricate e protestare fino allo scontro a fuoco: tra di loro ci sarebbero numerosi infiltrati dell'RSP (Régime de sécurité présidentielle, l'esercito), notizia confermata da numerose fonti sul posto, e "traditori" ex fedeli al partito al governo transitorio, il CDP.

Secondo quanto si apprende da diverse fonti locali che si trovano a Ouagoudougou i militari dell'RSP, dietro indicazione di questi "segnalatori" del CDP, setacciano (in borghese e su veicoli anonimi) casa per casa le abitazioni dei leader della protesta e di alcuni oppositori politici. Questa mattina si è tenuta una cerimonia di insediamento del generale Gilbert Diendéré al palazzo presidenziale Kosyam alla quale non era presente nessuno: i fedelissimi del generale sono andati a prendere gli assenti casa per casa e letteralmente trascinati alla cerimonia con la forza.

Secondo altre fonti non confermate nel paese sarebbe stata segnalata la presenza di soldati mercenari provenienti dalla Costa d'Avorio e dal Togo mentre la coalizione di opposizione politica Cadre de Concertation des Partis politiques (CCPP) fa appello alla popolazione affinchè si dia alla disobbedienza civile stando attenta agli spioni collaboratori dei golpisti.

La gioventù burkinabè, forte della memoria di Sankara e del desiderio ardente di uscire dall'oscurantismo e nel terrore nel quale i militari tentano di rigettare il paese, girano numerosi video con i loro telefonini e scattano tantissime foto postandole sui social network, in particolare su Facebook. Una sorta di "primavera burkinabe" con il dichiarato scopo di coagulare consenso internazionale: i manifestanti e i resistenti infatti si appellano alla "gioventù straniera" affinchè essi "sappiano ciò che sta succedendo in Burkina Faso":

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Posted by L'idéologie Sankariste & Panafricaine on Venerdì 18 settembre 2015

Al di là dei vuoti proclami di condanna (Nazioni Unite, Stati Uniti e sopratutto da parte della Francia, che invece alcune informazioni lasciano intendere che appoggi il colpo di Stato militare) la Svizzera ha deciso per prima di passare ai fatti e di sospendere gli aiuti diretti alle autorità governative del Burkina Faso dopo il colpo di stato, mantenendo tuttavia gli aiuti privati e della società civile. Gli aiuti diretti sospesi ammontano a circa 11 milioni l'anno. Berna condanna la presa in ostaggio del presidente di transizione e dei ministri e invita le parti al dialogo, precisa un comunicato del DFAE.

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Posted by L'idéologie Sankariste & Panafricaine on Venerdì 18 settembre 2015

Come scrive Marco Dotti, che si trova nella capitale burkinabè, i militari "cercano di fare leva sull’ignoranza e la disinformazione delle persone, ma non hanno capito che i tempi sono cambiati, che il mondo è cambiato": la speranza è che la primavera burkinabè si trasformi in una nuova alba per uno dei popoli più fieri d'Africa.

18 settembre 2015, ore 11:50 - L'esercito ha rovesciato il governo transitorio del Burkina Faso e gettato il Paese nel caos: durante la notte tra il 16 e il 17 settembre 2015 il Régime de sécurité présidentielle (RSP), l'esercito burkinabè che ha il compito di tutelare l'incolumità del Capo di Stato, ha arrestato il presidente di transizione del Burkina Faso, Michel Kafando e il primo ministro, Issak Zida. Altri membri del governo transitorio sono in stato di fermo: al momento, secondo quanto si apprende, solamente le donne con incarichi governativi sono state rilasciate.

La scorsa settimana era iniziata la campagna elettorale che avrebbe portato la popolazione alle votazioni l’11 ottobre: con un messaggio trasmesso sugli schermi della tv nazionale e via radio, i militari hanno annunciato ufficialmente che il Governo di transizione è stato sciolto.

Gilbert Diendéré, che in passato aveva ricoperto l'incarico di Capo di Stato Maggiore durante il lungo mandato presidenziale di Blaise Compaoré, è stato insediato come presidente e come tale ha ordinato un coprifuoco e la chiusura delle frontiere mentre l'ex-Presidente Compaorè, cacciato dal Paese da una sommossa popolare il 31 ottobre 2014, sarebbe arrivato a Brazzaville, in Congo, con un volo dal Marocco.

La popolazione burkinabè non sembra tuttavia disposta a tacere di fronte a questo ennesimo colpo di Stato: la memoria del socialismo panafricano di Thomas Sankara, che liberò il Burkina Faso e fu ucciso e rovesciato proprio da Blaise Compaorè (suo presunto amico e braccio destro), che ha tenuto il potere per decenni prima di venire destituito lo scorso anno, è ancora molto viva nella memoria della popolazione burkinabè.

A Ouagoudougou intanto la popolazione affolla le strade e si mostra poco disponibile ad abbassare la testa di fronte ai militari, che avrebbero massacrato decine di persone, arrestandone altrettante. Circa 1200 soldati preparati che in queste ore stanno setacciando Ouagadougou in moto per evitare assembramenti e manifestazioni. La rabbia della popolazione resta però palpabile, come dimostra questo video pubblicato su Facebook:

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Posted by L'idéologie Sankariste & Panafricaine on Giovedì 17 settembre 2015

"Vi ringrazio amici esteri e compagni. Pregate per noi. Quello che potere fare per noi è di informare l'opinione pubblica internazionale di quello che sta succedendo nel nostro paese perchè non non li lasceremo fare. La mia vita non è più preziosa di quelle che sono già cadute, la gioventù burkinabè combatterà fino alla vittoria finale. La patria o la morte!!"

dice il giovane burkinabè nel video. Stati Uniti, Unione Africana, Unione Europea e in particolare François Hollande, premier francese, hanno espresso la loro preoccupazione circa la situazione nel Burkina Faso ma sembra in realtà che la Francia abbia non poche responsabilità in quello che sta succedendo in Burkina Faso: in televisione e in radio infatti hanno parlato i leaders putchisti protagonisti del colpo di Stato, il Comandante della guardia presidenziale Aziz Korongo e sopratutto l'ex capo della guardia presidenziale, il luogotenente Celeste Coulibay, entrambi fuggiti dopo la destituzione di Compaorè lo scorso anno e rifugiatisi in un accademia militare in Francia.

Cherif Sy, Presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), ha denunciato che lo Stato è in ‘ostaggio’ e che ‘la Nazione è in pericolo’ invitando la popolazione alla rivolta. Gilbert Diendéré, nuovo capo di Stato imposto dai militari, ha garantito che le elezioni dell'11 ottobre si terranno regolarmente, spiegando che il golpe si sarebbe reso necessario per il clima di incertezza e tensione sociale dovuto alla fragilità del governo di transizione.

Le ultime notizie dalla piazza della Capitale sono che gruppi di giovani stanno ancora tentando di creare assembramenti e proteste, che ci sono stati spari e che i morti uccisi in piazza sono già una decina, oltre che centinaia gli arrestati e i feriti.

(in aggiornamento)

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