Direzione Nazionale PD, Renzi avverte Grasso e la minoranza sull' articolo 2

La Direzione Nazionale del Pd ha approvato all'unanimità la relazione del segretario Renzi. Le minoranze erano assenti.

19:16 - La Direzione Nazionale del Pd ha approvato all'unanimità la relazione del segretario Matteo Renzi. Stesso copione delle altre direzioni insomma (questa era la 25esima). Le minoranze erano assenti e dunque nessuno ha votato contro il segretario.

18:15 - Il Presidente del Pd Matteo Orfini ha detto che alle 19 la direzione nazionale voterà la relazione del segretario Matteo Renzi che durante il suo lungo discorso ha toccato molti argomenti, ma il più importante in questo momento è, ovviamente, quello della riforma costituzionale e in particolare il metodo di nomina dei futuri senatori. Il Premier ha detto a tal proposito che l'elezione diretta non può sussistere perché c'è già stata una lettura in doppia conforme, ma si può pensare a un meccanismo di indicazione dei senatori sul modello della Legge regionale Tatarella del '95.

Poi ha aggiunto che se il presidente del Senato Pietro Grasso dovesse aprire a modifiche all'art.2 "si dovrebbero convocare Camera e Senato perché saremmo davanti a un fatto inedito" e ha spiegato:

"Il passaggio delle riforme nasce in questa stanza. Il primo patto del Nazareno lo abbiamo fatto al nostro interno, quando prendendo atto della situazione del governo precedente abbiamo deciso di cambiare passo. Alla storiellina del golpe di palazzo fatto a sorpresa può andare bene per i talk show, ma non ci credono neppure i bambini. Siamo a un passo dal traguardo chiunque decida di interrompere questo percorso lo deve dire motivando le sue ragioni"

Il segretario ha poi fatto un paragone tra i Pd e la squadra di rugby giapponese che ha Mondiali ha battuto il fortissimo Sudafrica:

"La svolta su questa legislatura è stata quando abbiamo scelto di fare le riforme con una mossa che sembrava ardita. I giapponesi a sorpresa sono andati a punto provando il tutto per tutto. Una cosa che sembrava impossibile è stata realizzata, come sembravano impossibili un anno e mezzo fa le riforme fatte"

Su una possibile scissione in seno al partito Renzi ha detto:

"Le scissioni funzionano molto come minaccia, un po' meno nel passaggio elettorale. Chi di scissioni ferisce, di scissioni perisce"

alludendo anche alle elezioni in Grecia dove i partiti che si sono separati da Syriza sono usciti dal Parlamento.

Renzi ha parlato anche della riforma della scuola e del Jobs Act difendendo ovviamente l'operato del suo governo, mentre sulle pensioni ha detto:

"Condivido la linea di Padoan: i conti pensionistici non si toccano, non andiamo ad intervenire mettendo la voce più sui costi delle pensioni. Ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, per cui in cambio di un accordo si può consentire la flessibilità è un gesto di buon senso e buona volontà"

Renzi avuto modo di parlare anche di uno dei suoi principali avversari politici, Matteo Salvini, leader della Lega Nord, del quale ha detto:

"Cambia idea continuamente, è un surfista dell'istante"

Direzione Nazionale del Pd | 21 settembre 2015


Direzione Nazionale PD 21 settembre 2015

La Direzione Nazionale del PD si riunisce oggi, lunedì 21 settembre 2015, alle 15:30, per discutere della riforma costituzionale che sta è approdata al Senato.

Il segretario (nonché Premier) Matteo Renzi ha voluto convocare questa riunione per confrontarsi con la minoranza che nelle ultime ore lo sta punzecchiando parecchio.
Sembra uno dei classici incontri che Renzi fissa per mettere a tacere la minoranza del suo partiti a colpi di "alzata di mano", perché finora è sempre stato così: ci sono problemi nel Pd, una minoranza non è d'accordo con qualche decreto del governo, Renzi convoca la Direzione Nazionale, espone il suo punto di vista e la sua relazione viene approvata all'unanimità o quasi.

Vannino Chiti, uno degli esponenti della minoranza Pd, ha detto ad Adnkronos:

"L'esito della Direzione? Servirà solo a ribadire la linea della maggioranza"

Tuttavia ritiene che non ci saranno conseguenze dal punto di vista del voto in Parlamento, perché sulle riforme costituzionali c'è libertà di scelta.

L'ex segretario Pierluigi Bersani è tra coloro che sono contrari a un Senato non elettivo e ieri, a margine della Festa dell'Unità a Bologna, ha detto che per trovare l'accordo in seno al Pd "basta muoversi di un millimetro" e ha aggiunto:

"Se è vero, come si dice in questi giorni che c'è la disponibilità, necessaria e indispensabile, di toccare l'articolo 2 per riuscire ad affermare che decidono gli elettori, noi siamo a posto"

Intanto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha detto:

"Sono assolutamente fiduciosa che si arriverà all'approvazione delle riforme costituzionali entro il 15 ottobre. Lo abbiamo visto anche nei giorni scorsi, c'è un'ampia maggioranza in Senato. Al 90 per cento la riforma è condivisa, c'è ancora qualche punto da definire, siamo al lavoro e nei prossimi giorni definiremo i confronti. Va bene tutto, ma non possiamo neanche pensare che la minoranza possa mettere un veto all'interno di un gruppo, perché non lo sta facendo la maggioranza: a maggior ragione non si capisce sia la minoranza a farlo"

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