Monti si dimette, elezioni a febbraio! Chi in campo per l'alt al vendicativo Berlusconi?

Silvio Berlusconi e Mario Monti

Al colpo basso di Silvio Berlusconiuna orchestrata mossa di irresponsabilità politica dettata solo da interessi personali e di parte – il premier Mario Monti ha risposto tempestivamente e doverosamente con un atto di grande dignità, annunciando al presidente Napolitano le proprie irrevocabili dimissioni e quelle del suo governo. E adesso?

Dopo l’approvazione in tempi più rapidi possibili della legge di stabilità e dopo l’adempimento delle dovute incombenze istituzionali, altra strada non c’è, se non quella dello scioglimento delle Camere e chiamare gli italiani al voto politico anticipato nella seconda metà di febbraio 2012. Inutile girare attorno al pero: per l’Italia si aprono due mesi terribili, di campagna elettorale al calor bianco, con prospettive che a definire incerte è essere alquanto ottimisti.

Quello che si appresta a ridiscendere in campo è il peggior Berlusconi di sempre, animato solo da becero vittimismo e rancoroso spirito di rivincita. I “bravi” del Cavaliere fanno già circolare lo slogan beffardo quanto sinistro: “Stavolta non si faranno prigionieri”.

Ora, si sa, Berlusconi e i suoi sono “malmessi in arnese”, con la destra che sbracata così non è mai stata. Ma si sa anche che del governo “tecnico” la maggioranza degli italiani, più che apprezzarne il new style “europeo”, ha mal sopportato le continue gelate fatte di balzelli e tasse che hanno evitato all’Italia il precipizio ma non la ripresa. Inoltre, inutile nasconderlo, c’è una maggioranza silenziosa cui al solo sentire la parola “sinistra” viene l’orticaria e vede sempre in Pierluigi Bersani il nipotino di Palmiro Togliatti, alias il “servo” del Comintern pronto ad aprire le porte di Roma per l’ingresso dei … cosacchi con le rosse bandiere.

Che vogliamo dire? Che ancora una volta il Pd e il centro-sinistra (ma quale?) hanno dimenticato l’antico adagio: “mai dire gatto prima di averlo nel sacco”, sottovalutato la realtà, dando fin troppo precipitosamente per spacciato Berlusconi, e il berlusconismo, mettendosi a … giocare con le primarie, convinti oramai di non avere più avversari fuori dai propri recinti. E invece saranno due mesi nei quali – mentre la tenaglia della crisi non molla e i partiti si scanneranno fra loro- si giocano i destini del Paese.

Alla fine decideranno gli italiani alle urne, gente con la testa sulle spalle ma anche propensa a seguire le illusioni del pifferaio di turno. Scrive oggi Eugenio Scalfari su Repubblica:

«Molti dicono che il popolo sovrano è dotato di un deposito di saggezza che vede più lontano e più lucidamente di quanto non accada alla classe dirigente. Lo spero anch'io, ma non lo darei per scontato. Una parte importante di cittadini ragiona con la propria testa e tiene a bada quella parte emozionale che c'è in ciascuno di noi e che si regola sull'immediato presente. Ma un'altra parte vive di emozioni e dà retta a false promesse e ad illusioni prive di qualunque riscontro con la realtà. In ogni Paese esiste una massa di elettori che cade in preda a demagoghi e a venditori di paradisi artificiali, ma da noi purtroppo questa massa ha più consistenza che altrove. Chi pratica il gioco delle tre carte e chi vende San Pietro o il Colosseo ha sempre trovato compratori. Berlusconi è un venditore formidabile, in questo non ha rivali ed è la ragione per cui è già stato votato per cinque volte di seguito da milioni di italiani che hanno creduto in lui anche quando il Paese stava precipitando. E' possibile che gli credano ancora?».

Urge mettere in campo tutte le forze, idee, mezzi, uomini. E un leader candidato premier, capace di portare alla vittoria una coalizione di centro-sinistra. Il Pd e Bersani sono una base solida e indispensabile, ma insufficienti. Tocca ancora a Mario Monti, stavolta “politico”.

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