Sardegna, elezioni regionali: Renato Soru e la riduzione dei costi della politica


Tra 5 giorni gli abitanti della Sardegna saranno chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio regionale e scegliere, verosimilmente, tra il candidato alla residenza del centrosinistra Renato Soru e quello del Popolo della libertà Ugo Cappellacci.

Introdotto da Soru durante un incontro con gli elettori, il tema dei costi della politica è entrato nella campagna per le elezioni regionali. Secondo il candidato presidente dell'alleanza che fa capo al Partito democratico, deve essere riconsiderato il ruolo delle Province e stabilito un tetto massimo di 60 componenti (ora sono 85) per il Consiglio regionale. Inoltre andrebbe prevista una sola indennità, che comprenda tutto, perché "se si viene nominati presidenti di una Commissione, presidente del Consiglio o della Giunta, è solo un onore in più. Non c’è bisogno che si ricevano soldi in più”.

Per Renato Soru c'è quindi la necessità di rendere adeguati gli emolumenti: "Poco tempo fa siamo finiti su una statistica del Corriere del Sera, che segnalava i consiglieri della Sardegna tra i più pagati, e questo perché è previsto che gli emolumenti siano pari all’80% di quelli che spettano ai deputati italiani, che sono tra i più alti in assoluto. Poi ci sono le indennità per questa cosa e per quell’altra, infinite indennità di carica. La nostra proposta è chiara: quando sei consigliere devi avere una sola indennità e ti deve bastare, dentro ci fai stare tutto. E se ricevi cariche in più ne devi essere contento, perché è un onore”.

Per apportare queste modifiche, se verrà rieletto, Soru dovrà però modificare lo Statuto sardo (trovando quindi una larga maggioranza che lo sostiene), cercando anche di semplificare le procedure: "il lavoro stesso del Consiglio è un continuo bizantinismo, basti dire quante commissioni restano bloccate per l’assenza di un consigliere".

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