La guerra degli ex di Alleanza Nazionale: verso la resa dei conti?

Tanti soldi sono in ballo; così tanti che si potrebbe decidere di lanciare un nuovo partito per dividerseli senza troppi problemi.

cosa nera alleanza nazionale

Negli ultimi anni, ogni tot mesi, si torna a parlare delle riunioni tra ex sodali di Alleanza Nazionale oggi sparsi nei mille partiti che costellano la galassia del centrodestra. C'è chi si è ritirato, c'è chi ha dato vita a Fratelli d'Italia, c'è chi si trova con Fitto, chi tiene botta in Forza Italia, chi sta con Verdini; insomma, un po' dappertutto.

Tutti sparsi. Il problema è che il patrimonio della Fondazione di Alleanza Nazionale - che conserva il lascito economico del partito fondato da Gianfranco Fini - è invece concentrato in una sola cassaforte, ed è anche ingente: 50 milioni cash e oltre un centinaio di immobili sparsi in tutta Italia. Si pensa che il valore complessivo di tutto ciò sia di circa 180 milioni di euro. E in tempi di abolizione del finanziamento pubblico che fai, li lasci stare tutti quei soldi?

Il punto è che mettersi d'accordo tra iscritti alla fondazione (circa 780 persone) è praticamente impossibile, allo stesso tempo c'è anche una certa fretta, visto che all'appello, rispetto al 2011, mancano già 28 milioni di euro (finiti in varie campagne elettorali "minori" di tanti ex An). Ma come si fa a mettersi tutti d'accordo prima che quei soldi siano finiti? La via semplice sembra essere proprio una: dare vita a un nuovo partito che metta assieme tutte le anime della ex Alleanza Nazionale.

Un progetto di cui si parla da molto tempo, ma che alla fine non sembra mai vedere la luce. E contro il quale si levano voci importanti, da una parte l'ultima erede del primo post-fascismo, Donna Assunta Almirante, disgustata dall'idea che si fondi un partito per sole questioni di soldi. Dall'altra quella di Giorgia Meloni, che sta cercando (sembrerebbe invano) di far capire che un "nuovo partito di ex Alleanza Nazionale" c'è già, ed è il suo.

Altri ancora, tra cui Gasparri, si oppongono a chi vuole gettare le fondamenta di un nuovo soggetto politico perché temono che sarebbe d'impronta anti-berlusconiana. E potrebbero non avere tutti i torti, dal momento che dietro a tutto questo ancora non si sa bene quale sia il ruolo di Gianfranco Fini. Che ha già tentato un ritorno in politica, andato talmente male che non se n'è più saputa nulla. Fini, però, pare abbia incontrato i "sei quarantenni" che ieri hanno tenuto la conferenza stampa e che potrebbero essere i necessari "volti nuovi". Non si può escludere che stia manovrando per un (difficilissimo) rientro nella politica attiva.

Se ne saprà di più domenica, quando ci sarà il voto finale degli iscritti alla fondazione. Che magari si decideranno a qualcosa, una volta tanto.

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