Isis, Gentiloni ribadisce: "É una decisione che l'Italia non ha preso"

Secondo il Corriere della Sera i tornado italiani sarebbero pronti a entrare in azione in Iraq. Gentiloni torna a smentire, precisando che nulla è stato deciso.

8 ottobre 2015 - Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è tornato anche oggi a parlare del possibile coinvolgimento dell’Italia nei bombardamenti in Iraq. O meglio, ha risposto alle domande dei giornalisti a margine della conferenza Euromesco a Milano e di fronte a chi gli ha chiesto se oggi la situazione è cambiata rispetto a ieri, Gentiloni non ha potuto far altro che ribadire la posizione:

É una decisione che l'Italia non ha preso e può darsi che non prenda. Darla per scontata, come è stato fatto in questi giorni, e addirittura ipotizzare che la si prendesse all'insaputa del Parlamento, francamente non mi pare all'altezza della serietà di questa materia.

Isis, Pinotti: "Valutiamo nuovi ruoli per i caccia italiani"

Mercoledì 7 ottobre 2015 - Anche oggi si parla della possibilità che l'Italia partecipi ai bombardamenti contro l'Isis in Iraq. La polemica, scoppiata ieri sulle pagine del Corriere della Sera, oggi occupa tutte le aperture dei principali quotidiani italiani. Vengono riportate le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti che dice che si stanno valutando nuovi e ulteriori ruoli per i caccia italiani, ma che in ogni caso a decidere sarà il Parlamento, mentre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha spiegato che non c'è ancora stata alcuna nuova decisione sull'utilizzo dei Tornado.

Le parole del ministro Pinotti, in particolare, sembrano una risposta indiretta a quanto scritto da Beppe Grillo sul suo blog:

"L'Italia bombarderà l'Iraq in funzione anti Isis. È un'azione di guerra e come tale dovrebbe essere discussa e approvata dal Parlamento, non in modo autonomo da un governo prono alla Nato. Vale la pena di ricordare che, solo qualche giorno fa, i caccia della Nato hanno bombardato per più di mezz'ora il centro traumatologico di Medici Senza Frontiere a Kunduz City,sono state uccise oltre venti persone tra cui tre bambini. Secondo Medici senza frontiere (Msf) ci sono tra le vittime: otto infermieri, tre medici, sei guardie di sicurezza e un farmacista"

I ministri hanno parlato anche dei tragici fatti di Kunduz, Pinotti ha detto che va fatta piena luce sull'accaduto e Gentiloni ha evidenziato che questo "tragico e ingiustificato errore ha acceso un riflettore sul tema delle modalità attraverso le quali la comunità internazionale sta organizzando il ritorno dall'Afghanistan" e ha aggiunto che l'Italia farà rientrare i suoi 500 uomini nei prossimi mesi.

Intanto, sempre ieri, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto sul tema del terrorismo fondamentalista e, in un'intervista rilasciata all'agenzia Tass, ha detto che serve la collaborazione di tutti i Paesi nell'ambito della comunità internazionale e che il problema non si può risolvere con iniziative unilaterali.

Ministero della Difesa: "Bombardamenti all'Isis? Solo ipotesi"


Martedì 6 ottobre 2015

09.46 - La reazione del Ministero della Difesa dopo la pubblicazione dell'articolo del Corriere della Sera: "Solo ipotesi da valutare con alleati".



09.15 -

I tornado italiani sarebbero pronti ad entrare in azione e bombardare le postazioni dello Stato Islamico in Iraq.

L'indiscrezione, al momento senza alcun tipo di conferma ufficiale da parte del Governo, arriva questa mattina dal Corriere della Sera con un articolo firmato da Franco Venturini.

Secondo l'articolo, la decisione italiana è arrivata dopo che era stata fatta una distinzione netta tra le azioni in Siria e in Iraq.

Si tratta in effetti di una differenza fondamentale: il governo iracheno ci ha chiesto di intervenire e anche di bombardare, mentre il governo siriano, piaccia o non piaccia, ha rivolto questa richiesta soltanto alla Russia. La distinzione ha un valore legale che l’Italia non ha ritenuto di ignorare.[...] Le esigenze militari sono invece chiarissime in Iraq, se si considera che le forze dell’Isis occupano tutta l’area dell’ex confine con la Siria e sono presenti nella provincia di Anbar, non lontano dalla capitale Bagdad.

Venturini spiega che l'intervento militare sarà quello dei Tornado IDS (Interdiction Strike) in dotazione al 6° Stormo di Ghedi (foto in alto), che fino ad ora avevano agito solo come ricognitore, mentre ora avrebbe il nuovo ruolo di cacciabombardiere.

I Tornado, configurati inizialmente per la ricognizione e la «illuminazione» degli obbiettivi, assumeranno le loro piene caratteristiche di cacciabombardieri e dunque colpiranno direttamente i bersagli individuati in base alle nuove regole di ingaggio. Come fanno peraltro, in Iraq, gli aerei di Paesi ben più piccoli del nostro.

In attesa di capire se le indiscrezioni del Corriere, che nel suo articolo non cita fonti specifiche, saranno confermate, va anche detto che l'eventuale intervento dovrebbe essere legittimato da un voto del Parlamento (ma, secondo Venturini, "non è detto che per attuare le nuove regole di ingaggio dei nostri Tornado si renda necessario un voto".

Dal sito dell'Aeronautica Militare, la scheda tecnica del Panavia Tornado IDS che dovrebbe entrare in azione.

Apertura alare min./max 13,91/8,60 m - lunghezza 16,70 m - altezza 5,95 m - peso massimo al decollo 28.000 kg - impianto propulsivo due turbofan Turbo Union RB.199 Mk.103 da 7.260 kg/s con postbruciatore - velocità massima a bassa quota circa 1.480 km/h (1,2 mach) - tangenza 15.000 m - autonomia 3.800 km (trasferimento) - equipaggio 1 pilota, 1 navigatore - armamento: 2 cannoni cal. 27 mm (1 su IT-ECR), fino a 9.000 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, pod da ricognizione e designazione bersagli, missili aria-aria AIM-9L Sidewinder, ecc.).

La scheda del 6° stormo di Ghedi (in provincia di Brescia), sempre dal sito dell'Aeronautica Militare.

Missione
In tempo di pace:

mantenere la Combat Readiness (Prontezza al Combattimento) degli equipaggi di volo;
predisporre i rischieramenti in ambito IRF (Immediate Reaction Force);
Cooperare con le autorità civili in caso di calamità naturali.
In tempo di guerra:
Condurre operazioni di attacco e ricognizione per difendere l'area di interesse assegnata.
Dotazione
MRCA Tornado

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