Guinea Equatoriale, l'opposizione denuncia: "310 oppositori uccisi dagli Obiang"

Alla conferenza stampa della CORED, coalizione di partiti di opposizione al regime di Malabo, ha partecipato anche Roberto Berardi: "Mi onora questa battaglia"

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Si è tenuta ieri mattina a Parigi una conferenza stampa della coalizione di partiti politici d'opposizione in esilio della Guinea Equatoriale, CORED: presente anche Roberto Berardi, l'imprenditore pontino incarcerato e torturato ingiustamente dal regime di Malabo per aver scoperto le frodi e il riciclaggio a suo danno da parte del rampollo della famiglia Obiang, quel secondo vicepresidente del paese, Teodorin Nguema, e liberato nel luglio scorso.

Alla conferenza stampa, organizzata nel giorno della Festa d'Indipendenza della Guinea Equatoriale dalla Spagna (curiosamente non festeggiato in patria), era presente la stampa transalpina e le principali testate africane, ed ha visto la partecipazione del Partito del Progresso (PP), de L'Unione Popolare (UP), del Movimento MAIB e del Fronte Democratico Repubblicano (FDR) e, come ospite, il Partito Convergenza per la Democrazia Sociale (CPDS), oltre che di Roberto Berardi, che all'inizio di ottobre aveva già incontrato a Roma i rappresentanti della coalizione CORED:

"La mia battaglia è di liberare la Guinea Equatoriale, paese bellissimo e di persone incredibili, dalla famiglia Obiang, che opprime il Paese e ne impedisce il progresso e la libertà. Quello che ho sofferto io in carcere lo soffre tutti i giorni il popolo della Guinea Equatoriale, oltre che tutti i cittadini stranieri che vivono in quel paese: questo non deve accadere mai più"

aveva riferito in quell'occasione Berardi a Blogo. In occasione della conferenza stampa di ieri la CORED ha reso noto di aver siglato un documento, i cui firmatari sono appunto i partiti di opposizione al regime, nel quale si chiedono le immediate dimissioni del Presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che governa con violenza sanguinaria e il pugno di ferro la più ricca cleptocrazia africana ininterrottamente dal 1979, dopo aver garrotato lo zio Macias con un violento colpo di stato militare.

La COALITION CORED, et le Parti du progrès (P.P.), l'Union populaire (U.P.), le Mouvement MAIB et le Front Démocratique Républicain (F.D.R.), avec comme invité, le Parti Convergence pour la démocratie sociale (C.P.D.S.), ont signé la convention de PARIS, en vue de demander la démission du Président OBIANG NGUEMA MBASOGO, pour de multiples motifs consignés dans le document qui sera publié et dont les conclusions ont été présentées à la presse le LUNDI 12 OCTOBRE 2015 voici le début de la conférence de presse à suivre sur www.cored.fr et www.cored.tv

Posted by Luis Venancio on Lunedì 12 ottobre 2015

La CORED, nel corso della conferenza stampa, ha inoltre denunciato la violenza terribile che il regime di Malabo garantisce al dissenso interno:

"Sono almeno 310 i guineani assassinati dal regime di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo da quando ha preso il potere nel 1979. [...] Oppositori politici morti ammazzati nel paese e persino all'estero, una lista che è in continuo aggiornamento: se non fossimo fuggiti noi stessi i nostri nomi comparirebbero in quella lista. [...] Il nostro messaggio è chiaro: Obiang vattene! Abbiamo vinto quando abbiamo ottenuto l'indipendenza [...] ma oggi la battaglia è del popolo per riconquistare la propria libertà: siamo di fronte ad una delle dittature più crudeli di tutta l'Africa centrale. La Guinea Equatoriale ha vissuto gli ultimi 37 anni sotto la pressione della "famiglia", responsabile di omicidi, torture, detenzioni arbitrarie e pressioni sui familiari dei detenuti e degli oppositori. [...] Obiang ha svuotato le casse dello Stato, la corruzione è ovunque ed è ancora pendente il caso Bien Mal Acquis (il processo in Francia per corruzione, appropriazione indebita e riciclaggio a carico di molti capi di Stato africani tra cui Obiang, nda)".

ha dichiarato in conferenza stampa Filiberto Manale Andem, segretario generale della CORED. La lista presentata è effettivamente un tragico elenco di uomini e donne dimenticati, torturati, massacrati ed uccisi dalla violenza del regime degli Obiang. L'ultimo caso riguarderebbe Bonifacio Nguema Esono Nchama, oppositore rientrato in patria dopo 25 anni di esilio perchè garantito da un salvacondotto fornitogli direttamente dalla moglie di Teodoro Obiang, la prima dama Constancia Mangue de Obiang: Esono Nchama, ex-vicepresidente, aveva confessato più volte le sue paure perchè era un profondo conoscitore dei segreti inconfessabili della famiglia Obiang già da prima che Teodoro prendesse il potere.

Il caso ha voluto che proprio ieri in Guinea Equatoriale il PDGE (Partito Democratico della Guinea Equatoriale l'unico partito politico esistente, oltre a qualche organizzazione fantoccio che risponde direttamente alla famiglia Obiang) comunicava la formazione del Comitato Organizzatore del Terzo Congresso del Partito, che si terrà in novembre, formato in buona sostanza da coloro i quali correranno per la presidenza: dei cinque nomi indicati come papabili uno è proprio Teodorin Nguema, figlio maggiore del Presidente Obiang e rampollo prediletto, e l'altra è Constancia Mangue de Obiang, moglie del Presidente, vero capo di Stato del Paese e proprietaria della più importante azienda di opere pubbliche, la ABC.

La notizia è quindi che è quasi certo oramai che il vecchio Presidente Obiang non si ricandiderà, passando la mano (come si vocifera oramai da anni) al figlio viziatissimo e criminale internazionale (all'attivo ha due processi per corruzione e riciclaggio in corso, in Francia e Spagna, un terzo per riciclaggio in fase di istruttoria negli Stati Uniti, dove ha già patteggiato 30 milioni di dollari di risarcimento per frode, riciclaggio e corruzione). L'investitura ufficiale è arrivata qualche giorno fa, quando lo stesso Teodorin Nguema ha fatto le veci del padre all'Assemblea Generale dell'Onu, tenendo un discorso in plenaria ed incontrando nelle vesti di capo di Stato le delegazioni e gli omologhi internazionali.

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