Maroni profetizza: "Berlusconi non si candiderà"

Il nuovo, ma non inedito, dietrofront di Silvio Berlusconi, che ha annunciato l'intenzione di candidarsi alle Elezioni Politiche previste per febbraio 2013, ha scatenato un'autentica bufera. Il padre padrone del PDL ha ordinato ai suoi di sfilarsi dal governo Monti, così come la parte più oltranzista del suo partito gli chiedeva da tempo (pur attendendo diligentemente un cenno del capo per muoversi in tal senso). Il presidente del consiglio ha così annunciato le sue dimissioni dopo l'approvazione della Legge di Stabilità, la maggioranza parlamentare composta da PD, PDL e UDC si è dissolta e tutte le presunte e presumibili riforme avviate dal governo tecnico si sono volatilizzate.

Per citarne una, dall'impatto simbolico notevole, la cancellazione e accorpamento di diverse province italiane. Berlusconi si muove come un elefante in un cristalleria dimostrando, qualora servissero davvero dimostrazioni in tal senso, di poter fare e disfare quel che vuole almeno fino a quando i due rami del parlamento accoglieranno la corposa rappresentanza del Popolo delle Libertà, più che un partito un contenitore, per di più uno "zombie" viste le dichiarate intenzioni di cancellarlo prima delle elezioni.

Ma Berlusconi si candiderà davvero? Secondo Roberto Maroni, leader della Lega Nord presso la quale Silvio sta cercando la necessaria ma non sufficiente sponda per avere qualche minima possibilità alle elezioni, crede di no, anche se "è una sensazione sua, non suffragata dai fatti":

Non sono convinto che questa decisione annunciata da Berlusconi alla fine venga mantenuta. E' una convinzione personale non è suffragata da alcun dato oggettivo. Berlusconi farà quello che vuole ma io ho questa sensazione che alla fine prevarrà la voglia di rinnovamento. Ma, ripeto, è una mia sensazione. Credo che il Pdl dovrebbe seguire l'esempio della Lega e rinnovarsi. Abbiamo rinnovato l'offerta politica e investito sui giovani, il Pdl non ha fatto altrettanto, dovrebbe investire in questa direzione

Conosce cose che non vuole dirci? Chissà. La realtà è che una nuova alleanza PDL - Lega è molto complicata, molto più complicata rispetto a quando il Carroccio era guidato da Umberto Bossi. Maroni detta condizioni, sulla carta solo propagandistiche e prive di collegamento con la realtà, dunque perfette per una campagna elettorale "a perdere":

La Lega non rinnega l'alleanza con il Pdl, insieme abbiamo fatto tante cose buone, si può ripetere ma a certe condizioni. E tra queste ce ne sono di irrinunciabili come l'Euroregione e fare restare al Nord almeno il 75% delle tasse.

Vedremo.

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